Anno: 2011

"Lo strano asse Letizia-Lega", di Elvira Pollina

La Moratti prova a chiudere il caso manifesti ma gli ultrà del Pdl (e l’autore) non le danno tregua. Tutti contro tutti nel centrodestra milanese. In mezzo Letizia Moratti, che da qui al giorno del voto si gioca due partite: una contro Giuliano Pisapia, l’altra contro quel centrodestra che sta rendendo la sua campagna elettorale ancora più complicata. A chi ha avuto modo d’incontrarla in questi giorni non ha nascosto la preoccupazione di arrivare al ballottaggio in queste condizioni. Il caso Lassini ha fatto scoppiare le contraddizioni. Ieri il sindaco ha ribadito di averne ottenuto la testa e ha reso pubblica la lettera con cui lo stesso Lassini rinunciava al posto in consiglio comunale in caso di elezione. Nei fatti, però, l’autore dei manifesti “Via le Br dalle procure” non solo resta candidato, ma incassa la solidarietà (mai smentita) di Berlusconi, e, complice la campagna di sostegno del Giornale, mette le mani avanti. «Se i milanesi mi votano, siederò in consiglio comunale» spiega il primo cittadino di Turbigo, diventato la bandiera dei falchi berlusconiani stile …

"Il vilipendio al potere", di Mario Pirani

Quanto più esplode con voluta sfrenatezza l´odio berlusconiano per le garanzie costituzionali, tanto più un nutrito gruppo di opinion makers si prodiga in deprecazioni per le reazioni risentite dell´opposizione. Quasi quest´ultima, invece di far finta di nulla, come conviene ai gentiluomini, si abbandonasse ad una altrettanto rabbiosa e biasimevole violazione del galateo politico. Non è neutrale questa raffigurazione. Anche quando è delineata in buona fede essa presuppone la rimozione delle caratteristiche devastanti della situazione italiana. Si ignorano le degenerazioni tipiche del berlusconismo e si finge di assimilarle a quelle sussistenti nei normali contenziosi politici d´oltre frontiera. Il panorama preferito da questi pittori della domenica nel dipingere i loro affreschi fintamente ingenui è quello che rappresenta gli italiani nella loro essenza fisognomica come tutti eguali, berlusconiani e avversari del premier, distinti solo dal secolare spirito di parte che dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini li ha sempre spinti ad azzannarsi fra loro con quella esasperazione partigiana che sopravanza un pacato esame delle ragioni altrui. Se, invece, analizzassero con fredda oggettività le linee del contendere si …

A Paola Concia insulti pubblici per la sua vita privata

La deputata del Pd insultata per strada a Roma mentre camminava con la compagna. Bersani: “Urgente la legge contro l’omofobia e ogni forma di discriminazione”. “Lesbiche da bruciare nei forni, che fanno schifo”. Insulti deliranti, urlati oggi da un uomo contro la deputata del Pd, Anna Paola Concia, Responsabile nazionale sport del Partito Democratico e la sua compagna. L’episodio gravissimo, segnale di razzismo e omofobia che sono sempre presenti, è avvenuto a Roma in pieno centro, vicino alla Camera dei deputati. Il trentenne, non soddisfatto ha continuato indisturbato l’aggressione alla deputata rivolgendole altre minacce: “Ti ho riconosciuto. A me non me ne frega niente che sei parlamentare. Vi dovrebbero mettere ai forni”. Paola Concia non si è lasciata intimorire ed ha cercato di difendersi verbalmente. Più tardi ha dichiarato ai giornalisti che ‘non ha avuto paura ma che anzi ha sentito un dovere preciso nel replicare e reagire a questo tipo di aggressione. Deve essere un diritto mio e di tutte le persone omosessuali, il poter camminare mano nella mano, in strada, col proprio compagno …

"Un simbolo di libertà", di Carlo Petrini

Il nonno diceva a un Tonino Guerra bambino: «Se non guardi mai indietro, come fai ad andare avanti?» Se io guardo alla storia dell´acqua vedo che a periodi bui e drammatici dell´epopea umana sono sempre corrisposti un arretramento nella sua distribuzione e utilizzo e diverse forme di privazione. Che, guarda caso, ha la stessa etimologia di privatizzazione. Si pensi alle tecnologie idriche, per quel tempo stupefacenti, dei Sumeri o più tardi alla maestosità degli acquedotti romani. Facevano capo a società floride, che avevano inventato modi per distribuire l´acqua liberamente a tutti, per affrancarsi dal limite di doversi insediare presso i fiumi e le sorgenti. Era tutta acqua pubblica, cosa che a quel tempo nessuno avrebbe mai messo in discussione. Anzi, i castellum acquae di epoca romana, dove finiva l´acqua degli acquedotti per essere poi attinta, erano opere pubbliche.a volte anche sfarzose, donate pomposamente alla popolazione. Pomposamente, ma “donate”. Nel Medioevo è poi scattato una sorta di blackout: tutta quella sapienza, quella tecnologia e ingegnosità condivise, al servizio della gente e del suo poter crescere e …

"Marchionne brucia i tempi, Torino si avvicina a Detroit", di Gianni Del Vecchio

Il Lingotto sale al 46 per cento di Chrysler. Così controlla il gruppo Usa. Che la Fiat sarebbe diventata americana, lo si sapeva ormai da un bel pezzo, almeno dall’audizione parlamentare di Sergio Marchionne a metà febbraio. Che «la tappa storica», come l’ha definita John Elkann, potesse essere conquistata prima di Pasqua, invece nessuno poteva neanche immaginarlo. Così, fra lo stupore generale, da ieri mattina il gruppo automobilistico torinese controlla di fatto la Chrysler. Il tutto grazie a un accordo secondo il quale la Fiat eserciterà un’opzione call (la facoltà di acquisire il gruppo di Detroit) sul 16 per cento delle azioni degli americani, salendo così dal 30 per cento attuale al 46, percentuale che permetterà a Torino di avere quasi la maggioranza assoluta. Per quest’ultima, poi, c’è poco da aspettare: secondo gli accordi presi col governo americano, Marchionne potrà salire gratis di un ulteriore 5 per cento nel momento in cui riuscirà ad assemblare un’auto ecologica negli Stati Uniti, cosa che dovrebbe avvenire non più tardi di fine anno. Il costo dell’operazione è diviso …

"Le nostre donne violentate dai soldati per ordine del raìs", di Pietro Del Re

I medici: “Negli ospedali decine di stuprate”. C´è chi dice che le violenze sono usate per impedire ai mariti di combattere. L´accusatore è un omino elegante e canuto, con gli occhiali cerchiati d´oro e uno zucchetto rosso in testa, che quasi sfigura tra gli shabab del 17 febbraio, gli insorti della Cirenaica, sempre più giovani e sempre più stanchi, vestiti con jeans sfondati e giubbotti militari. Secondo Mahoammed El Tajuri, per portare a compimento la loro strategia bellica, i mercenari del Colonnello Gheddafi stuprano sistematicamente le donne nella porzione orientale del Paese. Racconta El Tajuri: «L´hanno fatto a Bin Jawad, Ras Lanuf, Brega e Ajdabiya, tutte località dove le linee del fronte sono cambiate rapidamente. I mercenari che abbiamo catturato ci hanno spiegato che i generali del Colonnello li avevano incitati a compiere ogni tipo di scempio, dicendo loro le seguenti parole: “Tutto quello che troverete lì sarà vostro, potrete quindi rubare, massacrare e stuprare a vostro piacimento”». Incontriamo El Tajuri al checkpoint orientale di Ajdabiya che attraversa solo chi va a combattere e dove, …