"La politica curi la sua malattia", di Giuliano Amato
L’uscita di Emma Marcegaglia sulla solitudine degli imprenditori ha provocato una pluralità di commenti, nutriti in più casi da spunti velatamente o anche esplicitamente critici nei suoi confronti, che sembrano tuttavia non vedere la piaga su cui la presidente di Confindustria ha messo giustamente il dito. C’è chi ha letto nelle sue parole la nostalgia per i vecchi incentivi che oggi la politica non offre più e ha auspicato al loro posto una politica industriale fatta largamente dal basso dalle stesse imprese, innovando e puntando sulle esportazioni. C’è chi ha invitato gli imprenditori ad assumersi le responsabilità che non si assumono, perché ciò che non va non è tanto la politica, quanto il fatto che tutti si comportano come i politici, ripetono cioè gli elenchi, noti e stranoti, delle cose da fare, ma non hanno il coraggio di spendersi per la loro realizzazione. Ebbene, c’è sempre una parte di ovvia verità in affermazioni del genere. Ma la ragione della solitudine denunciata da Emma Marcegaglia non è la mancanza d’incentivi. La questione da lei sollevata è …
