"I peluche di Pantelleria ai cinque orfani del mare L’isola adotta la famiglia", di Goffredo Buccini
Viani è la vita che ci rimane da guardare. Schiaccia come un ossesso i pulsanti colorati della Fattoria degli animali, ride a crepapelle ogni volta che saltano fuori il cane e la mucca. Il cane è meglio non toccarglielo, se no s’arrabbia e molla spintoni. A cinque anni, il gelo e il terrore di mercoledì mattina — tra onde furiose e strilli e lacrime— fanno presto a sciogliersi in avventura, qui, nel corridoio dell’ospedale «Nagar» che pare la bottega di un giocattolaio. Tante mamme e tanti papà di Pantelleria hanno portato qualcosa ai figli di Leonie e Camille Fuamba: le favole di Pinocchio, i fumetti di Pimpa, Toy Story, bambolotti e cioccolatini, sicché questa giornata di sole e calore può sembrargli anche Natale, se mai qualcuno gli ha spiegato cos’è. Quando cercherà di ricordare sua madre, gli verranno in mente palloni di gommapiuma, orsi di peluche, una lingua incomprensibile ma zuppa d’amore, queste carezze. «Non sta fermo un momento» , sussurra Caterina Giglio, una delle volontarie che se lo coccolano da quando è arrivato all’ospedale …
