"L'ultima difesa", di Massimo Giannini
La trentottesima legge ad personam appena varata dalla Camera è l´espediente giuridico per un imputato eccellente, ma anche il ricostituente politico per un centrodestra agonizzante. Rianimato dall´atto di forza imposto al Parlamento, il presidente del Consiglio può rilanciare la fase che gli è più congeniale: quella del berlusconismo «da combattimento». Non basta il via libera sulla prescrizione breve che lo può salvare dal processo Mills, ottenuto da un´aula di Montecitorio militarizzata dai capigruppo forzaleghisti e svilita dalla compravendita dei “responsabili”. Non basta il dissennato disegno di legge sul “processo lungo” che lo può proteggere dalle sentenze su Ruby, Mediaset e Mediatrade, e che nel frattempo i “volonterosi carnefici” del premier stanno portando avanti al Senato con sprezzo assoluto dell´armonia ordinamentale e dell´economia processuale. Non basta la falsa «riforma epocale della giustizia» che il Guardasigilli Alfano gli ha confezionato, per punire i magistrati, per ingannare l´opposizione politica e per distrarre l´opinione pubblica. Il premier annuncia già la prossima battaglia. Vuole anche la legge-bavaglio, cioè la norma che limita drasticamente l´uso delle intercettazioni. Non c´è limite a …
