"Ma l’opposizione c’è", di Mario Lavia
Ma l’opposizione c’è Quando uno come Scilipoti fa finta di inserire al contrario la tessera con cui si vota, come per suggerire ai suoi padroni “guardate, posso anche non votare col governo”, certo, ti cascano le braccia. Perché poi “Munnizza”, come è stato carinamente ribattezzato dai dipietristi, si sa che vota e voterà per Berlusconi, il suo futuro e la sua paga lì stanno. E dunque, stai lì giorni e giorni, disciplinatamente, pronto a fare casino ogni volta che puoi, e niente, l’orribile legge ad personam passa, tu hai perso e loro hanno vinto, la forza dei numeri ce l’hanno, ma non quella della ragione, come dice Castagnetti, e allora del diritto si fa strage. Ma alla fine della battaglia di Montecitorio – non è la prima e non sarà l’ultima – va detto che i deputati dell’opposizione sono stati bravissimi, che hanno scritto una buona pagina di vita parlamentare, che sono comunque riusciti a mettere sotto i riflettori l’inconsistenza di merito della legge e anzi la sua intrinseca logica arrogante e a beneficio del …
