Anno: 2011

"Il federalismo non entra in classe", di Andrea Gavosto (*)

Che fine ha fatto il federalismo scolastico? Nelle sedi politiche non se ne parla da molti mesi e anche in precedenza lo si era fatto in modo discontinuo e farraginoso. L’opinione pubblica e lo stesso mondo della scuola non sanno a che punto sia la discussione. Addirittura, molti ignorano che esista una discussione sul federalismo nella scuola e che questo sia un capitolo della più ampia partita relativa al trasferimento di fondamentali funzioni legislative e di governo dal centro alla periferia. Un obbligo che nasce dieci anni fa con il nuovo Titolo V della Costituzione: l’articolo 117 attribuisce la potestà legislativa in materia d’istruzione alle Regioni, con lo Stato che mantiene soltanto la determinazione delle cornici entro le quali deve muoversi la legislazione scolastica regionale nonché quella dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) che in ogni parte del Paese la scuola deve fornire affinché a tutti sia garantito il diritto allo studio e all’apprendimento. L’occasione per riparlarne poteva essere quella del decreto sulla fiscalità regionale in attuazione della legge Calderoli, approvato qualche giorno fa in …

Istituto Da Vinci, il Pd: “Si fa cassa ai danni della scuola pubblica”

Ghizzoni: “Classi sovraffollate e l’impossibilità per gli studenti di procedere nell’indirizzo prescelto: diretta conseguenza del draconiano taglio agli organici imposto dal ministro”. L’on. Manuela Ghizzoni punta il dito contro i tagli alla scuola pubblica che mettono a rischio l’indirizzo di biotecnologie all’Istituto Leonardo Da Vinci di Carpi. Ecco la sua dichiarazione «Non può non essere accolta la richiesta proveniente dal consiglio d’istituto del Leonardo Da Vinci di Carpi se si hanno a cuore le esigenze formative dei nostri ragazzi e la crescita sociale ed economica del territorio. Purtroppo i nodi vengono al pettine: riforme cosiddette “epocali” senza le adeguate risorse non se ne sono mai viste, a meno che l’Esecutivo non sia in grado di fare miracoli, cosa di cui ci permettiamo di dubitare. Quanto accadrà al Da Vinci di Carpi – classi prime sovraffollate e l’impossibilità per gli studenti di procedere nell’indirizzo prescelto – é un tratto distintivo del destino di molti istituti superiori ed é diretta conseguenza del draconiano taglio agli organici imposto dal ministro Gelmini nella manovra estiva del 2008: 87 mila …

Una famiglia su 4 non riesce più a pagare il mutuo

I dati dell’Osservatorio regionale sul costo del credito (Orcc): a rischio povertà il 47% dei nuclei che hanno sottoscritto un mutuo. A rischio povertà il 47% delle famiglie italiane che hanno sottoscritto un mutuo per l’acquisto di un appartamento e devono sostenere le spese ordinarie per le utenze. Circa una su 4, infatti, non è più in grado di garantire il regolare pagamento della rata mensile concordata con la banca. Se si considerano poi le spese per la gestione (tariffe e bollette per acqua, energia, gas e riscaldamento), quasi il 50% dei nuclei familiari è costretto a versare il 30% del proprio reddito per la casa, anzi, addirittura superiore a questa quota “all’interno di uno scenario per niente tranquillizzante: il grado di indebitamento nel 2011 ha raggiunto gli stessi livelli registrati nel 2007, quando non era ancora scoppiata la crisi economicofinanziaria”. Lo evidenzia con alcune proiezioni e analisi la seconda edizione dell’Osservatorio regionale sul costo del credito (Orcc), promosso da Caritas italiana e Fondazione culturale responsabilità etica, realizzato in collaborazione con il Centro culturale Francesco …

"Cene di corrente e pugnalate il Pdl sull´orlo dell´abisso Berlusconi: non è il mio funerale", di Francesco Bei

E oggi Miccichè si prende il lusso della rivincita su chi sghignazzava sulla «scialuppa senza futuro» di Forza del Sud: «Le scialuppe si mettono a mare quando la nave sta per affondare». I segnali di crisi si moltiplicano. Basta un niente, una cena segreta di ministri forzisti in hotel romano, come quella di giovedì scorso, per provocare reazioni a catena sempre più forti. Ieri da Arcore, riecheggiando un editoriale molto esplicito di Giuliano Ferrara sul Giornale, Silvio Berlusconi ha mandato a tutti un chiaro segnale di insofferenza: «Basta con queste liti. Io sono ancora qua, a battermi come un leone, e c´è chi pensa già al mio funerale. Ma si illudono». Perché è chiaro che, al di là delle baruffe chiozzotte tra ex forzisti ed ex colonnelli di An, al fondo della questione c´è la grande corsa per posizionarsi nel dopo-Berlusconi. È questo il male oscuro che sta corrodendo il Pdl dall´interno. I quotidiani d´area hanno già fiutato il problema. «Berlusconi è bollito?», si è chiesto Libero. E Feltri, pur proclamandone l´insostituibilità, ha impietosamente definito …

"In Italia il lavoro per i giovani segna il passo", di Francesca Barbieri

Si chiama Zeeland l’isola felice per i giovani. La piccola provincia dei Paesi Bassi, in larga parte al di sotto del mare, ha resistito come un gigante ai venti della crisi. Qui l’occupazione è salva, anche per i giovani, che registrano appena un 4% di senza lavoro e conquistano così il primato assoluto nella classifica della disoccupazione “under 24” delle 315 regioni europee messa a punto dal centro studi Datagiovani, considerando anche il trend rispetto al 2007. In un’Europa senza confini sul podio troviamo anche due Länder tedeschi, Bremen e Tübingen, e poi Ostschweiz (Svizzera), Agder og Rogaland (Norvegia), Oberpfalz (Germania), Drenthe (Olanda), Oberbayern (Germania), Gelderland (Olanda) e Tirolo (Austria). L’Europa centrale fa quadrato per sostenere le proprie nuove generazioni e ovunque in quest’area il tasso di disoccupazione giovanile ha registrato cali o piccolissimi balzi in avanti nella fase centrale della crisi. E l’Italia? «La situazione del nostro Paese – risponde Michele Pasqualotto, ricercatore di Datagiovani – è estremamente differenziata da regione a regione, con un Centro-Nord dalla disoccupazione giovanile più bassa, ma che sta …

"I poteri sudditi", di Nadia Urbinati

Dalla giustizia alla costituzione: tutto deve essere a disposizione di chi vuole avere potere supremo. Le regole del gioco le fa il giocatore forte altrimenti la sua forza non può vincere. La legge della natura delle cose contro le norme della giustizia: la forza del più forte contro quella della legge. Una storia che si ripete da secoli ma che ogni volta che riappare sembra nuova, inedita e diversa. Le recentissime esternazioni del presidente del Consiglio sono un florilegio da manuale sul rischioso cammino nel quale una democrazia si immette quando consente a un cittadino che ha acquistato già troppo potere economico e mediatico di coprire incarichi di governo. Il rischio si sta dimostrando fatale, soprattutto perché viviamo nell´era della audience leadership, dove la propaganda viaggia non più attraverso partiti strutturati ma invece il fluido mondo delle immagini e delle opinioni dette e non falsificabili. Antico e moderno si uniscono tuttavia, poiché nonostante la forma mediatica e da gossip con la quale si alimenta il plebiscitarismo di oggi, la sostanza e la tentazione restano le …