Anno: 2011

"La Lega tratta e perde sui migranti. Permessi adieu, débâcle con Parigi", Francesco Lo Sardo

L’Italia di Berlusconi-Bossi alla berlina. Fallito vertice Maroni-Gueant. Merkel con Sarkò. Di male in peggio. Parigi dice no. Berlino in serata s’associa all’Eliseo. Mentre da Tunisi, affidata a una nota dell’agenzia di stampa di stato Tap, arriva l’ultima mazzata alla campagna di propaganda e disinformazione messa in atto dalla sgangherata cabina di regia Berlusconi-Bossi-Maroni: «Per quel che riguarda i rimpatri, fonti autorizzate del ministero dell’interno tunisino precisano che essi riguarderanno esclusivamente gli emigrati tunisini che si trovavano a Lampedusa al momento della stipula dell’intesa con l’Italia, e cioè 800 migranti clandestini». È il colpo di grazia. Altro che chiudere i rubinetti e svuotare la vasca. L’Italietta di Berlusconi, Bossi e Scilipoti fa pagare all’Italia il prezzo della sua anomalia: le destre cugine di Francia e Germania le voltano le spalle. Com’era nell’aria, il vertice di ieri a Milano tra il ministro dell’interno leghista Roberto Maroni e l’omologo francese Claude Gueant è stata una rovinosa Caporetto italiana. I francesi ribadiscono che l’Italia può stampare e distribuire ai migranti sbarcati clandestinamente a Lampedusa tutti i permessi temporanei …

"Un governo sempre in difesa", di Luigi La Spina

Da mesi, ormai, c’è una sola domanda che domina le chiacchiere degli italiani, sia quelli che la politica la osservano da lontano, magari con distacco e sfiducia, sia i tifosi dell’uno o dell’altro schieramento, smaniosi più di vedere nella polvere l’avversario che al potere la propria parte: questo governo Berlusconi arriverà fino alla fine della legislatura? La risposta sembra variare di giorno in giorno, come gli indici di Borsa, in un’altalena legata ad altre domande, al contrario, del tutto contingenti. Dipenderà, si dice, dal raggiungimento o no della ormai famosa «quota 330», il margine di deputati della maggioranza che il presidente del Consiglio ritiene possa garantire una navigazione parlamentare meno affannosa per i provvedimenti del suo ministero. Dipenderà, si dice ancora, dall’andamento dei suoi processi, un fronte sul quale si svolge una battaglia pornoleguleia del tutto imprevedibile. Oppure, si dice infine, dipenderà dagli umori tellurici di Bossi, scossi tra gli impegni di Stato del suo ministro Maroni e i brontolii di sondaggi, non più così confortanti, sulle opinioni dei suoi elettori. La domanda che, invece, …

"Il ministro dell'istruzione e i miracoli dei dirigenti scolastici", da Scuola Oggi

I dirigenti scolastici ogni giorno tentano, a volte disperatamente, di far funzionare al meglio il servizio pubblico dell’istruzione. Sono per buona parte virtuosi funzionari dello Stato, di uno Stato tutto sommato patrigno, perché li paga meno degli altri, scarica loro addosso i problemi dell’universo mondo e anziché ricevere encomi dai ministri che si succedono, da un po’ d’anni sono oggetto di metaforiche bastonate, ultima (e speriamo veramente ultima) in ordine di tempo sotto forma di furente intervista oggi al quotidiano “La Repubblica”. E’ vero che il Ministro se la prende, a fine intervista, con gli “incapaci”, ma dopo un sostenuto attacco alle scuole piene di soldi ed ad ai dirigenti che mendicano contributi alle famiglie per fare dispetti al Governo… Vogliamo sommessamente far presente che la richiesta di contributi non avviene da parte dei dirigenti scolastici, ma sempre con delibera dei Consigli di Istituto (ove sono presenti genitori ed alunni, oltre che il personale scolastico), sulla base delle norme vigenti ed in forma volontaria. I contributi rappresentano una “critica politica” al Governo? Ognuno legge le …

"Se nel giorno di festa il precario va in piazza", di Tito Boeri

È il giorno della protesta dei lavoratori precari. Chiamati a raccolta su Internet (www.ilnostrotempoeadesso.it) si ritroveranno in almeno 46 piazze italiane e due straniere (Bruxelles e Washington) in un elenco che continua ad allungarsi. Lo fanno di sabato, perché non hanno la forza contrattuale per scioperare. La loro voce si deve far sentire. il dualismo del nostro mercato del lavoro non offre un futuro non solo a chi lo vive sulla propria pelle, ma anche a tutto il Paese. Deve essere ascoltata perché il dualismo è aumentato ulteriormente da quando abbiamo superato la fase più acuta della crisi. Ce lo dicono tutti i dati disponibili. Le indagini sulle forze lavoro dell´Istat certificano che le assunzioni con contratti a tempo indeterminato tra chi ha meno di 40 anni sono calate del 27 per cento rispetto al 2007, l´ultimo anno interamente prima della Grande Recessione. Nel Mezzogiorno i contratti a tempo determinato aumentano del 30 per cento e le prestazioni d´opera occasionali addirittura del 350 per cento, mentre le assunzioni con contratti a tempo indeterminato si riducono …

"Troppe assenze, nel Pd rimpianti e sospetti", Dario Franceschini risponde al Corriere della Sera

Caro Direttore, in riferimento a quanto pubblicato questa mattina dal Corriere e più specificamente all’articolo “Troppe assenze, nel Pd rimpianti e sospetti” relativo alla mancanza in Aula di parlamentari tra le file dell’opposizione nelle votazioni alla Camera sul processo breve, per correttezza e completezza di informazione Le faccio presente che, dati alla mano che volentieri allego, il gruppo del Partito democratico è stato in assoluto il gruppo più presente, con una media percentuale del 97,7% con picchi, su singole votazioni, del 99% dei 206 deputati Pd. Le assenze che si sono registrate , limitatissime e purtroppo inevitabili, sono state motivate da gravi ragioni familiari o di salute che per motivi di privacy non intendo rendere note. I due deputati, Luciano Pizzetti e Livia Turco, citati nell’articolo come assenti, hanno invece partecipato a tutte le votazioni. Su una di queste, il sistema non ha registrato il loro voto e su espressa segnalazione degli stessi, presenti in Aula, la Presidenza ne ha preso atto, come risulta dallo stenografico ufficiale della seduta. E’ fin troppo evidente, date le …

OCSE: In Italia servono riforme e la piena attuazione del decreto Bersani

Il rapporto Going for Growth dell’ OCSE punta il dito sull’occupazione, sull’istruzione e la concorrenza. Fassina: Il governo ha fatto arretrare l’Italia nei processi di liberalizzazione messi in atto nella scorsa legislatura dalle “lenzuolate” di Bersani. Il prodotto interno lordo pro-capite e la produttività in Italia “hanno continuato a registrare un calo rispetto alla metà superiore dei Paesi Ocse” e nel quinquennio 2004-2009 c’è stata una diminuzione media annua del Pil pro-capite di 0,2 punti. Questo è quanto si legge dal rapporto Going for Growth del OCSE con riferimento all’Italia. Per l’Organizzazione economica internazionale, nel Belpaese “sono necessarie ulteriori riforme” a partire dalla “piena attuazione e l’estensione del decreto Bersani del 2006”. Nella nota ha messo in evidenza che ”le azioni adottate per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e semplificare la legislazione sono proseguite nonostante ancora non si vedano significativi risultati”. Per l’OCSE tre sono i principali obiettivi che l’Italia deve realizzare sono: a) maggiore attenzione al mercato del lavoro per implementarne la crescita, favorendo l’occupazione ”permanente” e riducendo il ”dualismo” tra i differenti tipi …

"Orda immigrata, il neo-razzismo di Beppe Grillo", di Roberto della Seta e Francesco Ferrante

“L’Italia ha il 20% di disoccupazione e almeno 100.000 extracomunitari disoccupati che diventeranno il doppio dopo il crollo ampiamente previsto del mercato immobiliare. Dove li mettiamo? Li ospiterà D’Alema sul suo Ikarus o faranno compagnia ai nostri ‘ultimi’, pensionati e disoccupati delle periferie?… Un’invasione, perché di questo si tratta… La destabilizzazione degli Stati è avvenuta da sempre anche grazie al fattore immigrazione…”. A parlare così non è Borghezio ma Beppe Grillo, in un intervento postato sul suo blog il 29 marzo scorso. Toni e contenuti della requisitoria di Grillo contro quello che lui stesso chiama il tabù buonista dell’immigrazione fanno impressione: per la totale irrazionalità delle argomentazioni – l’Italia “invasa” è uno dei paesi europei con meno immigrati, l’idea che gli stranieri “rubino” il lavoro agli italiani è una bufala -, per l’idea presa di peso dalla retorica nemmeno leghista, ma lepenista, che l’immigrazione rischia di sgretolare l’Europa. Fanno impressione le parole di Grillo, ma non sorprendono più di tanto. Da quando il comico genovese si è reinventato predicatore anti-sistema, il suo linguaggio ha sempre …