Anno: 2011

"Il governo ha reintegrato i fondi per lo spettacolo. Ma per i teatri è sempre notte.", di Michele Smargiassi

Vesti la giubba e la faccia infarina. Col cuore che lacrima, si va in scena. Davanti a duemiladue poltroncine rosse si prova Pagliacci di Leoncavallo. Vestiti in borghese i coristi, i cantanti, i figuranti sembrano ragazzi in gita nel teatro d´opera più moderno del Paese dell´opera. Invece sono i lavoratori a orario dimezzato di una fabbrica in crisi. Lavorano meno, guadagnano meno, e il ricavato, cinque milioni di euro in due anni, lo regalano al Carlo Felice, il loro teatro, il teatro dei genovesi, perché non lo si debba chiamare, fra qualche tempo, Carlo Infelice, e piangerne la chiusura. «Siamo i maggiori sponsor privati del teatro», mastica amaro Giulio Luzi, delegato sindacale della Cgil del teatro. È vero: gli imprenditori privati, che il sindaco Marta Vincenzi ha invitato ad aprire i portafogli in nome dell´orgoglio civico, hanno finora raggranellato un milione 400 mila euro, «arriveremo a due, ma valgono doppio, in tempi di crisi», rivendica il presidente di Confindustria Giovanni Calvini che guida la colletta. Ma tutti questi sacrifici saranno inutili se lo Stato si …

"Se lo stagista sta perfino dal benzinaio", di Bruno Ugolini

L’Italia ribolle.Non c’è solo la tensione politico sociale che accompagna l’operato di un governo intento a difendere i propri privilegi di casta. Non c’è solo l’assillo di una mancata operazione umanitaria che dovrebbe accompagnare l’esodo dalle terre africane. C’è anche lo scoppio di grandi irrisolte questioni sociali. Già il movimento delle donne è sceso in piazza per rivendicare e consolidare un ruolo di autonomia e libertà, con lo slogan «Se non ora quando». Ora, su questa falsariga, senza la paternità dei partiti politici, occupa la scena il popolo dei precari. Quelli organizzati dalla Cgil «non più disposti a tutto»,ma anche quelli che si sono dati appuntamento per il 9 aprile in tutta Italia. Il loro slogan stavolta è «Il nostro tempo è adesso». L’appello è firmato da una schiera di «atipici». Tra gli altri: l’archeologo Salvo Barrano, il portuale Pierpaolo Pirisi, il ricercatore Luca Schiaffino, l’avvocato Alessandro Pillitu, l’operatore call center Francesco Brugnone. Denunciano una situazione insostenibile. Ha accompagnato questo movimento l’illustrazione di tre proposte di esponenti del Pd (Stefano Fassina, Cesare Damiano, Fausto Raciti). …

"Camera appesa alla giustizia", di Andrea Maria Candidi

È la settimana del processo a Berlusconi. Per mercoledì è fissata la prima udienza del Rubygate presso il tribunale di Milano. Ci si arriva – se mai c’era qualche dubbio – in un clima politico incandescente, reso ancora più infuocato dalla bagarre parlamentare dei giorni scorsi alla Camera sul processo breve e che non resterà certo indifferente a quanto succederà da domani sempre a Montecitorio. L’aula è, infatti, chiamata a pronunciarsi sia sulla richiesta della maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale proprio sul caso Ruby, sia sulla prescrizione breve. Sulla prima questione, che arriva in assemblea dopo che la scorsa settimana l’ufficio di presidenza non ha votato un parere in merito perché tra le parti c’è stato il pareggio dei voti, la maggioranza non dovrebbe avere problemi. I numeri, infatti, ci sono per far passare la linea che impone di interpellare la Consulta sul fatto se la procura di Milano sia incompetente a decidere sul reato di concussione contestato al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. La vicenda – secondo Pdl, …

"Il governo che non c'è", di Tito Boeri

Un´isola che c´è, Lampedusa, ci ha convinto che non può esistere un governo che non c´è. Quella offerta nelle ultime settimane è una dimostrazione di totale, frustante, impotenza nel gestire un problema certamente complesso ma non più grave di quello in passato fronteggiato da altri paesi dell´Unione Europea. Quei paesi della Ue che hanno una lunga tradizione nel gestire flussi massicci di rifugiati politici e immigrati clandestini. Non si può dire che i massicci sbarchi dal Nord-Africa di queste settimane non fossero prevedibili. Era stato lo stesso ministro Maroni a preannunciare due mesi fa un «esodo biblico di 80.000 tunisini», ben maggiore di quello sin qui registrato. Da allora nulla è stato fatto per fronteggiare questa emergenza, per garantire un primo soccorso adeguato alle persone sbarcate a Lampedusa e per definire una qualche strategia, da concordare con tutti gli attori coinvolti. Il coordinamento proprio non c´è stato, neanche all´interno dell´esecutivo. Per non parlare di quello fra governo e Regioni. Abbiamo assistito a quattro tipi di reazioni all´interno della maggioranza. La prima è l´urlo. Il “föra …

"Il Pd in piazza per la giustizia", di Goffredo De Marchis

Il Pd chiude la porta alla riforma della giustizia del governo. Il segretario Bersani accusa il ministro della Giustizia, Alfano, di essere «servile, saremo contro le sue norme in piazza e nel Parlamento». Per Bersani è necessario andare alle urne. Domani a Roma tre manifestazioni contro il pacchetto giustizia.«Alfano è arrogante come Berlusconi e servile a Berlusconi». Dunque si scordi il confronto, il «fumoso» dialogo. «Quando annunciò la sua epocale riforma della giustizia – ricorda Pier Luigi Bersani – dissi che entro 15 giorni saremmo tornati alle leggi ad personam. Da martedì voteremo una prescrizione costruita su misura del premier e sul fatto che Ruby è la nipote di Mubarak. Più chiaro di così». È allarmante anche l´appello alla piazza del ministro della Giustizia? «Mi allarma innanzitutto l´immagine di Alfano come emerge dall´intervista a Repubblica. Un ministro impastato di arroganza e servilismo. Un ministro che tradisce il suo mestiere e ha uno stile sartoriale perché adatta sempre i suoi provvedimenti ai voleri del capo. Quanto alla chiamata del popolo è un´affermazione sconsiderata. Ma lo avverto: …

"Sparisce l'interrogazione. I ragazzi non parlano più", di Fabio Luppino

Gli effetti della riforma Gelmini. Meno ore e più studenti per classe, non c’è più tempo per le verifiche orali. I danni inferti ad una generazione. Non so come fare. Ho meno ore, non riesco a sentirli più. Ormai per il voto orale devo fare dei compiti scritti. L’anno scorso ne avevo 22, quest’anno 28. L’anno scorso avevo quattro ore di latino, quest’anno tre. Ma sono preoccupato: ogni volta che li chiamo sono sorpresi, non riescono ad esprimersi. È colpa mia? Non lo so, i miei colleghi mi raccontano le stesse cose». Uno sfogo, uno dei tanti. Della riforma Gelmini nelle superiori si è parlato in teoria. I conti con la realtà si cominciano a fare, ora, nelle scuole: sono devastanti. La generazione del monosillabo delle parole mozze, delle sigle per darsi affetto, così come si vanno forgiando invasi da facebook, a scuola trasferisce per intero l’incertezza lessicale. E non c’è tempo per rimediare. Il pittoresco Lorenzo creato da Corrado Guzzanti – che non riusciva nemmeno ad arrivarci al monosillabo, ma un rumore contorto usciva …

"Un Paese che sprofonda nel degrado questa è l´ora della mobilitazione", di Gustavo Zagrebelsky

Navi affollate di esseri umani alla deriva,immense tendopoli circondate da filo spinato, come moderni campi di concentramento.Ogni avanzo di dignità perduta, i popoli che ci guardano allibiti, mentre discettiamo se siano clandestini, profughi o migranti, se la colpa sia della Tunisia, della Francia, dell´Europa o delle Regioni. L´assenza di pietà per esseri umani privi di tutto, corpi nelle mani di chi non li riconosce come propri simili. L´assuefazione all´orrore dei tanti morti annegati e dei bambini abbandonati a se stessi. Si può essere razzisti passivi, per indifferenza e omissione di soccorso. La parte civile del nostro Paese si aspetta – prima di distinguere tra i profughi chi ha diritto al soggiorno e chi no – un grande moto di solidarietà che accomuni le istituzioni pubbliche e il volontariato privato, laico e cattolico, fino alle famiglie disposte ad accogliere per il tempo necessario chi ha bisogno di aiuto. Avremmo bisogno di un governo degno d´essere ascoltato e creduto, immune dalle speculazioni politiche e dal vizio d´accarezzare le pulsioni più egoiste del proprio elettorato e capace d´organizzare …