Anno: 2011

"E con le toghe il premier si fa lo spot", di Marcello Sorgi

Dopo otto anni di assenza, il ritorno di Silvio Berlusconi al Palazzo di Giustizia di Milano non solo è stato spettacolare anche più del previsto, ma si è trasformato in uno spot a favore di quel che il premier sostiene da tempo: processare il presidente del Consiglio vuol dire sottrarlo ai suoi compiti istituzionali. Con la crisi internazionale aperta e l’invasione degli immigrati alle porte, il momento d’emergenza non poteva essere più propizio a una rapida propalazione del messaggio berlusconiano. Chi ancora ricorda la scena del marciapiede davanti al tribunale milanese negli anni di Tangentopoli – con la folla silenziosa in attesa di conoscere dagli inviati delle tv la lista dei nuovi imputati eccellenti – avrà certo notato la differenza: da un lato una piccola folla di dimostranti pidiellini che scandivano slogan in difesa del premier e brandivano striscioni di attacco alla magistratura politicizzata. Sul marciapiede di fronte un gruppetto di militanti dipietristi (anche qui: quante cose son cambiate, se solo si riflette che diciotto anni fa Di Pietro era il più temuto pm di …

"Precari, i ricorsi valgono sei miliardi", di Lorenzo Salvia

La stima fatta dai tecnici del ministero dell’Istruzione dice che, se il caso Genova dovesse fare scuola, il costo sarebbe compreso fra i 4 ed i 6 miliardi di euro. Una piccola manovra finanziaria, visto che il decreto anti crisi dell’estate scorsa era di 24 miliardi. Quelle cifre hanno fatto preoccupare il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che le ha lette insieme alla richiesta di valutare ogni possibile intervento sugli organici, compresa l’ipotesi di un pacchetto di assunzioni per coprire i posti che ogni anno vengono assegnati di sicuro ai precari. E che potrebbe mettere le casse pubbliche al riparo dalla probabile batosta dei ricorsi. Il campanello d’allarme è suonato venerdì scorso quando il tribunale del lavoro di Genova ha condannato il ministero dell’Istruzione a risarcire 15 precari con poco più di 30 mila euro a testa. Mezzo milione in tutto. In realtà non si tratta delle prima sentenza del genere: già in passato altri tribunali avevano condannato il ministero a riconoscere ai precari diritti garantiti ai loro fortunati colleghi a tempo indeterminato: dagli scatti di …

«Produrre non basta: il segreto dell’energia è saperla distribuire», di Cristiana Pulcinelli

L’INTERVISTA / GIANNI SILVESTRINI direttore scientifico del Kyoto Club Il mito dell’abbondanza è preistoria: oggi dobbiamo imparare a eliminare gli sprechi e sviluppare reti intelligenti che portino l’energia dove davvero c’è bisogno. L’Italia è folle: compra tecnologie rinnovabili ma non fa ricerca Dopo Chernobyl le fonti rinnovabili erano agli inizi. Oggi è diverso: la potenza eolica è cento volte superiore, quella solare mille volte più ampia e i costi sono scesi notevolmente. Si apre una straordinaria occasione per le nostre imprese, anche quelle piccole». Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e direttore di QualEnergia, legge così le conseguenze del disastro nucleare di Fukushima: il nucleare non è più un’alternativa. Anzi, non lo è mai stato. Le energie rinnovabili hanno conosciuto un boom negli ultimi anni: quanto sono cresciute? «Negli ultimi dieci anni nel mondo gli impianti eolici sono cresciuti con un tasso pari al 30% l’anno e quelli per il solare fotovoltaico addirittura del 40%. In Italia, le cose sono cominciate a cambiare nel 2007 e oggi per il fotovoltaico siamo il secondo Paese …

Elezioni, no a talk show Rai: censura maggioranza

Niente talk show sulle reti Rai durante il periodo di par condicio in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Questo pianifica la maggioranza in commissione di Vigilanza Rai che – secondo indiscrezioni rilanciate dalle agenzie – ha presentato oggi un emendamento alla bozza di regolamento per le trasmissioni radiotelevisive predisposta dal presidente Sergio Zavoli. I talk show verrebbero equiparati alle tribune politiche. L’emendamento porta la firma di Pdl, Lega Nord e Responsabili e sarà discusso in commissione, chiamata nel giro di pochi giorni a predisporre il regolamento definitivo. La proposta della maggioranza riproporrebbe il meccanismo dello scorso anno in occasione della tornata elettorale per le regionali, quando il regolamento della par condicio fermò i talk show sulle reti Rai. Indiscrezioni dicono che contrariamente al testo Zavoli, che tiene conto della frammentazione del voto (si tratta di amministrative che coinvolgono meno di un quarto dell’elettorato) e dunque affida alle testate regionali Rai i programmi di comunicazione politica, la maggioranza vorrebbe ‘trasferirè in chiave nazionale l’intera materia, «Tutti i programmi di informazione – riferisce …

ll PD a Lampedusa: "Qui è una polveriera"

Livia Turco, presidente Forum Immigrazione e Politiche sociali visita l’isola: “Le immagini ritrasmesse dalle televisioni non danno minimamente l’idea di quello che sta realmente accadendo sull’isola. La presenza dello Stato consiste in due medici, due infermieri, tre bagni ed un pasto fatto di una bottiglia d’acqua da dividersi in tre, un panino vuoto e un po’ di riso!” Bersani accusa: “Governo contraddittorio, dica cosa fare” “E’ una massa umana completamente abbandonata, persone trattate come cani. Le immagini ritrasmesse dalle televisioni non danno minimamente l’idea di quello che sta realmente accadendo sull’isola. La presenza dello Stato consiste in due medici, due infermieri, tre bagni ed un pasto fatto di una bottiglia d’acqua da dividersi in tre, un panino vuoto e un po’ di riso. Solo due i centri sull’isola per le identificazioni. Lampedusa è paralizzata e gli abitanti in grave difficoltà. Per fortuna ci sono i lampedusani e la Chiesa che si sono fatti carico della situazione e stanno affrontando con tanto coraggio questa vicenda, divenuta emergenziale per colpa di questo governo. E’ vergognoso. Lampedusa è …

«L'ateneo fa i conti con il blocco assunzioni», di Gianni Trovati

Il peggioramento dei bilanci porta a quota 16 il numero delle università condannate alla tagliola La priorità è far ripartire il reclutamento, ma chi potrà partecipare davvero al debutto delle nuove regole? Il peggioramento dei conti accademici e l`evoluzione della disciplina sulle assunzioni escludono sempre più atenei dalla partita. La spada di Damocle più minacciosa è quella del tetto alle spese di personale, che bloccano qualsiasi nuovo ingresso (di docenti o amministrativi) nelle università che dedicano alle buste paga più del 90% del fondo ordinario. Finora il problema è stato marginale, nel 2009 sono stati in sette gli atenei fuori regola, ma il peggioramento dei conti accademici e la dinamica “naturale” dei costi del personale complicano la questione: un rapido censimento fra le università mostra che nel 2010 le sedi condannate al blocca-assunzioni sono balzate a 16, in un gruppo che abbraccia anche università di primo piano come Roma Tor Vergata, Modena-Reggio Emilia, Bari e Trieste. Uno sforamento di massa, nonostante la fuga dalle cattedre partita per evitare la tagliola della liquidazione a rate, che …

Il PD pilastro per la riscossa del Paese. Sintesi relazione di Bersani alla Direzione nazionale PD

Il Pd propone una nuova riforma repubblicana e un nuovo patto sociale: un programma che ricostruisca il Paese dopo il fallimento del berlusconismo . L’Italia e la sua immagine nel mondo. Stiamo assistendo in questi giorni all’ennesimo alibi mediatico del governo Berlusconi incapace di affrontare i problemi reali per il Paese. Berlusconi partecipa ai vertici internazionali e lì sta in silenzio proprio perché non può dire nulla! Sugli sbarchi dei profughi a Lampedusa stiamo assistendo ad una nuova umiliazione dell’immagine del Paese. Esigiamo solidarietà e nello stesso tempo Maroni lancia precoci allarmi non reali. Altre volte l’Italia ha affrontato emergenze beh più grandi senza tutti questi allarmismi. Questa volta si è voluto enfatizzare il problema e non affrontarlo“Noi non minimizziamo – ha dichiarato Bersani – né sottovalutiamo le difficoltà ma non possiamo accettare la posizione di un governo che oscilla tra chi vuole dare soldi ai profughi per il rimpatrio e chi vorrebbe prenderli a sberle. O ci mettono la faccia e si assumono le responsabilità o non otteranno la nostra collaborazione. Questo governo usa …