Anno: 2011

"La laurea non batte la crisi. Fuga di iscritti all’Università", di Flavia Amabile

L’ università pubblica italiana è in calo costante. Quella privata invece aumenta. Del 2%, qualche centinaio di studenti, ma aumenta. Nelle pubbliche invece non c’è nulla da fare. Diminuiscono gli iscritti, e pure i laureati. La situazione è meno drammatica al Nord e nelle facoltà scientifiche ma tutte le facoltà perdono iscrizioni (-5% nell’ultimo anno, -9,2% negli ultimi 4). E’ quello che risulta da due rapporti presentati ieri, realizzati dal Cun (Consiglio universitario nazionale) e dal consorzio Almalaurea. Calano del 5% le immatricolazioni: 3986 nuovi iscritti in meno nel 2010 rispetto al 2009. Negli ultimi quattro anni il calo è del 9,2% con 26 mila nuovi studenti in meno. Tutto questo nonostante il numero dei diplomati delle scuole superiori sia aumentato dello 0,9% nell’ultimo anno (sono stati 450.150 i diplomati nel 2010, 445.968 nell’ anno 2009). Nel 2010 hanno scelto di andare all’università il 62% dei neodiplomati. Erano il 66% nel 2009, il 65% nel 2008 e il 68% nel 2007. in quattro anni i diplomati che si sono iscritti all’università sono calati del 6%. …

Conciliazione orari lavoro-famiglia. Raggiunta intesa tra governo e sindacati

Governo e parti sociali hanno raggiunto l’intesa sulle linee guida per la conciliazione degli orari tra lavoro e famiglia. La pre-intesa è stata firmata anche dalla Cgil, che però si riserva una valutazione dell’allegato all’avviso comune, che sarà perfezionato con un ulteriore tavolo tecnico. La data scelta per la prosecuzione del confronto non è stata casuale visto che cade alla vigilia dell’8 marzo, con l’intenzione, ha spiegato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, di rappresentare “un atto concreto in favore delle donne e della famiglia”. Questo, in sintesi, il quadro delle misure: impiego del telelavoro in alternativa ai congedi parentali o facoltativi; orari flessibili in entrata e in uscita per madri e padri entro i primi tre anni di vita del bambino; trasformazione temporanea del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale per i primi cinque anni del bimbo o per assistere genitori e familiari in rilevanti esigenze di cura; possibilità di una flessibilità di orari concentrati, intesi cioè come orario continuato dei propri turni giornalieri. Inoltre anche la possibilità, da …

"Ho fatto il testamento biologico", di Umberto Veronesi

Io ho fatto il testamento biologico qualche anno fa, e per tre motivi. Per riaffermare le mie convinzioni sulla libertà di disporre della propria vita. Per l’amore profondo verso i miei familiari, che non voglio siano mai straziati dal dubbio sul che fare della mia esistenza. Per il rispetto verso i medici che si prenderanno cura di me. Ho voluto anche renderlo pubblico: «Io sottoscritto Umberto Veronesi, …, nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta, dispongo quanto segue: in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno (nutrizione e idratazione)… Queste mie volontà dovranno essere assolutamente rispettate dai medici che si prenderanno cura di me…». Considero il testamento biologico l’atteggiamento più corretto soprattutto verso i medici curanti, cioè verso chi si troverà, concretamente, ad avere la responsabilità terapeutica di un individuo non più consapevole. Nel febbraio 2009 il giurista Stefano Rodotà, argomentando intorno al caso di Eluana Englaro, ha scritto: «Proprio nell’art. 32 il tema della …

Se non ora quando? ADESSO. Rimettiamo al mondo L’Italia. Brindisi rosa l’8 marzo in piazzetta della Pomposa

Le donne non si fermano. Dopo la manifestazione del 13 febbraio a Modena come in tante altre piazze italiane ed estere e il grande successo ottenuto, il Comitato “Se non ora quando” ha deciso di dare continuità alla propria iniziativa. Quale migliore occasione della festa dell’8 marzo. La mobilitazione è già partita a livello nazionale e anche a Modena il Comitato promotore ha previsto un appuntamento per martedì 8 marzo alle 18e30 in piazzetta della Pomposa. Le donne modenesi del Coordinamento si rivolgono a tutti gli attori sociali che hanno sostenuto la manifestazione del 13, ai tanti e alle tante che hanno partecipato, ma anche a tutti quelli che vorranno aggiungersi, per ritrovarsi insieme a brindare in piazzetta della Pomposa. Intorno ai tavolini collocati in piazzetta, con calici e spumante, con tanti palloncini e coccarde rosa indossate al braccio, attaccate alla borsetta o alla bici, le magliette “Se non ora quando?” , si brinderà al successo di una straordinaria partecipazione e di un impegno che continua, rilanciando le proposte su cui proseguire la mobilitazione. Le …

Scuola, Pd: ministro ha le traveggole, da lei solo ‘tagli epocali’

Ghizzoni: mossa pre-elettorale, Gelmini sa che sua azione erode consenso maggioranza. “Il ministro ha le traveggole, a forza di difendere a testa bassa il suo operato, adesso arriva addirittura a sostenere che le risorse stanziate dal governo Berlusconi per la scuola italiana sono le stesse dei tempi di Prodi. Una vera e propria falsità che ha tutto il sapore di una mossa pre-elettoralistica. Ma la matematica non è un’opinione e i tagli sono scritti nero su bianco. Per l’anno scolastico 2009/2010 i tagli sono stati di 456 milioni di euro, 32.105 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). Per l’anno scolastico 2010/2011 i tagli sono stati di 1 miliardo 650 milioni di euro, 15.560 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). Per l’anno scolastico 2011/2012 i tagli sono di 2 miliardi 538 milioni di euro, 19.676 cattedre e 14.167 personale amministrativo (Ata). A partire dal 2012 ogni anni ci sarà un taglio di 3 miliardi 188 milioni di euro. I taglio sono tutt’altro che archiviati, siamo davanti ad un disinvestimento epocale che ha messo e sta mettendo …

"Laureati travolti dalla crisi bassi stipendi e più precarietà", di Federico Pace

Peggiorano ancora i dati su retribuzioni, occupazione e stabilità. Raddoppia il fenomeno di chi non ha neppure un contratto. I laureati di famiglie operaie guadagnano quasi duecento euro al mese in meno dei colleghi di estrazione borghese. I risultati del rapporto di AlmaLaurea su 400mila giovani. La crisi non smette di far male. Anche a chi, come i laureati, possiede più strumenti culturali e professionali per reagire ai mutamenti. I numeri parlano chiaro. Gli stipendi perdono ancora potere d’acquisto, le chance di trovare un posto si riducono ulteriormente e i contratti precari sono ormai routine. Intanto risuonano altri due campanelli d’allarme: il lavoro nero raddoppia e la classe sociale di provenienza non smette di condizionare i destini dei giovani. Tanto che tra i “figli” si perpetuano le differenze e le disparità dei “padri”, anche laddove non avrebbero più alcuna giustificazione. Sia in termini di euro guadagnati che di riconoscimenti e identificazione nel lavoro. A richiamare l’attenzione sulla questione giovanile, è il nuovo rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei neolaureati. Presentata oggi a Roma presso …

"Sorelle d'Italia, queste le donne che hanno costruito il paese e lottato per la democrazia", di Serena Danna

Quando apprende di essere stata citata tra le donne che hanno fatto l’Italia, Rossana Rossanda raffredda il tono della voce: «L’umiltà non è tra le mie qualità migliori, ma per cortesia dica all’amica Gae di non commettere questo errore di valutazione». L’amica Gae è l’architetto Aulenti. Prima che il ‘68 arrivasse a sconvolgere schemi e recinti, mentre Rossanda ripensava il comunismo alla Casa della cultura di Milano, la giovane designer con i capelli corti e la passione per il razionalismo internazionale, trasformava una professione maschile in una possibilità concreta per migliaia di donne. Aulenti è un bravissimo architetto, dice la giornalista, ma in fatto di donne sbaglia: «Non sono certo una che ha unito l’Italia. Piuttosto sono sempre stata espressione di una minoranza politica e culturale: una comunista all’opposizione, prima all’interno e poi all’esterno del partito. La mia battaglia culturale era contro il cattolicesimo e l’arretratezza culturale del Paese», racconta al telefono dalla sua casa di Parigi la fondatrice del Manifesto. L’architetto, seduta nel suo studio milanese nel quartiere Brera, difende la scelta: «La vita …