Anno: 2011

«Meritiamo rispetto, pretendiamolo», di Sofia Toselli

Adesione del Cidi alla manifestazione del 12 marzo Non c’è democrazia senza uomini e donne in grado di farla vivere e crescere. Questo è il compito prioritario della scuola pubblica. Per questo Berlusconi l’attacca. Sono tre anni che la scuola è tagliata, mortificata, ridotta al minimo del suo funzionamento. Con provvedimenti di discutibile legittimità questo governo ha operato intenzionalmente per rendere la scuola dello Stato, la scuola dell’art. 3, comma 2 della Costituzione, un luogo inefficiente, inospitale, selettivo, dove si farà sempre più fatica a insegnare e apprendere. Il momento è difficile e il malessere degli insegnanti si taglia a fette. In una situazione così, se arriva alla scuola un’offesa ingiusta e spregevole da chi avrebbe, per responsabilità istituzionali, il compito di salvaguardarla, il malessere aumenta, l’irritazione esplode. Gli insegnanti “inculcano” le loro idee agli alunni, è stato detto, sottintendendo che la scuola dello Stato sia un luogo pericoloso, da cui le famiglie si debbono guardare. In realtà si attacca la scuola pubblica, la scuola dello Stato, per quello che essa rappresenta, un luogo dove …

Energie rinnovabili: il governo blocca gli investimenti

Il decreto Ronchi tagliando finanziamenti sulle fonti rinnovabili, di fatto porta alla paralisi un settore che conta oltre 120mila posti di lavoro. Il decreto Ronchi sulle fonti rinnovabili è forse passato un po’ troppo in sordina. I tagli dei finanziamenti portano di fatto alla paralisi un settore che tocca oltre 120mila posti di lavoro. Il parziale dietrofront voluto dal governo con la cancellazione del tetto massimo per il fotovoltaico non ha risolto l’incertezza in cui viene lasciato l’intero settore dal prossimo giugno. Per spiegare quanto deliberato dall’esecutivo prendiamo spunto dal commento che ci ha lasciato su Pdnetwork Francesco Vaccarella, titolare di piccola azienda installatrice di impianti fotovoltaici a 20Kwp: “La scellerata scelta di chiudere il 3° conto energia, con un termine del 31/05/2011 in cui per accedere allo stesso l’Enel deve eseguire la connessione, comporterà la revoca dei finanziamenti delle banche. Dobbiamo quindi sospendere le installazioni perché anche se le finiamo domani mattina nessuno ci assicura che l’Enel le allacci al 31/05/2011.”. In altre parole, da un momento all’altro molte piccole aziende si troveranno senza …

"Le donne tra maternità e lavoro: tutti i numeri del ritardo italiano", di Luigi Offeddu

In coda a tutti i Paesi dell’Unione europea: l’occupazione diminuisce dopo il primo figlio, crolla dopo il secondo. Ma l’Italia è all’ultimo posto anche se non ci sono bambini. Donne tra famiglia e lavoro: i numeri del ritardo italiano. Li indica Eurostat in vista dell’ 8 marzo. Uno studio della Bocconi conferma l’importanza dei nonni. Perfino nell’Europa del 2011, sembra che alla condizione di donna si accompagni un danno oggettivo, un’oggettiva difficoltà di vivere. Questo dicono i dati che l’Eurostat, l’istituto incaricato di tradurre in cifre la nostra vita, ha scodellato in vista dell’ 8 marzo, festa mondiale delle donne: in tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea, il tasso di occupazione femminile diminuisce con l’aumentare del numero dei figli, mentre per gli uomini accade il contrario. Il caso Italia La famiglia con i suoi carichi è dunque un fattore penalizzante per il lavoro femminile, e questo lo si sapeva da sempre. Come si sapeva che la penalizzazione si allevia, quanto più la madre può contare su asili nido o altre strutture pubbliche di assistenza: meno …

"Lega sull’orlo di una crisi di nervi. E Bossi teme di perdere il controllo", di Andrea Carugati

Doveva essere soprattutto la festa per il federalismo municipale approvato, quella di sabato sera a Bergamo, cena “di gala” per 2mila militanti leghisti a base di arrosto e polenta. E invece no. Solo una frasetta di Bossi e una piccata replica di Calderoli, super tecnica e incomprensibile ai più, a una troupe di Annozero che girava per la sala facendo domande “impertinenti” sull’aumento delle tasse comunali. Il “succo” della serata, invece, è stato il continuo riferimento dei big ai rapporti interni al movimento, con Maroni e Calderoli a premiarsi reciprocamente sul palco con medagliette d’oro, sorrisi di circostanza, «sfatiamo il mito sui nostri litigi», e Bossi a sgolarsi che «noi siamo amici, nella Lega non si viene per fare carriera, se uno ambisce troppo al potere io lo mando via» e avanti così, tra il sorriso e la minaccia.E ancora: «I giornali scrivono che Bobo mi vuole accoltellare, ma io non li leggo». E in riferimento ai file di Wikileaks che parlavano di Giancarlo Giorgetti come successore del Capo: «Ma se quello non è capace …

Gheddafi/Berlusconi, affari in comune e conflitto d'interessi con la Quinta Comunication

Fiano e Orfini:”Italia e Berlusconi recidano i legami con i fondi libici. Di fronte alle stragi del dittatore nessuna connivenza può essere tollerata”. Caos in Libia, Gheddafi annuncia la tregua, i ribelli continuano a combattere. In Libia il regime annuncia la tregua, ma senza riscontri oggettivi. In Italia il Partito Democratico chiede al governo e alla maggioranza di recidere i legami con i fondi libici che hanno compartecipazioni in numerose banche e aziende italiane, e dove spunta l’ennesimo conflitto d’interessi di Berlusconi, in affari con Gheddafi. In una dichiarazione Emanuele Fiano, presidente del forum Sicurezza del Partito Democratico, chiede al “governo e al mondo dell`economia privata italiana di interrompere qualsiasi tipo di rapporto con le partecipazioni di Gheddafi nelle imprese italiane, compresa ovviamente la Quinta Communication compartecipata dal presidente del Consiglio”. La società a cui si riferisce Fiano è attiva da anni, seppur non visibilissima. Nel settembre 2009 il Guardian, analizzandone le operazioni finanziarie indicava il conflitto d’interessi e avvertiva: i negoziati Italia-Libia sono a rischio d’influenza per gli affari comuni dei due leader. Stessi …

Non faremo passi indietro, il patto con le forze della ricostruzione si farà

La Repubblica intervista Bersani: “Servono tenuta, grinta e progetto per andare oltre Berlusconi. La riforma Alfano della giustizia? E’ solo un diversivo populista”. E sui referendum: “Sì all’abrogazione del legittimo impedimento. Sì all’abrogazione della legge sul nucleare non per ragioni ideologiche ma perché siamo contro il piano del governo” La linea resta uguale: arrivare a un’alleanza “tra moderati e progressisti”, tra il Terzo polo e il centrosinistra classico. “Abbiamo delle buone occasioni per realizzare questo incontro – spiega Pier Luigi Bersani -. Alle amministrative, nel passaggio dal primo al secondo turno. In Parlamento, con le battaglie sui temi costituzionali”. E se nel Partito democratico qualcuno mette in dubbio la strategia, in vista di tempi lunghi per il voto, “deve con precisione indicare un’altra strada. I semplici dubbi non è che non aiutino me, non aiutano l’alternativa a Berlusconi”. Il segretario del Pd parla anche della contestata raccolta di firme per le dimissioni del premier, costellata di sostenitori fasulli online, da Stalin a Hitler a Ruby. “Sono contento che abbia firmato Paperino. Credo invece che contro …

«L’istruzione pubblica è l’architrave dell’unità d’Italia», di Luigi Berlinguer

La scuola è un bene ad altissima rilevanza sociale per il Paese le dichiarazioni del premier sono un’offesa agli insegnanti. Si delegittimano così i docenti e la libertà di insegnamento L’esplosione della polemica sulle dichiarazioni del presidente del consiglio in merito alla “scuola pubblica” sottende una questione più profonda: non riguarda solo alcuni insegnanti, ma configura un’offesa rivolta al mestiere di insegnante. Giustamente l’Unità ha insistito sull’uso perverso del vocabolo inculcare. Viene delegittimata sia la funzione docente sia la libertà di insegnamento, evocando strumentalmente una contrapposizione insegnanti- famiglie nell’attività educativa: tutti ingredienti di un ritorno di barbarie autoritaria contro la stessa civiltà occidentale. Sgomberiamo il campo da ogni possibile equivoco. La Costituzione contiene il dovere-diritto della famiglia di istruire ed educare i figli (art. 30) e, insieme, lo stesso dovere-diritto per lo Stato e per la scuola (art 33): due principi fondamentali che non possono essere messi artatamente in conflitto. Grazie all’autonomia delle scuole, nella nostra concezione educativa possono esistere progetti particolari, ovviamente all’ interno di un comune indirizzo culturale nazionale. Per questo motivo è …