Anno: 2011

"L'incrocio pericoloso fra stampa e TV", di Giovanni Valentini

Nell´era tumultuosa della multimedialità, della “convergenza” fra piattaforme di trasmissione diverse, della contaminazione feconda dei “bit”, può apparire un paradosso anacronistico vietare l´incrocio fra la proprietà dei giornali e quella delle televisioni. E può risultare ancor più anomalo che le Autorità di garanzia competenti in materia – prima quella sulle Comunicazioni, poi quella sul Mercato e sulla Concorrenza – intervengano preventivamente per intimare al governo di non abolire un tale divieto. Ma tant´è. Questa è la cartella clinica della metastasi che affligge il sistema dell´informazione in Italia, prodotta nel tempo dall´abnorme concentrazione che ha dato luogo al duopolio televisivo e quindi dalla mostruosità di un conflitto di interessi che resta senza paragoni nel mondo civile (e forse anche in quello incivile). Introdotto nel ´90 dalla legge Mammì come una foglia di fico per ratificare il fatto compiuto e coprire la vergogna della concentrazione televisiva privata, il divieto di cumulo fra giornali e tv non è mai stato in realtà un divieto assoluto. Fin dall´inizio, si applicava in questi termini solo a chi, come il gruppo …

"Scuola, arriva la nuova sforbiciata. A settembre 19.700 prof in meno", di Alessandra Migliozzi

Scuola, arriva la nuova sforbiciata. A settembre 19.700 prof in meno La scuola pubblica boccheggia, con le aule piene, i supplenti chiamati a singhiozzo, i servizi ridotti all’osso, ma dovrà subire nuovi tagli agli organici. La scuola pubblica boccheggia, con le aule piene, i supplenti chiamati a singhiozzo, i servizi ridotti all’osso, ma dovrà subire nuovi tagli agli organici. Era già tutto scritto nella Finanziaria del 2008: anche per l’anno scolastico 2011/2012 continua l’opera di dimensionamento. Ma è scontro sul tema fra ministro e sindacati, con la responsabile dell’Istruzione che minimizza (“Non si licenzia nessuno”) e la Cisl Scuola che chiede di non “negare la realtà”. Con il governo Berlusconi sono già volate via 68mila cattedre. Quest’anno devono sparirne altre 19.700 per ottenere i risparmi chiesti dal Tesoro: altri docenti di ruolo finiranno in esubero e molti precari, anche se hanno lavorato per anni con contratti di 12 mesi, rimarranno a casa. Il governo, per tamponare la perdita di posti, negli ultimi due anni scolastici è stato costretto ad attivare un meccanismo che offre una …

"Quel corpo in ostaggio", di Adriano Sofri

C´è una donna, sulla quale si accaniscono di colpo sfortune diverse: d´essere giovane – “ragazza madre” – d´essere “bella”, d´essere “sbandata”. La storia rotola giù come una valanga: il furto di un paio di magliette in un grande magazzino, l´arresto. e poi la sosta per le formalità in una caserma di carabinieri, il trasferimento in un´altra caserma meno affollata, la degenza in una cella di sicurezza (badate: “di sicurezza”), la visita notturna di un piccolo manipolo di carabinieri e, per giunta, un vigile urbano, il whisky, il trasloco dalla camera di sicurezza alla mensa, e là il rapporto sessuale con uno o due degli allegri compagni, mentre gli altri guardano. Il rapporto sessuale – diranno dopo che la giovane ha trovato il coraggio di andare a denunciarli, e per sua buona sorte ha descritto il tatuaggio di uno dei suoi usatori, senza di che sarebbe stata spacciata per calunniatrice – è avvenuto, ma lei era consenziente, anzi, provocava. E poi, è una sbandata. Si stenta a credere alle proprie orecchie. Perché quelle che invocano come …

"Napolitano: no a tagli col machete sulla spesa pubblica", di Claudio Tucci

«Anche in questa fase di tagli della spesa pubblica, di rigore in seguito all’accumulo di un grande stock di debito pubblico, ritengo che i tagli della spesa pubblica non possano essere fatti con il machete. Non si possono mettere sullo stesso piano tutte le spese», ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al termine della visita ai laboratori del Cern di Ginevra dove ha sollecitato anche un maggiore contributo del settore privato alla ricerca. Questo deve valere anche in una fase di «restringimento della spesa pubblica dovuto a un debito che deve essere alleggerito in tempi non troppo lunghi». Oltre ciò, ha aggiunto Napolitano, non deve «venire mai meno l’impegno del settore privato». E a ogni modo «non possono essere sacrificati alla leggera, in modo schematico, quelli che sono investimenti sul nostro futuro». «Non so se Galileo fosse in grado di garantire l’immediata ricaduta delle sue scoperte», ha aggiunto Napolitano, ma «pochi sono i giovani a essere così motivati come quelli che si dedicano alla ricerca scientifica», e non aiutarli «sarebbe un delitto». Gheddafi …

"La democrazia contro le oligarchie", di Gustavo Zagrebelsky

Che sulla democrazia – come su ogni altra forma di governo – incomba il pericolo del disfacimento, è un dato d´esperienza che non può essere negato. Le forme di governo sono vitali se sono animate da un principio, un ressort, secondo l´espressione di Montesquieu. Il ressort della democrazia è la virtù repubblicana. Quando la molla è totalmente dispiegata e dunque non ha più forza da sprigionare, quello è il momento d´inizio della decadenza. La questione, gravida di conseguenze pratiche, è se l´esito finale del processo corruttivo sia o non sia inevitabile. Se non è evitabile, tanto vale rassegnarsi e, se mai, lavorare per il dopo. Se è evitabile, la democrazia come ideale politico non perde di valore, pur in presenza di difficoltà. Possiamo dire la stessa cosa prendendo a prestito l´espressione di Norberto Bobbio, “le promesse non mantenute della democrazia”, e chiederci: queste promesse possono o non possono essere mantenute? (…) Che cosa possiamo rispondere a questa cruciale domanda? È necessario prendere atto di questo apparente paradosso: mentre da parte dei potenti della terra si …

«L’istruzione a tutti per non essere inculcati dalle sue tv», di Chiara Valerio

Si impara prima della scuola, dopo la scuola, nonostante la scuola. Tuttavia purché questa esperienza comune non si trasformi in metafisica, la scuola deve esserci. L’articolo 33 della Costituzione stabilisce che «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato» e che «la legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità , deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali». Le scuole pubbliche rappresentano dunque lo standard educativo del nostro paese e la legge, stabilendo i diritti delle scuole non statali, stabilisce pure gli obblighi – esami di stato regolari, docenti pagati secondo un contratto nazionale, corrispondenzatra cattedra d’insegnamento e disciplina insegnata, buste paga reali. La frase «la scuola pubblica inculca », poi smentita e ritoccata, lungi dall’essere un giudizio sulla situazione della scuola italiana, è, come spesso accade al primo Ministro e ai suoi epigoni, pubblicità . Se non lo fosse terrebbe conto di …

"Un premier non di parte", di Enzo Bianco e Adolfo Battaglia

Per riparare i danni causati da Berlusconi all’Italia in sede internazionale ci vorrà almeno il tempo di una generazione, fatta di persone serie e politiche coerenti. In sede interna i danni sono altrettanto grossi, e tuttavia la loro riparazione potrebbe essere compiuta più rapidamente. Ma che cosa esattamente sembra richiedere? La “sfrontatezza” delle nuove mosse berlusconiane di questi giorni non riesce a nascondere l’intensità del disfacimento dell’impero in corso da tempo. Significativo rimane che il carismatico capo del governo abbia potuto evitare la ghigliottina, tra dicembre e gennaio, soltanto ricorrendo all’inconsueto strumento giuridico della compravendita. Adesso ci avviamo verso una nuova fase di accelerazione, che avrà il culmine verso la fine di maggio, generata da tre elementi: i risultati delle elezioni amministrative, l’esito dei processi al premier e l’emanazione dei decreti federalisti (dei quali, per una ragione o per l’altra, si discuterà comunque in parlamento). Si saranno definitivamente chiariti, a quell’epoca, alcuni punti importanti. Anzitutto, l’orientamento del Terzo polo non sarà incerto. Esso è già avviato verso l’obbiettivo di nuove elezioni, in cui potrebbe presentare …