Anno: 2011

"L’Ue sanziona, l’Italia si accoda", di Mariantonietta Colimberti

Ancora nessuna decisione formale sul Trattato con Gheddafi. Bruxelles approva all’unanimità le sanzioni contro il regime di Muammar Gheddafi e gli Stati Uniti li si preparano a inviare due squadre di operatori umanitari alle frontiere della Libia con la Tunisia e l’Egitto e, forse, ad iniziare il riposizionamento delle forze navali e aeree per essere preparati a qualunque evenienza, ma non si scioglie l’ambiguità del governo italiano nei confronti del vecchio alleato con l’anello da baciare. Sono finora rimasti inascoltati gli appelli dell’opposizione, Pd in testa, perché l’esecutivo e il parlamento insieme compiano un atto formale per sospendere il trattato bilaterale stipulato da Berlusconi con Gheddafi nell’agosto 2008 e ratificato in via definitiva nel febbraio 2009. Nessun passo avanti concreto, infatti, è venuto ieri dai ministri più interessati alla vicenda. Né da Ignazio La Russa, che dopo le gaffe di questi giorni (la mancata presenza, venerdì scorso, alla riunione con i colleghi europei e con il segretario della Nato Rasmussen in Ingheria; poi l’allegra affermazione sulla sospensione «di fatto» del trattato con la Libia) ieri …

"Firme, primarie. Il Pd ci crede un po’ di più", di Rudy Francesco Calvo

Oltre i dieci milioni per “Berlusconi, dimettiti!” «Non sarà così sempre, perché tutto cambierà», cantava Neffa sul palco di piazza San Giovanni lo scorso 11 dicembre, giorno dell’ultima grande manifestazione nazionale del Pd. Da allora, in effetti, sembra che qualcosa sia cambiato: non il governo (anche se era quello che quella piazza si augurava…), ma piuttosto il rapporto dei Democratici con il paese. La partecipazione alle primarie di Torino è un segnale positivo, anche se limitato a una città storicamente certo non ostile. L’inversione di tendenza nei sondaggi, con il Pd che torna a crescere e un riequilibrio tra le due principali coalizioni, è registrata positivamente anche dai più scettici. Se questo non bastasse, poi, a dare il segno del nuovo clima che monta attorno al Nazareno c’è il risultato raggiunto con la raccolta di firme sotto l’appello Berlusconi, dimettiti!. In poco più di un mese, la soglia prefissata di dieci milioni di sottoscrizioni è stata già superata e la mobilitazione proseguirà fino all’8 marzo, quando gli scatoloni saranno portati da tutto il paese nella …

"La distruzione della scuola pubblica", di Salvatore Settis

È bello che l’onorevole Gelmini, nel commentare le dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla scuola, abbia citato la Costituzione. Peccato che l’abbia citata a sproposito, capovolgendone il senso. Secondo l´on. Gelmini, «Il pensiero di chi vuol leggere nelle parole del premier un attacco alla scuola pubblica è figlio della erronea contrapposizione tra scuola statale e scuola paritaria. Per noi, e secondo quanto afferma la Costituzione italiana, la scuola può essere sia statale, sia paritaria. In entrambi i casi è un´istituzione pubblica, cioè al servizio dei cittadini». Ma la Costituzione non dice questo, dice il contrario (art. 33). Dice che «la Repubblica detta le norme generali sull´istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi». Che «enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Dice che «la legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali». …

"12 marzo: per la Costituzione e per la Scuola", di Federico Orlando

Per una volta, vorrei ricordare di essere (stato) figlio di due insegnanti, che per tutta la vita si sono considerati sacerdoti dello Stato unitario. Credo che da sabato troveranno ancor meno pace nelle loro tombe. Un rinviato a giudizio per prostituzione minorile e concussione si aggrappa al potere e alla credibilità facendosi garante presso una parte della Chiesa contro un milione di maestri elementari, professori di ginnasi, licei e istituti, presidi e collaboratori scolastici, e contro un altro milione almeno di cittadini “diversi” in natura (gay) o all’anagrafe (singoli), che aspirerebbero a un’unione di fatto o a un’adozione. Il tutto, mentre dall’altra sponda del Tevere si cannoneggia contro i medici per aborti “presunti terapeutici” e i farmacisti per la pillola del giorno dopo. Sembra che il momento del massimo inabissamento morale delle nostre istituzioni rappresentative venga colto dalla parte più reazionaria della gerarchia per esasperare in termini di guerra religiosa ciò che andrebbe risolto con pragmatico realismo; e per ottenere ulteriori vantaggi legislativi e finanziari dal governo morente: come si deduce dalla comunicazione della stessa …

"Un paese fondato sulla scuola: così l’istruzione ha unito l’Italia", di Benedetto Vertecchi

L’imbarazzo che in modo sempre più evidente le forze politiche di maggioranza manifestano nei confronti delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario della proclamazione dello Stato unitario sta avendo come conseguenza la rinuncia a considerare la ricorrenza come un’occasione per riflettere su che cosa è cambiato nel secolo e mezzo che ci separa dal 1861. Invece di porre l’attenzione sui processi di trasformazione che hanno interessato la struttura della popolazione e le condizioni della vita quotidiana, la cultura e le attività produttive, si sta assistendo all’evocazione più o meno convinta di eventi ormai lontani, ma che sembrano ancora più lontani se si prescinde dal coglierne le implicazioni su quanto è avvenuto nel seguito. Ne deriva che l’enfasi sia posta sugli eventi che segnarono il compimento del disegno unitario, e che restino sullo sfondo, o siano del tutto ignorati, aspetti della realtà nazionale che costituivano un problema e che anche oggi richiedono risposte complesse. E sono risposte che suppongono interpretazioni non rituali dell’identità nazionale e del modo in cui tale identità si è venuta evolvendo. Se oggi …

E’ modenese la parlamentare più “produttiva”

L’on. Manuela Ghizzoni del Pd è in cima alla classifica stilata dal secondo Rapporto sull’attività parlamentare di Openpolis. La deputata più produttiva è Manuela Ghizzoni, 49 anni, carpigiana, capogruppo del Pd in commissione Istruzione e cultura della Camera. A decretarlo è il secondo rapporto sull’attività del Parlamento curato dall’associazione Openpolis. La parlamentare modenese si piazza al primo posto nella classifica delle onorevoli con un indice di produttività di 486,9 e una percentuale di assenze del 4,3 per cento. Al 10° posto un’altra modenese, la vicecapogruppo del Pdl, Isabella Bertolini. Nella classifica regionale della produttività l’on. Ghizzoni è prima assoluta davanti all’on. Cazzola del Pdl e all’on. Polledri della Lega. Nella classifica generale, che comprende sia uomini che donne, la parlamentare modenese si piazza al 9° posto, davanti ad Antonio Di Pietro. Rispetto alla prima edizione il secondo Rapporto sull’attività parlamentare prende in considerazione non solo la quantità ma anche i risultati del lavoro svolto dai parlamentari. In sostanza i ricercatori vanno a vedere che fine fanno gli atti presentati dai parlamentari, quanti sono stati discussi, …

Nuovo stupro a Roma. Alemanno ha fallito su tutta la linea

Dopo il terzo stupro in 10 giorni, per sensibilizzare le autorità e chiedere maggiori garanzie contro la violenza sulle donne, il Pd organizza una fiaccolata sulle scale del Campidoglio mercoledì 2 marzo a partire dalle ore 19.00 Se le cose non cambieranno e in poco tempo, allora negli aeroporti e nelle stazioni di Roma ci dovrà essere un bel cartello che avvisa “care straniere, mi raccomando non andate in giro con sconosciuti, non camminate la sera da sole, non date confidenza a nessuno altrimenti rischiate grosso. E la stessa cosa vale anche per le ragazze italiane”. Sembra solo una provocazione paradossale ma il fatto che la Capitale d’Italia, fino a pochi anni fa una tra le città più sicure d’Europa, sia diventata improvvisamente luogo di stupri lascia davvero stupefatti. Di chi è la colpa? La terza violenza sessuale su una giovane donna avvenuta nel giro di soli 10 giorni pone un allarme a cui il sindaco Alemanno deve rispondere, assumendo in prima persona tutte le responsabilità. Per la sua credibilità, soprattutto se si ricorda che …