"Turismo senza sorrisi", di Stefano Landi
L’ottimismo manifestato da più parti sull’andamento del turismo in Italia non sembra giustificato dai dati. Nel 2010 sono calati, e molto, i giorni di vacanza e i viaggi d’affari. Tradotti in euro significano perdite significative per gli operatori. E gli italiani hanno rinunciato soprattutto alle microvacanze e ai week-end lunghi. Ovvero a quel superamento della stagionalità che rappresenta la speranza di consolidamento e crescita del settore. Manca in particolare una politica del turismo per il mercato interno. Domenica 20 febbraio si è conclusa l’edizione 2011 delle Borsa internazionale del turismo di Milano, la principale rassegna del settore in Italia. Ma le note ottimistiche diramate dal ministro Michela Vittoria Brambilla e dal presidente dell’Enit Matteo Marzotto non riescono a far sorridere le imprese, che registrano un calo molto drastico della domanda interna, il principale mercato di riferimento. RITORNO AL PASSATO Nel turismo la crisi non è finita, o più probabilmente il settore ne ha risentito in ritardo rispetto ad altre branche della nostra economia. E l’analisi critica è lecita, stando alle cifre pubblicate dall’Istat proprio il …
