Anno: 2011

"L’attacco al Corriere è vicino. Salta il divieto di incrocio stampa-tv", di Natalia Lombardo

Con un blitz notturno il governo ha eliminato dal Milleproroghe il divieto per chi possiede tv di acquistare giornali. Dal 1 aprile sarà possibile, dovrà essere Berlusconi a emettere un decreto per limitare il suo impero. Dalla notte alla mattina il governo ha aperto un portone al Silvio Berlusconi proprietario di Mediaset, nonché presidente del Consiglio: dal primo aprile infatti chi possiede televisioni ed è anche in posizione dominante potrà acquistare un giornale. Con un blitz notturno è stato abolito dal decreto Milleproroghe il divieto di incroci tra tv e carta stampata, con una scadenza vicinissima: dal 31 marzo 2011. A meno che lo stesso Berlusconi, in un conclamato conflitto d’interessi, non emetta un Dpcm, un decreto della presidenza del Consiglio per prorogare i tempi del divieto a fine anno. Lo prevede la legge ma è la «toppa» con la quale ieri il sottosegretario all’Economia, il leghista Giorgetti, minimizza il blitz. E oggi alla Camera sarà votata la fiducia sul Milleproroghe in scadenza il 27 febbraio; sabato si voterà al Senato. È un via libera …

Milleproroghe, Governo nel caos. La fiducia oggi alla Camera

Da decreto a maxiemendamento, il milleproroghe cambia pelle per evitare la bocciatura da parte di Napolitano che aveva inviato una lettera a Berlusconi e ai Presidenti delle Camere per spiegare che il testo approvato in Senato conteneva elementi di incostituzionalità data l’ampiezza e l’eterogeneità delle modifiche. Il maxiemendamento al decreto Milleproroghe è stato presentato l’altroieri sera e sottoposto all’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio in una corsa contro il tempo. Il provvedimento comprende ora il testo licenziato dal Senato al netto delle modifiche apportate in seguito ai rilievi di costituzionalità del Quirinale. Un governo allo sbando è arrivato a non discutere e non votare il testo in commissione, un “autostruzionismo” della maggioranza che si trovava a non avere i voti necessari per l’approvazione. “Il pasticcio Milleproroghe è la dimostrazione del fatto che la maggioranza non e’ nelle condizioni di governare”. E’ il pensiero di Enrico Letta, vicesegretario del Pd, che ha parlato del decreto legge su cui e’ stata posta la fiducia, a Bologna, a margine del Manifutura Festival. Il motivo dell’affermazione di Letta …

Bucchino denuncia: "I responsabili mi offrono 150.000 euro e la candidatura sicura nella prossima legislatura"

Alla Camera le destre si danno al calciomercato e provano a corrompere un deputato PD. Franceschini: “Vergognosa campagna messa in atto per ricostruire numericamente una maggioranza che la politica ha già demolito”. Bersani: “Siamo oltre la soglia della decenza”. La ‘quotazione’ di un parlamentare alla ‘borsa’ di Montecitorio? La garanzia della rielezione e 150mila euro a titolo di rimborso per le spese di campagna elettorale. Queste, secondo quanto riferisce il deputato democratico Gino Bucchino – le offerte che gli sono state avanzate in cambio della sua fuoriuscita dal partito di Bersani e successivo ingresso nel gruppo dei Responsabili alla Camera. Bucchino ha 63 anni, medico di origine fiorentina, è stato eletto nelle liste Pd degli italiani all’estero, circoscrizione America settentrionale e centrale, militante nel Pci sin dai tempi della scuola. Il parlamentare ha deciso, dopo essersi consultato con i suoi collaboratori e avvocati, di rendere pubblico quanto accaduto poco più di tre settimane fa. Ma un lutto improvviso in famiglia ha fatto ‘allungare’ i tempi della ‘denuncia’ pubblica. Oggi Bucchino si è presentato davanti ai …

"Con la libertà", di Ezio Mauro

Tutto l´Occidente si interroga sull´esito della rivoluzione che scuote la Libia, con gli insorti che guardano a Tripoli dalle città liberate, il regime che spara sulla folla e promette ora le riforme che non ha voluto concedere per 42 anni. In Europa, l´Italia è con Malta il Paese più esposto davanti all´esplosione libica. Proprio per questo, se si comprendono le preoccupazioni del governo è giusto anche pretendere chiarezza nei comportamenti, e prima ancora nei giudizi politici. L´Italia, con il suo Presidente del Consiglio e il suo ministro degli Esteri, è arrivata per ultima a condannare le violenze, e non ha ancora chiamato per nome il regime dittatoriale contro cui il popolo è sceso nelle piazze, sfidando le armi e i mercenari del Colonnello. Da questa incapacità di giudicare (che nasce dall´imbarazzo per i ripetuti baciamano a Gheddafi di Berlusconi) discende una posizione a-occidentale: perché riduce la questione libica ad un´emergenza domestica per l´ondata immigratoria, mentre è invece una grande questione di libertà che investe l´Occidente. Incredibilmente, il nostro governo continua a pensare che Gheddafi possa …

"La gita vietata a un alunno Down I compagni di scuola si ribellano", di Giovanna Cavalli

«Che ci viene a fare lui alla gita? Tanto non capisce niente» . Questo avrebbe detto la preside di una scuola di Catanzaro. Convinta, a quanto pare, che Luca (nome di fantasia), un ragazzino di 14 anni affetto dalla sindrome di Down, dovesse restare a casa, mentre i compagni di classe, una terza media, partivano per un’escursione di un giorno a Soverato. Una «uscita di orientamento» , così la chiama la burocrazia, ad un istituto alberghiero. Dove gli studenti, Luca compreso, potrebbero decidere di proseguire gli studi. Un fuoriprogramma didattico inutile per lui, secondo la dirigente. Così almeno racconta l’avvocato Ida Mendicino, responsabile del Coordinamento regionale della Calabria per l’integrazione scolastica, che ha reso nota la storia. I primi a ribellarsi, sostiene, sono stati i compagni. «Senza Luca non ci muoviamo nemmeno noi» avrebbero detto. «Ma perché la scolaresca, al completo, potesse finalmente partire, è dovuta intervenire la polizia, chiamata dai genitori del ragazzo» . Questo accadeva a gennaio. Una decina di giorni fa, riferisce sempre la Mendicino, la preside è entrata nella classe di …

"Egoismi e Paure", di Gian Antonio Stella

Ma se si chiamassero Pedro o José e fossero bombardati da un golpista sudamericano? Se si chiamassero Pak o Koo e fossero mitragliati da un carnefice nordcoreano? Se si chiamassero Oja o Boris e fossero sgozzati da un nuovo macellaio cetniko? È il dubbio che rode a vedere come tanti politici italiani guardano al massacro dei libici facendosi una sola domanda: e noi? Certo, è ovvio che ci poniamo il problema di cosa succederà a casa nostra. Di più: è sacrosanto. Quanti disperati si rovescerebbero con i barconi sulle nostre coste se andasse tutto nel peggiore dei modi? Come potremmo gestire un’ondata migratoria mai vista? Riusciremmo a essere insieme vigili guardiani di un filtro indispensabile e buoni samaritani al soccorso di una umanità sofferente? Cosa farebbero gli altri europei? Accorrerebbero a darci una mano o guarderebbero altrove lasciandoci nelle peste? Sono domande doverose. Imposte da questa specie di esplosione nucleare dagli esiti imprevedibili deflagrata a poche decine di chilometri dai nostri confini. Lo studioso Khaled Fouad Allam si è spinto a scrivere sul Sole 24 …

"La scuola per i nati bene", di Marina Boscaino

Nel discorso di accettazione della candidatura, aveva detto: “Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire a ogni bambino un’educazione di primo livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un’economia globale. (…) Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto. E, in cambio, chiederò standard educativi più elevati ed affidabili”. Il ministro Gelmini ha detto di essersi ispirata a Barack Obama (tutto quanto fa spettacolo). Come ha raccontato Federico Rampini, il Wall Street Journal ha evidenziato, dopo averle verificate, le cifre reali della strategia di risanamento del deficit pubblico Usa, che in 10 anni taglierà 1.100 miliardi. COME SI PUÒ notare, i ministeri sono stati toccati dalla politica di austerità in misura diversa: Energia +18%, Reduci di guerra +11%, Dipartimento di Stato e altri programmi all’estero +8%, Tesoro +4%, Interni invariato, Difesa -3%, Sanità -3%, Casa -3%, Homeland Security (polizia, antiterrorismo) -4%, Lavoro -5%, Trasporti -9%, Agricoltura -14%, Giustizia -25%, Commercio -34%. La sorpresa: Istruzione, +21%. Per Obama ridurre …