Anno: 2011

"Il dovere di tutelare i nostri capolavori", di Salvatore Settis

Nel naufragio della tutela a cui assistiamo, le incaute esportazioni di oggetti d´arte con lo specioso argomento che non furono prodotti da artisti italiani sono un capitolo non marginale. Il Codice (2004), come già la legge Bottai del 1939, inserisce fra i beni culturali vincolabili «le cose mobili e immobili che presentano interesse artistico particolarmente importante» di proprietà privata. È una norma che si fonda sui caratteri intrinseci delle opere da tutelare, a prescindere dalla razza o dal sangue di chi le ha prodotte: un Mantegna e un van Dyck sono protetti secondo un identico livello di tutela. Secondo qualche improvvisato “esperto”, un´opera di artista straniero non farebbe parte del patrimonio artistico italiano (in particolare se è stata in Italia “da poco tempo”), e sarebbe esportabile e commerciabile secondo la normativa vigente sulla circolazione dei beni nel territorio dell´Unione Europea. Ma nessuna norma lega la validità del vincolo all´etnia degli artisti né ai tempi di permanenza in Italia. Ancor più incauto è il richiamo alla libera circolazione dei beni in Europa. Essa non si applica …

"Troppa fretta sul federalismo", di Marco Causi

Per andare avanti nell’attuazione della legge 42 (cosiddetto “federalismo fiscale”) ci vogliono serenità, equilibrio e saggezza, il contrario della fretta e del nervosismo che in questi giorni contraddistinguono l’azione del governo e della Lega. Fermarsi e riflettere, utilizzando in modo appropriato le sedi istituzionali, come la bicamerale: a questo non c’è alternativa, pena il deragliamento del treno federalista. Il tentativo del governo di forzare l’approvazione del decreto sulla finanza comunale, e l’ineccepibile stop del Quirinale, hanno fatto concentrare l’attenzione sulle questioni politiche e procedurali. Si è perso di vista il merito: ma è sul merito del decreto che il Pd e le altre opposizioni hanno una posizione fortemente contraria. Si tratta infatti di una riforma distorta, che priva i Comuni di una vera autonomia impositiva, promette aumenti di tassazione sul lavoro (addizionali Irpef) e sull’impresa (super- Ici quasi raddoppiata), non ha sufficienti coperture finanziarie sul capitolo della cosiddetta “cedolare secca”. Il governo, la maggioranza e perfino lo stesso presidente della Commissione bicamerale hanno poi messo in dubbio l’effettiva rappresentatività di quest’ultima, e perciò stesso la …

Il centrosinistra chiede le dimissioni. Bersani: "Ora elezioni anticipate", di Alberto D'Argenio

Fli: non è un golpe. L´Udc chiede “chiarezza subito”. Di Pietro parla di “conflitto che si può risolvere solo con le dimissioni del premier”. L´opposizione con una sola voce: l´imputato Silvio Berlusconi si deve dimettere. Dopo la decisione del gip di Milano di disporre il giudizio immediato per il premier – accusato di concussione e prostituzione minorile – in Parlamento sono tutti d´accordo. Dai democratici ai finiani, passando per Di Pietro. Il Cavaliere faccia un passo indietro per il bene dell´Italia e della sua immagine internazionale. Lo dice chiaro e tondo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Noi chiediamo le sue dimissioni perché è una situazione insostenibile, se ha minimamente un profilo di statista deve togliere il Paese dall´imbarazzo». E ancora, «non ci occupiamo di reati perché questo è il lavoro della magistratura. Non ci occupiamo di peccati perché se ne occupa la chiesa. Noi ci occupiamo dell´Italia e non vogliamo che l´Italia sia allo sbando». Il leader del primo partito dell´opposizione vede una sola via d´uscita: le elezioni anticipate. E su Berlusconi che …

"Manuela Ghizzoni è una primadonna", di Antonio Ramenghi

È dodicesima per produttività tra i 630 deputati. Prosegue il nostro viaggio tra i parlamentari modenesi per verificare cosa fanno a Roma. Oggi tocca alla deputata carpigiana Manuela Ghizzoni. Capogruppo Pd alla cultura è stata impegnata a fronteggiare il ministro Gelmini sulla riforma. Sabato primo dell’anno 2011 sul suo sito (www.manuelaghizzoni.it) si potevano leggere ben quattro post: uno dedicato al messaggio Tv della sera prima del presidente Napolitano agli italiani, uno di commenti allo stesso messaggio, un terzo sulla manifestazione romana della comunità di Sant’Egidio per la pace e la libertà religiosa (erano appena arrivate dall’Egitto le notizie e le immagini del terribile attentato alla chiesa cristiana di Alessandria), il quarto riportava tre articoli di Bill Emmott, Enzo Bettiza e Fulvio Caprara sul decennio appena concluso. Se il buon giorno si vede dal mattino, come dicevano i nostri vecchi, Ghizzoni insomma era già al lavoro il primo dell’anno. E già che parliamo del suo sito internet lo vogliamo segnalare a esempio di come un parlamentare può fornire con efficacia e semplicità il resoconto costante di …

"Accettare il giudizio", di Sergio Romano

Credo che Berlusconi, dopo la decisione del giudice per le indagini preliminari, debba calcolare attentamente i possibili effetti delle sue parole e iniziative. Può criticare alcuni magistrati, ma non può attaccare la magistratura. Può persino spingersi sino a denunciare l’esistenza di un disegno malevolo nei suoi confronti, ma non può rifiutare procedure che appartengono ai compiti e alle funzioni dell’ordine giudiziario. Non potrebbe farlo un cittadino senza assumere implicitamente un atteggiamento eversivo. Non può farlo, a maggiore ragione, un presidente del Consiglio perché il suo atteggiamento verrebbe percepito come un atto di guerra e l’inizio di un insanabile conflitto istituzionale. In tribunale i suoi avvocati possono sollevare eccezioni (compresa quella dell’incompetenza della sede di Milano) e servirsi di tutti gli strumenti che la giustizia garantisce a un cittadino. Ma l’imputato, quando è capo dell’esecutivo, non può rifiutare il giudizio senza esprimere contemporaneamente un voto di sfiducia contro l’intera magistratura e autorizzare obbiettivamente i suoi connazionali a comportarsi nello stesso modo. È possibile d’altro canto che l’accettazione del giudizio gli assicuri qualche punto di vantaggio. Darà …

"La fattoria degli italiani", di Barbara Spinelli

Dice il presidente del Consiglio che un golpe morale è in atto contro di lui, e che a cospirare sono le procure, i giornali, le donne che domenica hanno manifestato contro un premier giudicato indegno della carica che ricopre.Dice ancora, anticipando quella che sarà la sua strategia difensiva: «Io sono un uomo separato e sono libero di fare quel che voglio a casa mia. Vogliono farmi dimettere e basta». Sventola la bandiera della libertà, grida al lupo indicando il Tribunale di Milano che ieri l´ha rinviato a giudizio con rito immediato per concussione e prostituzione minorile, ma in questo suo sventolare c´è qualcosa che non va. Pur occupando il potere, non cessa di presentarsi come uomo privato, nella cui vita nessuno può interferire. S´identifica addirittura col piccolo mugnaio di Federico II, che ai soprusi del despota replicò: «C´è pur sempre un giudice a Berlino». Al tempo stesso, nella qualità di uomo pubblico, accampa diritti a un´impunità che nessun cittadino o mugnaio possiede. Difficile sottrarsi al dubbio che si mimetizzi nella folla, diventandone il megafono, per …

"Precari ma in casa propria. Bloccate tutte le graduatorie", di Pippo Frisone

A pochi giorni dalla sentenza della Consulta che ha giudicato incostituzionali le code alle graduatorie ad esaurimento, passa nelle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali un emendamento della Lega che ne vanifica in larga parte gli effetti. Le graduatorie provinciali ad esaurimento vengono bloccate e prorogate senza alcun aggiornamento fino al 31 agosto 2012. E’ vero che il MIUR dovrà porre comunque rimedio a quanti hanno aperto un contenzioso dinanzi al Tar del Lazio o al Capo dello Stato. Si stimano in almeno 15mila i ricorrenti. Se l’emendamento verrà definitivamente approvato dal Parlamento, verrà bloccata anche la possibilità di cambiare provincia nelle graduatorie d’istituto di prima fascia. Spazzate le code, ognuno dovrà restare incatenato alla provincia della propria graduatoria principale per tutto il 2011/12. Poi si vedrà. Ma il divieto di spostamento era già stato oggetto di censura perché in contrasto con l’art.51 della Costituzione e la normativa europea. Tutti i cittadini possono accedere ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza, senza alcuna discriminazione territoriale. Fino al biennio 2009/11 i docenti precari son stati liberi di …