Anno: 2011

"Il papi padrino", di Barbara Spinelli

Cari elettori berlusconiani, vi sarà giunta voce, immagino, che gli italiani sono divenuti un enigma per le democrazie alleate. Il mistero non è più Berlusconi, che da anni detiene un potere non normale: controllando tv, intimidendo giornali e magistrati. Dopo tante elezioni, siamo noi, singoli cittadini, a essere il vero rebus. Quel che ripetutamente ci chiedono è: «Perché continuate a volerlo? Perché insistete anche ora, che viene sospettato di corruzione di minorenni e concussione?». Nessun capo di governo potrebbe durare più di qualche giorno, fuori Italia: la stampa, la televisione, i suoi pari lo allontanerebbero, costringendolo a presentarsi ai giudici. Di questo le democrazie non si capacitano: se non ora, quando vi libererete? A queste domande ciascuno deve saper rispondere: chi lo vota e chi non l´ha mai votato, giudicando non solo ineguale la battaglia fra schieramenti (per disparità di mezzi d´influenza) ma profondamente atipica. Tutti siamo contaminati, dal modo in cui quest´uomo entrò in politica e dalla natura del suo potere, che costantemente mescola il suo privato col nostro pubblico. Tutti viviamo in una …

"E Alemanno restò solo" Fabrizia Bagozzi

Il sindaco di Roma cerca un alibi per il rogo, il Viminale lo smonta. Più di 200 insediamenti abusivi in cui vivono 2400 rom, e nelle condizioni di sicurezza che si sono potute tragicamente riscontrare in questi giorni. A quasi tre anni dall’insediamento della sua giunta sgomberi a tappeto con sbrandamenti all’alba (circa trecento) ma ancora nessun campo attrezzato nuovo. Ne aveva promessi due – oltre all’amplimento di quelli regolari e tollerati già esistenti – quando presentò il piano nomadi nel giugno 2010. «In realtà gli insediamenti presistenti non sono stati ingranditi – precisa il vicepresidente della commissione politiche sociali del comune di Roma, il dem Daniele Ozzimo – Semplicemente ne è stata aumentata la capienza, visto che dovevano accogliere parte di chi veniva sgomberato. E così ora sono sovraffollati». Il piano nomadi del sindaco di Roma fa flop, Alemanno fa scaricabarile. Dà la colpa alla burocrazia e chiede più soldi e più poteri, con una lettera recapitata ieri a Maroni. Che però risponde picche. Il Viminale infatti si dice «sorpreso» per la richiesta di …

"Che cosa resta della scuola dopo la cura dimagrante" di Franco Buccino

Come si sa, le iscrizioni a scuola si fanno entro il 12 febbraio. Per tutte le scuole: infanzia, primo e secondo ciclo. Secondo il ministero non ci sono i rinvii e le incertezze degli anni scorsi: si sono superate le criticità riguardanti l´applicazione della riforma. Dal suo punto di vista il ministero ha ragione: ha avviato un processo di “semplificazione” per cui a breve le iscrizioni si faranno d´ufficio, perché i genitori non avranno più niente da scegliere. Cominciando dalla scuola dell´infanzia. Con qualche ipocrisia l´Amministrazione scolastica sottolinea proprio qui la “coordinata partecipazione delle scuole statali e delle scuole paritarie al sistema scolastico nel suo complesso”. Ciò vuol dire che poco le interessa che molte private facciano mera assistenza e non attività formative programmate in questa fascia d´età, ritenuta strategica per l´apprendimento da tutti. Non intende investire in questo settore: mette troppe poche risorse per aprire nuove sezioni e un organico ridotto di insegnanti, sufficiente solo per un orario frontale senza spazio per proficue compresenze. E così tanta parte della nostra infanzia continuerà a frequentare …

"L´ultima truffa del piano-crescita", di Tito Boeri

IL governo oggi si accorgerà finalmente che bisogna fare qualcosa per la crescita in Italia. Se ne accorgerà Mille e otto giorni dopo il suo insediamento, con gli italiani che hanno nel frattempo perso in media 1000 euro di reddito a testa e con un milione tra disoccupati e cassintegrati a zero ore in più. Non è mai troppo tardi per tornare a crescere. E si possono fare tante riforme utili per lo sviluppo del Paese a costo zero, senza dover necessariamente impegnare nuove risorse, dopo che il debito pubblico ha superato il 120 per cento del prodotto interno lordo. Ma bisogna volerlo fare. Soprattutto quando non ci sono risorse da mettere sul piatto, occorre investire molto capitale politico nel costruire alleanze trasversali in grado di vincere l´agguerritissima resistenza al cambiamento. Ad altre attività sono state destinate sin qui le energie e le risorse personali del nostro presidente del Consiglio. Abbiamo così dovuto accontentarci degli annunci, reiterati grazie all´occupazione dello spazio televisivo. Quattro i piani casa annunciati dal giugno 2008. Sin qui sono stati di …

"La palude è peggio del voto", di Federico Geremicca

C’è qualcosa di peggio delle elezioni anticipate nell’anno del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia e con l’economia in una situazione di profondo rosso? Forse sì, qualcosa di peggio c’è. E lo ha testimoniato – in fondo – perfino la giornata di ieri, una giornata «politicamente tranquilla» che il presidente del Consiglio ha però impegnato quasi interamente in interminabili riunioni col suo più sperimentato gabinetto di crisi: il ministro di Grazia e Giustizia e i suoi avvocati Ghedini e Longo (ai quali si è poi aggiunto a sorpresa uno dei legali della prima ora del premier, l’onorevole Gaetano Pecorella: a testimonianza, forse, dell’ora grave). Il peggio, rispetto a elezioni anticipate, è la stagnazione, la palude, un governo inerte che annaspa e lentamente sprofonda nelle sabbie mobili. E’ un rischio che – da Emma Marcegaglia alle opposizioni più responsabili, fino a ogni statistica sullo stato del Paese – hanno segnalato in molti. Ed è un pericolo che, a onor del vero, lo stesso Berlusconi ha denunciato fino a non troppo tempo fa: «O abbiamo i numeri per governare …

Governo in perenne conflitto con la Costituzione

Bersani: “Invece di modificare l’articolo 41 il Pd propone 41 norme di liberalizzazione e già da domani 30 saranno in rete, aperte al contributo dei cittadini.Berlusconi sgombri il campo, e poi l’agenda riguardi l’Italia”. In perenne conflitto con la Costituzione, il governo si riunisce domani con l’obiettivo di mettere a punto delle misure idonee a dare (l’espressione è del premier Berlusconi) “una scossa all’economia” del Paese: per l’esecutivo, il punto di partenza è la modifica dell’articolo 41 della Carta. Da Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, arriva l’appello al governo “perché rifletta prima del Consiglio dei Ministri di domani. Lo invito a non mettere mano all’articolo 41 della Costituzione, perché la modifica sarebbe assolutamente pleonastica dal punto di vista pratico. Da ministro – ha ricordato Bersani – feci tutto nel rispetto della Costituzione, mentre mettere mano ad un articolo della prima parte della Costituzione non è un bel segnale in un momento in cui bisogna che la Costituzione resti una base della convivenza”. In relazione al possibile varo di norme sulle liberalizzazioni e sugli …

"Le intenzioni e la realtà, il sentiero stretto della maggioranza", di Stefano Folli

Il dilemma ben riassunto da Ernesto Galli Della Loggia sul «Corriere della Sera» è sempre lo stesso. O si riesce a realizzare una tregua duratura in grado di dare un senso all’ultimo biennio della legislatura oppure è più onesto scegliere la via delle elezioni anticipate. Silvio Berlusconi tenta di ancorarsi alla prima ipotesi e il suo piano di rilancio economico, pensato per ritrovare credibilità e consenso presso il mondo produttivo, contiene una serie di ottime intenzioni. Avrebbe dovuto costituire la priorità del governo fin dall’inizio del cammino, nel 2008, e invece sono passati quasi tre anni. Il presidente del consiglio sostiene che oggi la coalizione è più coerente e compatta di ieri perché sono stati eliminati quelli che «remavano contro». Ma è proprio così? Difficile sostenere che, se l’azione del governo non è stata incisiva, ciò è dipeso dalla presenza nella coalizione di Gianfranco Fini e dei suoi seguaci ora passati all’opposizione. La verità è che il quadro politico, molto favorevole alle riforme all’inizio della legislatura, ora appare usurato e in buona misura compromesso. Per …