Anno: 2011

Confindustria stringe i tempi. "Nuove regole entro aprile", di Roberto Mania

Confindustria, ora, è costretta ad accelerare i tempi. Il contratto aziendale alla Fiat-Chrysler di Pomigliano e Mirafiori, non più associata a Viale dell´Astronomia, ha trasformato lo scenario e, con uno strappo senza precedenti, anche le regole del gioco. «Bisogna saper cavalcare il cambiamento», ha detto ieri la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. E il cammino sembra in parte già segnato: nuove regole entro aprile. Per riportare la Fiat all´interno di Confindustria, per aggiornare il sistema di contrattazione, per fissare i nuovi criteri della rappresentanza, per modernizzare la stessa struttura confederale. Un percorso che non richiede l´azione del governo mentre impone un difficile dialogo con Cgil, Cisl e Uil, divise come non mai sulle strategie e sulle proposte. Il confronto già avviato sulle politiche per la crescita, che coinvolge anche le altre organizzazioni imprenditoriali, è in stand by. Senza un chiarimento tra la Cgil e gli altri sindacati e tra la Cgil e la Confindustria rischia di finire in un binario morto a meno che non si voglia trascinare in un accordo separato tutti gli altri, …

" Niente funerali: B. è al party", di Tommaso Cerno e Emiliano Fittipaldi

Il 20 settembre, alle esequie del parà Alessandro Romani morto in Afghanistan, c’erano tutti tranne lui. Rimasto ad Arcore. Dove si era festeggiato con 24 ragazze fino alle 4 del mattino. E alla fine il Cav. «era distrutto». Silvio Berlusconi era atteso oggi ai funerali di Luca Sanna, 33 anni, il caporalmaggiore ucciso qualche giorno fa in Afghanistan. Non si è fatto vedere. Probabilmente ha preferito, dopo lo scandalo Ruby, evitare di presenziare a una cerimonia funebre mandando il sottosegretario Gianni Letta. Non è la prima volta che Berlusconi salta appuntamenti istituzionali così delicati: sembra incredibile, ma lo scorso 19 settembre, mentre la salma del paracadutista della Folgore Alessandro Romani, trentaseienne originario di Roma, veniva accolta con cordoglio a Ciampino, il presidente del Consiglio era al telefono con Nicole Minetti. Di scendere a Roma per salutare la famiglia del giovane militare ucciso da un cecchino non gli è passato, probabilmente, nemmeno per la testa: la sera, ad Arcore, erano infatti attese 24 ragazze, insieme ai suoi amici Emilio Fede e Carlo Rossella. Così l’unico intervento …

Al Lingotto il Pd ritrova l’unità «Così torneremo a vincere», di Maria Zegarelli

In un momento «drammatico per il Paese», dal Lingotto riparte un Pd «più unito», con proposte dei Modem che la maggioranza condivide. Con la voglia di parlare ad un vasto elettorato e diventare forza di governo. È il giorno del ritorno di Walter Veltroni, di nuovo qui al Lingotto di Torino dove tutto iniziò quel giugno del 2007, ma nulla è più come allora. Allora delineò il profilo del partito democratico e lanciò la sua candidatura alle primarie, oggi ri- lancia il progetto del Pd da leader della minoranza interna e l’appuntamento, che rischiava di essere un punto di rottura, diventa l’occasione di una ritrovata unità del partito nell’obiettivo di mandare a casa Silvio Berlusconi. Anche a costo di nuove elezioni che nel Pd nessuno vuole davvero. Concorde l’analisi di Veltroni e del segretario Pier Luigi Bersani sul punto: l’Italia è sull’orlo del precipizio, un momento «drammatico», lo definisce il leader Pd, per i colpi di coda di un premier che vede il suo tramonto e lo combatte con tutto il suo potere mediatico, economico …

"Il vero "orrore" è isolare i magistrati", di Roberto Saviano

Ho ricevuto la laurea honoris causa in Giurisprudenza, mi è stata conferita dall´Università di Genova; è stata una giornata per me indimenticabile. Credevo fosse fondamentale impostare la lezione, che viene chiesta ad ogni laureato, partendo proprio dall´importanza che il racconto della realtà ha nell´affermazione del diritto. Soprattutto quando il racconto descrive i poteri criminali. Senza racconto non esiste diritto. Proprio per questo ho voluto dedicare la laurea honoris causa ai magistrati Boccassini, Forno e Sangermano del pool di Milano. Marina Berlusconi dichiara che le fa orrore che parlando di diritto si difenda un magistrato. Così facendo avrei rinnegato ciò per cui ho sempre proclamato di battermi. Così dice, ma forse Marina Berlusconi non conosce la storia della lotta alle mafie, perché difendere magistrati che da anni espongono loro stessi nel contrasto all´imprenditoria criminale del narcotraffico non vuol dire affatto rinnegare. Non c´è contraddizione nel dedicare una laurea in Giurisprudenza a chi attraverso il diritto cerca di trovare spiegazioni a ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare nelle parole di un …

"Lo sport a scuola, questo sconosciuto", di Pasquale Coccia

L’Italia è il primo paese in Europa per abbandono dell’attività sportiva in età adolescenziale. Colpa di una politica miope che finge di investire nella sperimentazione motoria grazie a uno scambio di ruoli tra il Ministero dell’Istruzione e il Coni. Un dato di fronte al quale il sistema sportivo italiano rimane inerte, e al termine di questo primo decennio del nuovo secolo ci dice che la pratica dello sport sta rapidamente uscendo dagli orizzonti giovanili. L’anno scorso tra scuole medie e superiori ben 2.344 istituti non hanno realizzato alcun progetto sportivo, rinunciando a 13 milioni 467 mila euro stanziati dal Ministero dell’Istruzione mentre 5.226 scuole hanno speso meno delle risorse assegnate per lo sport, determinando un avanzo nelle casse del Miur pari a 9 milioni 984 mila euro. Si aggiunge al triste primato, un dato preoccupante: nella scuola primaria italiana vi è il più alto numero di bambini obesi d’Europa, segno di alimentazione errata e di scarso movimento, al quale fa seguito il fatto che i bambini italiani sono quelli che giocano meno all’aperto, nonostante il …

"Teniamoci stretto questo tricolore", di Lorenzo Mondo

I 150 anni dall’unità d’Italia offrono l’invito a ripensare e riaggiustare anche in senso federalista, secondo le esigenze dei tempi e le accertate manchevolezze, il patto fondativo che ci ha fatti nazione. Ma devono anche liberarci dalla faziosità e dall’incultura che mettono in forse l’unità del paese e inducono al disprezzo del vessillo tricolore. Al centro del discorso, si sa, c’è il Risorgimento, la fondatezza e la dignità delle sue ragioni. Ed è soprattutto alle estremità della penisola, tra il Nord e il Sud, che si confrontano i più esagitati contestatori del moto unitario. Con una rimozione pudibonda di elementari dati di fatto. Dalla Padania in odore di secessionismo si trascura che a impinguare i Mille di Garibaldi furono soprattutto i patrioti lombardi, seguiti da liguri e veneti. Quelli che riscoprono all’opposto la progressiva mitezza del regime borbonico dimenticano che le menti più aperte e avanzate del Meridione si pronunciarono allora per l’unità. Magari obtorto collo, avendo dovuto accettare l’opzione monarchica e il pennacchio del re piemontese. Dovremmo assistere a un comico, antistorico, mea culpa? …

"Voti alle università, lite sull’agenzia Tremonti: sono tutti di sinistra", di Lorenzo Salvia

Il decreto è stato approvato dal consiglio dei ministri appena due giorni fa. Ma potrebbero già riaprirsi i giochi per l’Anvur, l’Agenzia per la valutazione che dovrà dare i voti alle università pesando anche sulle distribuzione dei fondi pubblici. Non hanno convinto tutti i sette nomi scelti dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini in una rosa di quindici indicata dal comitato d’esperti guidato dell’ex direttore della Normale Salvatore Settis. Forse dubbi e critiche non hanno a che fare solo con l’università, ma la questione sta diventando un caso. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha telefonato alla Gelmini, criticandola per aver scelto professori troppo vicini alla sinistra. Tutte e sette le persone hanno una grande esperienza nella valutazione, e quindi un curriculum adatto all’incarico. Perché una critica del genere? E, soprattutto, a chi sarebbe rivolta? L’unico nome che ha una coloratura politica è quello di Andrea Bonaccorsi, apprezzato economista dell’Università di Pisa che alla valutazione ha dedicato molta della sua ricerca. Proprio per questa preparazione ha collaborato con il Pd, partito al quale viene considerato vicino, in …