Anno: 2011

"Un paese contro la propria storia", di Cesare Martinetti

Il presidente Napolitano ha ragione, l’Italia non sa comunicare la sua storia e il senso di se stessa. Chi ha vissuto anche solo per un breve periodo all’estero, lo sa. Il caso Battisti ne è la dimostrazione. «Non siamo riusciti a farci capire». È vero, perché il nostro Paese – e i giorni del tricolore coincidono simbolicamente con questo caso – non ha una storia condivisa, ognuno la vive a suo modo, possibilmente contro gli altri. È come se sul nostro suolo si giocasse una partita senza fine: guelfi e ghibellini, berlusconiani contro antiberlusconiani. Ma sarebbe sbagliato interpretare le parole pronunciate ieri dal Presidente della Repubblica come un attacco al governo. Piuttosto si tratta di un’amara riflessione, critica e – crediamo – anche autocritica per la porta in faccia presa da un governo definito «amico» come quello brasiliano a causa del nostro pessimo costume. Quando un italiano viene intervistato da giornali o media stranieri, è difficile che sfugga alla denuncia condita da ironia per il proprio Paese. Un atteggiamento diventato ormai caricaturale da quando è …

61° anniversario eccidio Fonderie Riunite Modena. Commemorazione di CGIL CISL UIL

Commemorazione di CGIL CISL UIL domenica 9 gennaio 2011 del 61° anniversario dell’eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, dove il 9 gennaio del 1950 furono uccisi dalla polizia 6 operai durante la manifestazione per la riapertura della fabbrica. L’appuntamento è alle ore 9 presso il cippo ai caduti delle ex Fonderie in zona Crocetta. I segretari di CGIL CISL UIL di Modena Pivanti, Falcone e Tollari, unitamente alle Autorità cittadine, deporranno corone di alloro in memoria dei 6 operai – Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti – che morirono sotto i colpi della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del lavoro per chiedere la riapertura della fabbrica, contro la serrata e i licenziamenti massicci decisi dalla direzione delle Fonderie. I fatti del 9 gennaio 1950 per la loro drammaticità segnano il culmine di un clima conflittuale nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro in provincia di Modena e in tutto il paese nel primo decennio del dopoguerra. Un decennio caratterizzato dalla ripresa dell’offensiva padronale per …

"Berlusconi l'Intoccabile" di Michele Ainis

In nessun Paese al mondo – nessuno – il capo dell’esecutivo gode di un salvacondotto come quello che martedì prossimo sarà giudicato dalla Corte Costituzionale. E che regala al nostro premier anche la licenza di uccidere. È legittimo il legittimo impedimento? Risponderà, a giorni, la Consulta. E a quanto pare dal suo responso dipende la salute del governo, la prosecuzione della legislatura, la sopravvivenza del pianeta. Ma c’è un’altra domanda che ci risuona in gola ormai da anni: davvero in Italia la politica cammina a capo nudo sotto la grandine giudiziaria? Davvero soltanto alle nostre latitudini manca un ombrello normativo che possa ripararla da indagini capziose, accuse strumentali, processi in mala fede? A mettere in fila le iniziative battezzate dai vari governi Berlusconi, la risposta parrebbe un sì tondo e sonoro. Nell’ordine: la legge sulle rogatorie internazionali (2001); quella sul legittimo sospetto (2002); la sforbiciata ai termini di prescrizione (2005); l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (2006). Senza dire dei tentativi andati a vuoto, come il processo breve (2009), che per salvare il premier avrebbe lasciato …

"La legge-bavaglio imbarazza l'Europa", di Andrea Bonanni

Alla fine, nella grande sala delle conferenze del Parlamento ungherese, il primo ministro Viktor Orban perde per un attimo quella baldanza con cui ha tenuto testa ad una cinquantina di giornalisti stranieri: «Sì, è vero, è una brutta partenza. Nessuno potrebbe augurarsi che una presidenza dell’ Unione europea cominciasse a questo modo. Abbiamo approvato una legge che ritenevamo perfettamente regolare, e tutto il mondo ci è saltato addosso». La legge che ha attirato sul governo ungherese di destra le critiche della Commissione, della Francia, della Germania e perfino della Gran Bretagna (ma non dell’ Italia) riguarda «la libertà dei media e le regole fondamentali sui loro contenuti»: un titolo che è già di per sé una contraddizione in termini. In pratica si tratta di una legge-bavaglio che assegna ad una Autorità controllata dalla maggioranza parlamentare il diritto di giudicare il contenuto dell’ informazione e di appioppare multe salatissime in grado di stroncare il pluralismo e di soffocare il dissenso. Difficile ritrovare negli archivi europei una norma così illiberale diretta contro quello che il presidente della …

"Il Sole-24 Ore, manovre e tensioni in Confindustria", di Rinaldo Gianola

Il Sole-24 Ore è il primo giornale economico italiano, quotato in Borsa, di proprietà della Confindustria. Come larga parte della stampa anche questo giornale ha sofferto e soffre la crisi che come ha detto il ministro dell’economia Giulio Tremonti (uomo dell’anno del Sole-24 Ore nel 2009) «non è finita». La crisi preoccupa i piani alti di Confindustria e, nonostante le smentite («Confindustria non venderà il quotidiano ‘Il Sole24Ore’ – dice oggi l’associazione di viale dell’Astronomia, che in qualità di azionista di riferimento del gruppo editoriale ‘Il Sole 24 Ore’ – smentisce categoricamente qualsiasi ipotesi di vendita del quotidiano economico finanziario ‘Il Sole 24 Ore’») iniziano a circolare clamorose ipotesi sul futuro assetto del quotidiano diretto da Gianni Riotta, compresa la scissione della testata e la sua vendita a un gruppo di industriali «fidati» che sarebbero i primi contribuenti della stessa Confindustria: Eni, Enel, Fiat… Se davvero questa opzione fosse perseguita per ripianare le perdite e dotare il gruppo delle risorse necessarie per finanziare i nuovi piani di sviluppo, sarebbe una novità clamorosa per Confindustria, per …

"Veneto, comuni virtuosi colpiti dal governo: allora vendiamo tutto…", di Toni Jop

Stanno pensando di vendere le scuole, i parchi, gli edifici dei municipi. Intanto chiudono i musei, e mercoledì sospenderanno tutti i servizi comunali, perché, come sostengonoi sindaci dei molti comuni in ginocchio, si tratta di «chiudere un giorno per non chiudere per sempre». In Veneto, già 12 comuni tra i primi ad essere colpiti dalla scure del governo sono sull’orlo del fallimento e qualcuno fa notare come da circa mille anni i comuni italiani, i più virtuosi in molti casi, non abbiano mai serrato prima le loro porte. Accadrà all’ombra di un governo che delle virtù delle amministrazioni comunali ha fatto una bandiera, così come del federalismo egoista forgiato dalla Lega. Le storie si intrecciano, eccovene alcune. VIRTÙ E VIZI Loreggia è un comune del  Trevigiano di 7400 abitanti. Governato da una lista civica che tiene assieme sinistra e destra, la Lega è all’opposizione. Nel 2007, la municipalità è stata costretta dalla legge ad acquisire la rete del gas. Sforando «consapevolmente» – ricorda il vicesindaco Fabio Bui – il patto di stabilità, si è comunque …