Anno: 2011

"Un patto sociale: patrimoniale e nuove pensioni", di Bianca Di Giovanni

Il primo atto economico del governo Monti rischia di partire dalla stessa tassa che inaugurò quello Berlusconi: l’Ici sulla prima casa. Eliminata tre anni fa sull’onda dell’ottimismo della volontà berlusconiano, oggi è in via di riproposizione. Per il professore nonsarebbe neanche una forzatura rispetto al corso politico precedente. Giulio Tremonti infatti ha scritto nero su bianco l’ipotesi di un ripristino nella lettera inviata all’Ue che poneva 39 domande sull’attuazione degli impegni presi. «Un’eventuale reintroduzione dell’Ici porterebbe nelle casse dello Stato 3,5 miliardi di euro», si legge in quel testo. Che smaschera anche l’inganno dell’esecutivo uscente: quell’imposta, stando all’ipotesi Tremontiana, potrebbe tornare con il federalismo fiscale. Poprio quello che fino a ieri gli ormai ex ministri hanno sempre negato. Naturalmente con il nuovo governo l’imposta potrebbe subire declinazioni diverse, improntate a una maggiore progressività per tutelare i più deboli, ma che servano nuove entrate è una certezza matematica. Monti ha bisogno di trovare subito almeno 20 miliardi di euro, quelli che mancano alla manovra di Ferragosto che promette il pareggio di bilancio nel 2013. Il professore …

"Il governo del Presidente", di Ezio Mauro

Nasce il governo del riscatto e dell´equità, per uscire dall´emergenza e recuperare la fiducia dei mercati, dell´Europa, dei cittadini. È l´impegno che si sono scambiati ieri Giorgio Napolitano e Mario Monti, nel momento in cui il Capo dello Stato – condotte a tempo di record le consultazioni – ha affidato al professore l´incarico di formare il governo che guiderà l´Italia nel dopo-Berlusconi. La crisi preme ma tono e forma ieri al Quirinale hanno segnato un cambio d´epoca, non solo di governo. Nessun sorriso, molta preoccupazione: ma anche la convinzione che l´Italia possa farcela, e il ritorno a concetti come “dignità”, “scrupolo”, “servizio”, soprattutto “responsabilità” e “bene comune”. Cambiano i protagonisti cambia il lessico e il contesto, con una svolta culturale e concettuale, dunque politica, che non poteva essere più netta. È un governo del Presidente, il ministero Monti, perché il Capo dello Stato ha cercato in tutti i modi di evitare il vuoto politico di una campagna elettorale in un Paese che da oggi ad aprile – come ha ricordato ieri – dovrà ricollocare sul …

«Riforma elettorale e meno onorevoli È il tempo di un accordo bipartisan», intervisa a Dario Franceschini di Maria Teresa Meli

Onorevole Franceschini, secondo lei è possibile, dopo le contrapposizioni di questi anni, che centrosinistra e centrodestra sostengano insieme un governo d’emergenza? «Io penso che sia indispensabile. Non esistono alternative alla nascita di un nuovo governo con una larga base parlamentare, che garantisca di affrontare l’urgenza della crisi e che tranquillizzi i mercati. È una strada obbligata. Del resto, nella vita di ogni partito arriva sempre il momento di scegliere quello che serve al Paese e non le proprie convenienze di parte. In teoria, noi avremmo interesse a fare le elezioni, visti i sondaggi, ma non lo facciamo perché mettiamo avanti gli interessi del Paese». Non le sembra di essere troppo ottimista? «No, io penso che il governo d’emergenza risponda alle domanda degli italiani, che sono preoccupati per il loro lavoro, per i loro risparmi e per il futuro. E anche il mondo è attento ai destini dell’Italia a cui sono legati quelli dell’Europa. Ciò non vuol dire che nasce una maggioranza politica a sostegno del governo d’emergenza, significa che per una fase transitoria avversari che …

"Il Professore e il fattore tempo", di Claudio Tito

La prima vera prova da superare per Mario Monti sarà stamattina. Dopo la corsa dello spread che si è verificata la scorsa settimana, l´apertura dei mercati finanziari darà una risposta agli interrogativi posti da tutto il mondo politico e istituzionale. Un buon risultato della Borsa di Milano e soprattutto dei nostri titoli di Stato rappresenterà un test decisivo per il percorso imboccato dal premier incaricato. Una preoccupazione che ha accompagnato tutti gli incontri di ieri al Quirinale. Non a caso mai le consultazioni sono state così brevi nella storia della Repubblica. Il capo dello Stato ha fatto di tutto per imprimere un´accelerazione senza precedenti alla soluzione della crisi. Anche il neosenatore a vita sta programmando la formazione dell´esecutivo secondo una tempistica strettissima che porterebbe al giuramento dei ministri mercoledì e alla fiducia del Parlamento entro venerdì. La tela tessuta in questi giorni con i leader europei mirava proprio a costruire una protezione per i prossimi giorni. E il comunicato con cui il presidente della Commissione europea Barrroso e del presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy …

"È l'ora della prova, adesso responsabilità", di Giorgio Napolitano

Ho incontrato i Presidenti del Senato e della Camera e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari per raccogliere le loro opinioni sul modo di affrontare la crisi di governo apertasi con le dimissioni correttamente rassegnatemi dall’onorevole Berlusconi. A tutti ho esposto – riscontrando un clima riflessivo e pacato – il mio convincimento che sia nell’interesse generale del Paese sforzarsi di formare un Governo che possa ottenere il più largo appoggio in Parlamento. Su scelte urgenti di consolidamento della nostra situazione finanziaria e di miglioramento delle prospettive di crescita economica e di equità sociale per il Paese considerato nella sua unità. L’urgenza di quelle scelte – a partire dalla concretizzazione delle misure già concordate in sede europea – deriva dalla gravità della crisi finanziaria e dei pericoli di regressione economica dinanzi a cui si trovano l’Italia e l’Europa. La particolare fragilità del nostro Paese sta nell’altissimo debito pubblico accumulato nel passato. È un peso che – visto il fortissimo rialzo degli interessi sui nostri Buoni del Tesoro e il ristagnare dell’attività economica – rischia di …

"I 42 mesi che non cambiarono l'Italia", di Mattia Feltri

La storia del IV governo di Silvio Berlusconi è la storia di un’occasione buttata. Era una prateria, non un Parlamento, quello che il premier si trovò davanti il 14 maggio del 2008 quando ottenne alla Camera una copiosa fiducia di sessanta deputati, 335 a 275. Di comunisti non ce n’erano. Fatti fuori dai loro stessi fallimenti, dalla legge elettorale e dal sistema di alleanze voluto dal candidato di sinistra, Walter Veltroni. C’era un’aria di pacificazione, persino la speranza che sarebbe stata una legislatura costituente, di passaggio a un bipolarismo meno farabutto. Berlusconi e Veltroni si stringevano la mano in aula e si davano appuntamento per pranzo. Il discorso del presidente del Consiglio, aperto a riforme condivise, era stato applaudito e la risposta di Veltroni – orgogliosa e non supina – conteneva un elemento fondamentale: yes we can, se po’ fa’. L’esecutivo era in stato di grazia. Sembrava che Napoli fosse stata buttata in lavatrice e stesa all’aria del golfo. La confusa manovra di salvataggio dell’Alitalia procedeva nello sventolio dei patriottici. Giulio Tremonti già lavorava alla …

Bersani: "Prima di tutto c'è l'Italia. Sì a esecutivo d'emergenza"

Napolitano ha ricevuto la delegazione del PD per le consultazioni, composta da Bersani, Finocchiaro e Franceschini: Il primo punto su cui il nuovo governo dovrà impegnarsi è quello del lavoro, dei redditi e dei risparmi delle famiglie. “L’Italia è in una crisi davvero seria, perchè siamo arrivati là dove non saremmo dovuti essere. Il PD ha dato la sua disponibilità e il suo impegno per un Governo di emergenza e di transizione, che sia totalmente nuovo a forte e autorevole caratura tecnica, che non dovrà solo affrontare l’emergenza da un punto di vista economico, ma dovrà fare anche le riforme: quella della legge elettorale, dei regolamenti di Camera e Senato e quella per la riduzione del numero dei parlamentari. Su questo abbiamo le nostre proposte”. Così il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, al termine delle consultazioni per la crisi di governo con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Presenti i capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro. “Ringraziamo il Capo dello Stato per come sta conducendo questa fase delicata – ha …