Anno: 2012

"Una follia eversiva destabilizza il Paese", di Eugenio Scalfari

Non so dire se si stia assistendo a un’opera comica o a un’opera tragica; certo vedere e ascoltare un personaggio che è stato protagonista della politica e del costume nell’Italia di questo ventennio completamente fuori di testa è allo stesso tempo grottesco e preoccupante. Qualche giorno fa l’ex premier aveva dichiarato di rinunciare definitivamente alla candidatura alla premiership. Due giorni dopo sembrò averci ripensato: «Il popolo mi vuole» aveva detto sotto la spinta della Santanchè (!) poi aveva di nuovo battuto in ritirata, la sua candidatura a Montecitorio restava un’opzione ma per Palazzo Chigi avrebbe corso il vincitore di improbabili primarie. Infine il colpo di scena di sabato dopo la sentenza di Milano che lo condanna a quattro anni (tre condonati) e all’interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale. La conferenza stampa durata quasi l’intero pomeriggio ha spaziato dall’attacco alla Germania a quello contro il governo Monti, poi una raffica di contumelie contro i magistrati comunisti e contro la Corte costituzionale di sapore decisamente eversivo, tirando in ballo lo stesso Capo dello Stato che ne …

«Ritorno Berlusconi è ritorno populismo», da www.unita.it

Bersani a Domenica In: «Potevo andare alle elezioni otto, dice mesi fa quando eravamo sull’orlo del baratro». Il segretario del Pd ribadisce che «si va a fine legislatura». «Sono preoccupato di questa posizione di Berlusconi perché di populismi ne abbiamo già un bel po’». «Ci rivolgiamo con apertura ad un centro che non si lasci incantare dai pifferi del populismo». Matteo Renzi piace a destra? «La destra è in crisi, tanti elettori interpretano novità e hanno avuto intenzione di giocare a casa nostra non avendo le primarie». Lo dice Pier Luigi Bersani a ‘Domenica in’. «Ora mi fa piacere che le primarie si terranno anche ne centrodestra», dice Bersani, «vorrei che le facesse anche Grillo, nessuno può stare in un tabernacolo». «Renzi non sia convinto di dar per nuove ricette già viste negli anni 80 o 90, sia nei meccansimi di comunicazione sia nei contenuti». Lo ha detto il leader del Pd Pier Luigi Bersani, intervistato a ‘Domenica in’ su Raiuno. «Il Pd – ha aggiunto – è pieno di difetti, ma è l’unica carta …

"Diffamazione, meglio nulla che questa legge", di Stefano Rodotà

Come sempre le leggi ad personam portano a un pessimo risultato. Per “salvare il soldato Sallusti” dal carcere si istituisce un clima di intimidazione che limita il diritto all’informazione e la libertà d’espressione. Meglio fermarsi e non fare nulla, allora, perché si è imboccata una strada sbagliata». Secondo il professor Stefano Rodotà, ex Garante della Privacy, la legge sulla diffamazione all’esame del Parlamento è profondamente sbagliata, anche nei tentativi di compromesso. Professore, lei cosa pensa del testo di legge che si sta discutendo al Senato? «È stata imboccata una strada assolutamente sbagliata, è inevitabile quando si fanno le leggi ad personam. Ora, io sono d’accordo che in casi come questo il carcere vada eliminato, però vorrei fare una disgressione: non possiamo affiancare una giustizia di classe a una legislazione di classe». In che senso? «Se rischia di andare in galera Sallusti si mobilita il Parlamento, ma se ogni giorno c’è una legislazione pessima che manda in galera il piccolo spacciatore e l’immigrato, nessuno se ne preoccupa o pone all’ordine del giorno un intervento. Invece nessuno …

Può partire dalla Sicilia l'inizio del cambiamento

“Per noi le elezioni regionali siciliane saranno un test importante, un test nazionale, forse per altri non è così ma per noi sì”. Così il segretario del PD Pier Luigi Bersani a sostegno della candidatura di Rosario Crocetta per le elezioni alla presidenza della Regione del 28 ottobre che porteranno al voto poco più di 4 milioni di siciliani. “Crediamo che dalla Sicilia possa partire una nuova stagione di cambiamento per il Paese e il messaggio centrale è lavoro e legalità – ha chiarito Bersani – in cui il principio base è che siamo un Paese unito. Abbiamo bisogno di iniziare una stagione nuova, dove si ripristinino processi di crescita, valori, la consapevolezza che siamo un Paese solo, non Nord e Sud, siamo un Paese che si chiama Italia”. “Ci si salva insieme – ha continuato Bersani – perché siamo tutti nella stessa barca. Dopo la semina maledetta di una destra a traino leghista, adesso il cambiamento deve venire dal Sud, con legalità e lavoro come parole d’ordine. Le elezioni qui in Sicilia possono essere …

"La ferita di Pomigliano. Fiat scatena la guerra tra poveri", di Rinaldo Gianola

“Ciao guagliò, ci vediamo dentro”. Al cambio di turno i lavoratori di Fabbrica Italia Pomigliano incontrano al cancello numero 2 i loro colleghi rimasti fuori, non ancora assunti e chissà se lo saranno mai. I fortunati che possono entrare in fabbrica si riconoscono dalla tuta di lavoro, bianca e grigia, con i marchi Fiat. La Fiom ha organizzato un volantinaggio per informare i lavoratori della vittoria conseguita in Tribunale. Sergio Marchionne deve rimuovere la discriminazione contro gli iscritti alla Fiom, i 19 lavoratori che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia e di sfidare il potente manager hanno vinto, anzi stravinto. La Corte d’Appello di Roma ha stabilito che entro 40 giorni dalla sentenza i 19 della Fiom dovranno tornare in fabbrica, entro sei mesi entreranno anche gli altri. Sul piazzale si fuma una sigaretta, si scambiano due parole prima di entrare. Quelli della Fiom invitano i lavoratori a non «cedere alle provocazioni, non firmate contro la sentenza». Oltre i cancelli, infatti, la Fiat sta mettendo in atto la solita strategia, quella di impaurire, …

"Un populismo impotente", di Claudio Sardo

Silvio Berlusconi ha offerto ieri l’immagine di un populismo pericoloso e impotente. La sua era un’ira incontenibile che minacciava ogni cosa – dal governo Monti fin qui sorretto dai voti del medesimo Berlusconi alla Costituzione italiana, dalle alleanze europee alla stessa moneta unica – ma che in realtà non aveva la forza di spostare neppure uno stuzzicadenti. La parabola del Grande seduttore (e corruttore) contiene un voluminoso manuale di politica. Dopo aver esercitato un potere politico così grande come non ebbe neppure De Gasperi, dopo aver fallito miseramente e trascinato l’intero Paese sull’orlo del baratro, dopo aver subito una dura condanna penale per una reiterata evasione fiscale (delitto tra i più gravi ai danni dei cittadini-contribuenti), il Cavaliere ha tentato di dire agli italiani che lui può ancora fare la guerra. Che Monti, i magistrati, l’establishment, gli avversari, i cittadini devono temere la sua ira, il suo spettro politico. Ma Berlusconi in realtà non è neppure in grado di togliere la fiducia al governo. È così il populismo: minaccia quando viene sconfitto, gioca al tanto …

"Cura da cavallo per sanità "così i servizi sono a rischio", di Paolo Russo

La protesta dei medici ieri a Roma Nel 2010 sono stati tagliati alla Sanità 715 milioni, nel 2011 2,8 miliardi e nel 2012 3,8 miliardi Nel 2013 saliranno a 9,8 miliardi e nel 2014 a 14. Una cura da cavallo che in cinque anni di manovre ha fatto perdere ad Asl e ospedali la bellezza di 31 miliardi di euro. Numeri timbrati dalla Corte dei Conti che ieri hanno dato una spinta in più alla protesta dei 20 mila camici bianchi, operatori sanitari e semplici cittadini, scesi in piazza a Roma per protestare proprio contro le ripetute politiche di tagli alla sanità. Un filo rosso che i magistrati contabili hanno ricostruito a partire dal 2010 fino ad arrivare al 2014, quando per effetto della finanziaria targata Tremonti sugli assistiti ricadrà una mazzata da 2 miliardi tutta di aumenti dei ticket. Le tabelle allegate alla relazione sulla legge di stabilità consegnata ai parlamentari delle commissioni Bilancio di Camera e Senato al termine dell’audizione segnano una escalation inarrestabile. Si parte con una sforbiciatina di 715 milioni nel …