Anno: 2012

"Erasmus, perché solo i cittadini e la democrazia possono realizzare gli Stati Uniti d’Europa", di Marco Meloni

In principio erano 3.244 studenti, nel 1987, incamminati sulle spalle del gigante Erasmo da Rotterdam, per ricordare, ma soprattutto per riportare in vita un umanesimo europeo fatto di confronto tra idee, mobilità, scambi culturali. Per scrivere una nuova storia di quel secolo in cui gli “erasmiani”, come ha ricordato Ralf Dahrendorf, sono gli intellettuali che coraggiosamente hanno difeso la libertà nella sfida con il totalitarismo, senza farsi risucchiare dal conformismo della loro epoca. Quella dell’Erasmus è stata una lunga storia, che ha battezzato una generazione e ha festeggiato proprio quest’anno il suo venticinquesimo compleanno. E ora che si fa? Si raddoppia, si penserà. Invece no: il rischio è che, all’opposto, si lasci. Pochi giorni fa l’Europarlamento ha lanciato un allarme che ci ricorda che, quando parliamo di Europa, non ci riferiamo soltanto a direzioni generali, spread e manovre, ma a quelle questioni che davvero contribuiscono a costruire uno spazio europeo rivolto al futuro, e cioè la cultura, la civiltà, la solidarietà. Secondo il presidente della Commissione Bilancio, Alain Lamassoure, il Fondo Sociale Europeo è in …

Castagnetti: "La nostra generazione ha fallito. Giusto passare la mano", di Fabio Martini

Sinora nessuno della vecchia guardia del Pd lo aveva detto, come fa ora Pier Luigi Castagnetti: «Al di là della radicalità e della impertinenza di Renzi, ammettiamolo: chi ha attraversato l’intera storia della Seconda Repubblica, porta su di sé una responsabilità oggettiva, quella di appartenere ad una generazione che ha contribuito ad una stagione politica conclusa con una sconfitta clamorosa. In vista della nuova fase dobbiamo avere il coraggio di passare la mano: servono forze nuove, che non portino il retaggio di sconfitte ancora recenti». Già assistente di don Giuseppe Dossetti alla diocesi di Bologna, da anni uno dei punti di riferimento dei cattolici-democratici, Castagnetti è stato l’ultimo segretario dei Ppi, espressione finale della lunga stagione democristiana. Bersani, vincendo resistenze occulte ed esplicite di quasi tutta la nomenclatura ex-Ds ed ex-Ppi, ha imposto le Primarie: condivide? «Alla fine delle Primarie ci saranno due vincitori. Vince Bersani perché prevarrà sul piano numerico, ma vincerà anche Renzi perché costringerà il Pd ad accettare la sfida di un rinnovamento molto forte. L’analisi di Bersani sta dentro la modernità: …

Castagnetti: "La nostra generazione ha fallito. Giusto passare la mano", di Fabio Martini

Sinora nessuno della vecchia guardia del Pd lo aveva detto, come fa ora Pier Luigi Castagnetti: «Al di là della radicalità e della impertinenza di Renzi, ammettiamolo: chi ha attraversato l’intera storia della Seconda Repubblica, porta su di sé una responsabilità oggettiva, quella di appartenere ad una generazione che ha contribuito ad una stagione politica conclusa con una sconfitta clamorosa. In vista della nuova fase dobbiamo avere il coraggio di passare la mano: servono forze nuove, che non portino il retaggio di sconfitte ancora recenti». Già assistente di don Giuseppe Dossetti alla diocesi di Bologna, da anni uno dei punti di riferimento dei cattolici-democratici, Castagnetti è stato l’ultimo segretario dei Ppi, espressione finale della lunga stagione democristiana. Bersani, vincendo resistenze occulte ed esplicite di quasi tutta la nomenclatura ex-Ds ed ex-Ppi, ha imposto le Primarie: condivide? «Alla fine delle Primarie ci saranno due vincitori. Vince Bersani perché prevarrà sul piano numerico, ma vincerà anche Renzi perché costringerà il Pd ad accettare la sfida di un rinnovamento molto forte. L’analisi di Bersani sta dentro la modernità: …

"Pompei va oltre la «frana» dei commissari", di Antonello Cherchi

Il piano straordinario su Pompei entra nel vivo. È arrivato il momento dell’apertura delle buste dei candidati che intendono partecipare al restauro di cinque domus, per un totale di sei milioni di euro. Le cinque commissioni (una per bando; si è preferito non fare una gara unica così che eventuali ricorsi non “contagiassero” l’intero appalto) stanno già aprendo i plichi con i requisiti dei concorrenti. A metà mese si passerà alla valutazione delle offerte e all’assegnazione dei lavori. Il cronoprogramma Sempre in ottobre si procederà con l’altro bando, quello della messa in sicurezza dei terreni a confine con l’area di scavo (importo 2,8 milioni) e a dicembre sarà la volta delle gare che interesseranno tre delle nove regiones in cui è divisa la città (per un valore di 10 milioni di euro). Sempre entro l’anno vedrà la luce – assicurano al ministero dei Beni culturali – il bando per “il piano della conoscenza”, uno dei cinque interventi in cui si articola il progetto di 105 milioni finanziato con risorse comunitarie e interne. Pompei, insomma, si …

"Pompei va oltre la «frana» dei commissari", di Antonello Cherchi

Il piano straordinario su Pompei entra nel vivo. È arrivato il momento dell’apertura delle buste dei candidati che intendono partecipare al restauro di cinque domus, per un totale di sei milioni di euro. Le cinque commissioni (una per bando; si è preferito non fare una gara unica così che eventuali ricorsi non “contagiassero” l’intero appalto) stanno già aprendo i plichi con i requisiti dei concorrenti. A metà mese si passerà alla valutazione delle offerte e all’assegnazione dei lavori. Il cronoprogramma Sempre in ottobre si procederà con l’altro bando, quello della messa in sicurezza dei terreni a confine con l’area di scavo (importo 2,8 milioni) e a dicembre sarà la volta delle gare che interesseranno tre delle nove regiones in cui è divisa la città (per un valore di 10 milioni di euro). Sempre entro l’anno vedrà la luce – assicurano al ministero dei Beni culturali – il bando per “il piano della conoscenza”, uno dei cinque interventi in cui si articola il progetto di 105 milioni finanziato con risorse comunitarie e interne. Pompei, insomma, si …

"La ricerca crea sviluppo", di Donatella Coccoli

Chirurgia endoscopica, assistenza agli anziani, riabilitazione pediatrica. L’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna produce robot ai servizio del cittadino. «Una tecnologia che, se potenziata, può creare nuovi posti di lavoro», afferma il direttore, l’ingegnere Paolo Dario. Un robot salverà l’economia? La produzione di automobili lascerà il posto a quella di oggetti dalle tecnologie raffinate e dai materiali leggeri? A due passi dai binari della stazione di Pontedera, c’è l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il luogo è di per sé significativo: una sorta di “campus anglosassone” all’interno di un edificio ristrutturato che un tempo faceva parte della cittadella Piaggio. La fabbrica della più grande azienda europea di scooter, colpita come tante dalla crisi, è là davanti, con il suo ingresso austero. Pochi metri di strada dividono i due edifici, ma la distanza è ben altra. Di là, la produzione industriale di beni di consumo ormai in picchiata, di qua la produzione di idee che si materializzano in macchine utili per il futuro della società, dell’ambiente e della medicina. Dai robot per l’assistenza agli …