"Su cosa si fonda un partito", di Claudio Sardo
Un partito non si fonda su una regola, né su un emendamento. Non è vero neppure che il Pd si fondi sulle primarie, benché esse siano diventate un tratto distintivo della sua prassi democratica, del suo carattere partecipato, del proposito di spezzare l’autoreferenzialità di una politica peraltro divenuta impotente. Le fondamenta di un partito sono i valori comuni, l’idea di società, il desiderio di cambiamento, il progetto di governo, la «connessione sentimentale» (direbbe Antonio Gramsci) con quella parte di popolo che ne riconosce l’importanza, persino il legame di amicizia e di solidarietà. Il passaggio che oggi l’assemblea nazionale del Pd è chiamata ad affrontare è particolarmente insidioso. Perché, nel contesto di una crisi profonda del sistema-Paese, concentra lo scontro politico sulle forme. Certo che sono importanti le forme. Senza forme, senza regole, la politica non avrebbe alcuna speranza di recuperare una propria autonomia rispetto al dominio del mercato, della finanza, di chi detiene le grandi ricchezze, oltre che gli strumenti per farle circolare e quelli per condizionare la pubblica opinione. Ma le regole sono le …
