"L’effetto Cortina sulle entrate fiscali", di Massimo Giannini
C’è poco da fare: quello che manca all’Italia è il “circolo virtuoso”. Attilio Befera, capo di Equitalia e braccio operativo dell’Agenzia delle Entrate, lo ripete da tempo. E lo ribadisce anche in questi giorni, costellati da due opposti inconciliabili. A UNA parte c’è Mario Monti, che dice “il problema non è la differenza tra destra e sinistra, ma tra chi paga le tasse e chi le evade”. Dall’altra parte c’è Silvio Berlusconi, che urla “Equitalia pratica vere e proprie estorsioni”. In mezzo, c’è un abisso in cui precipitano tutti: gli onesti tartassati, che sopportano eroicamente una pressione fiscale ormai prossima al 45%, e i disonesti imboscati, che evadono ogni anno 260 miliardi di imposte. Così il “circolo virtuoso” fatica ad innescarsi, come lo stesso Befera ha spiegato pochi giorni fa ai parlamentari della Commissione finanze della Camera. Quel circolo «che porta, passo dopo passo, alla conquista di una cultura della legalità fiscale che troppo spesso è mancata nel Paese». «L’evasione, insieme alla corruzione, resta una grande piaga nazionale». Nel bunker di Via Cristoforo Colombo, sede …
