Anno: 2012

"L’insulto via web nuova arma antisemita", di Mario Pirani

Del fenomeno ce ne eravamo accorti ma senza avvertirne la pericolosità. Intendo riferirmi all’antisemitismo attraverso il Web, che ci sembrava ripercorrere sotto nuove forme il solito armamentario negazionista. Quel che era sfuggito ai più, noi compresi, era la potenza diffusiva esponenziale segnata dal passaggio dalla veste cartacea del messaggio antisemita a quella massmediatica. Il salto non è solo quantitativo, ma anche qualitativo. L’ingiuria e la calunnia contro gli ebrei negli immediati decenni postbellici avevano finito per essere considerati un atto biasimevole in sé, un gesto che i cittadini, anche i cattolici fedeli a una interpretazione veterotestamentaria, un tempo portatori dell’antica maledizione, ne avevano non solo rivisto il contenuto ideologico ma anche fatta propria la condanna formale. Persino il revisionismo fascista, ripensando al possibile percorso in fieri di una destra sociale democratica, premetteva ad ogni assunto, il respingimento dichiarato dei propri coinvolgimenti razzisti e antiebraici. La visita al Ghetto e al Gran rabbino era diventato un addentellato formale fisso per i nuovi leader della Destra nazionale. Ebbene con la scoperta e l’uso di massa del “cyberspazio” …

"L’insulto via web nuova arma antisemita", di Mario Pirani

Del fenomeno ce ne eravamo accorti ma senza avvertirne la pericolosità. Intendo riferirmi all’antisemitismo attraverso il Web, che ci sembrava ripercorrere sotto nuove forme il solito armamentario negazionista. Quel che era sfuggito ai più, noi compresi, era la potenza diffusiva esponenziale segnata dal passaggio dalla veste cartacea del messaggio antisemita a quella massmediatica. Il salto non è solo quantitativo, ma anche qualitativo. L’ingiuria e la calunnia contro gli ebrei negli immediati decenni postbellici avevano finito per essere considerati un atto biasimevole in sé, un gesto che i cittadini, anche i cattolici fedeli a una interpretazione veterotestamentaria, un tempo portatori dell’antica maledizione, ne avevano non solo rivisto il contenuto ideologico ma anche fatta propria la condanna formale. Persino il revisionismo fascista, ripensando al possibile percorso in fieri di una destra sociale democratica, premetteva ad ogni assunto, il respingimento dichiarato dei propri coinvolgimenti razzisti e antiebraici. La visita al Ghetto e al Gran rabbino era diventato un addentellato formale fisso per i nuovi leader della Destra nazionale. Ebbene con la scoperta e l’uso di massa del “cyberspazio” …

"Precari, mille euro sono un miraggio", di Flavia Amabile

Essere precari non significa soltanto non avere certezze sul futuro ma anche guadagnare molto meno nel presente. È l’Isfol a denunciarlo sottolineando che per i dipendenti a termine il salario nel 2011 è stato pari a 945 euro, appena un euro in più rispetto all’anno p’recedente e inferiore a mille euro. Rispetto al salario di un lavoratore fisso si tratta del 28% in meno: la media in quel caso è di 1313 euro al mese. La situazione non migliora molto con l’età: chi ha tra i 15 e i 24 anni guadagna 834 euro,. Ma chi ne ha tra i 35 e i 44 non porta molto di più a casa: 996 euro. Mentre quando si ha un lavoro fisso la differenza è molto più evidente: i più giovani guadagnano 926 euro ma con il passare degli anni si arriva quasi a 1500. Oltretutto «il divario risulta in crescita rispetto all’anno precedente (27,2%), come sottolinea il direttore generale dell’Isfol, Aviana Bulgarelli. I precari sono i più penalizzati, ammette l’Istituto. E questo avviene per diverse ragioni, …

"Precari, mille euro sono un miraggio", di Flavia Amabile

Essere precari non significa soltanto non avere certezze sul futuro ma anche guadagnare molto meno nel presente. È l’Isfol a denunciarlo sottolineando che per i dipendenti a termine il salario nel 2011 è stato pari a 945 euro, appena un euro in più rispetto all’anno p’recedente e inferiore a mille euro. Rispetto al salario di un lavoratore fisso si tratta del 28% in meno: la media in quel caso è di 1313 euro al mese. La situazione non migliora molto con l’età: chi ha tra i 15 e i 24 anni guadagna 834 euro,. Ma chi ne ha tra i 35 e i 44 non porta molto di più a casa: 996 euro. Mentre quando si ha un lavoro fisso la differenza è molto più evidente: i più giovani guadagnano 926 euro ma con il passare degli anni si arriva quasi a 1500. Oltretutto «il divario risulta in crescita rispetto all’anno precedente (27,2%), come sottolinea il direttore generale dell’Isfol, Aviana Bulgarelli. I precari sono i più penalizzati, ammette l’Istituto. E questo avviene per diverse ragioni, …

"Perché votare. Un dilemma italiano", di Ilvo Diamanti

Votare per scegliere chi governerà. Oppure scegliere chi governerà indipendentemente dal voto e dal risultato. Questo è il dilemma. mplificato dalle recenti dichiarazioni di Monti, che ha confermato l’intenzione di non candidarsi come premier, alle prossime elezioni. Ma non ha escluso l’ipotesi di «dare una mano, se fosse richiesto ». Per proseguire nell’impegno avviato da quasi un anno. Un messaggio raccolto, per primo, da Montezemolo. Che ha annunciato, infine, la sua “discesa in campo”. A sostegno di Monti. Con la convinta adesione di Casini e Fini. Che hanno proposto un “cartello elettorale”. Nel nome del Professore. Al quale, però, interessa presentarsi e agire – come premier al di sopra delle parti e dei partiti. Dunque, al di sopra e al di fuori della competizione elettorale. Investito dalla volontà di un’ampia maggioranza del Parlamento. L’idea, d’altronde, non piace neppure ai leader dei partiti maggiori, Pd e Pdl. Per non ridursi a svolgere un ruolo gregario. Non è, quindi, detto che la “disponibilità” annunciata da Monti si traduca in decisione. Ma il fatto stesso che l’ipotesi oggi …

"Perché votare. Un dilemma italiano", di Ilvo Diamanti

Votare per scegliere chi governerà. Oppure scegliere chi governerà indipendentemente dal voto e dal risultato. Questo è il dilemma. mplificato dalle recenti dichiarazioni di Monti, che ha confermato l’intenzione di non candidarsi come premier, alle prossime elezioni. Ma non ha escluso l’ipotesi di «dare una mano, se fosse richiesto ». Per proseguire nell’impegno avviato da quasi un anno. Un messaggio raccolto, per primo, da Montezemolo. Che ha annunciato, infine, la sua “discesa in campo”. A sostegno di Monti. Con la convinta adesione di Casini e Fini. Che hanno proposto un “cartello elettorale”. Nel nome del Professore. Al quale, però, interessa presentarsi e agire – come premier al di sopra delle parti e dei partiti. Dunque, al di sopra e al di fuori della competizione elettorale. Investito dalla volontà di un’ampia maggioranza del Parlamento. L’idea, d’altronde, non piace neppure ai leader dei partiti maggiori, Pd e Pdl. Per non ridursi a svolgere un ruolo gregario. Non è, quindi, detto che la “disponibilità” annunciata da Monti si traduca in decisione. Ma il fatto stesso che l’ipotesi oggi …

"Il Mausoleo della crudeltà", di Gian Antonio Stella

«Mai dormito tanto tranquillamente», scrisse Rodolfo Graziani in risposta a chi gli chiedeva se non avesse gli incubi dopo le mattanze che aveva ordinato, come quella di tutti i preti e i diaconi cristiani etiopi di Debra Libanos, fatti assassinare e sgozzare dalle truppe islamiche in divisa italiana. Dormono tranquilli anche quelli che hanno speso soldi pubblici per erigere in Ciociaria un sacrario a quel macellaio? Se è così non conoscono la storia. L’11 agosto scorso è stato inaugurato ad Affile (Roma) un sacrario «al Soldato M.llo d’Italia Rodolfo Graziani». L’opera è stata finanziata dalla Regione Lazio, con fondi in principio destinati al completamento del parco in cui l’opera è stata costruita, ed è costata circa 127 mila euro. Il deputato Pd Jean Leonard Touadi ha firmato una interrogazione parlamentare sull’opportunità della costruzione. Rimuovere il ricordo di un crimine, ha scritto Henry Bernard Levy, vuol dire commetterlo di nuovo: infatti il negazionismo «è, nel senso stretto, lo stadio supremo del genocidio». Ha ragione. È una vergogna che il comune di Affile, dalle parti di Subiaco, …