"L’insulto via web nuova arma antisemita", di Mario Pirani
Del fenomeno ce ne eravamo accorti ma senza avvertirne la pericolosità. Intendo riferirmi all’antisemitismo attraverso il Web, che ci sembrava ripercorrere sotto nuove forme il solito armamentario negazionista. Quel che era sfuggito ai più, noi compresi, era la potenza diffusiva esponenziale segnata dal passaggio dalla veste cartacea del messaggio antisemita a quella massmediatica. Il salto non è solo quantitativo, ma anche qualitativo. L’ingiuria e la calunnia contro gli ebrei negli immediati decenni postbellici avevano finito per essere considerati un atto biasimevole in sé, un gesto che i cittadini, anche i cattolici fedeli a una interpretazione veterotestamentaria, un tempo portatori dell’antica maledizione, ne avevano non solo rivisto il contenuto ideologico ma anche fatta propria la condanna formale. Persino il revisionismo fascista, ripensando al possibile percorso in fieri di una destra sociale democratica, premetteva ad ogni assunto, il respingimento dichiarato dei propri coinvolgimenti razzisti e antiebraici. La visita al Ghetto e al Gran rabbino era diventato un addentellato formale fisso per i nuovi leader della Destra nazionale. Ebbene con la scoperta e l’uso di massa del “cyberspazio” …
