Anno: 2012

"Varate le Linee guida per l’istruzione tecnica e professionale", da Tuttoscuola

A distanza di cinque anni dalla introduzione delle norme contenute nella legge 40 del 2007 (art. 13), volute al tempo dai ministri Fioroni e Bersani ma rimaste sinora sulla carta, si costituiscono sul territorio i Poli tecnico professionali. Lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali hanno raggiunto, dopo pochi mesi dall’entrata in vigore dell’articolo 52 della legge n.35/2012 (ex decreto ‘semplificazioni’) un’importante intesa sulla realizzazione delle misure che collegano le filiere formative con le filiere produttive: con un decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, condiviso con il Ministero del lavoro e politiche sociali, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia, sono state definite e approvate le linee guida che tracciano la mappa dei collegamenti tra aree economiche e professionali, filiere produttive, cluster tecnologici, aree tecnologiche, ambiti e figure degli I.T.S., gli indirizzi degli istituti tecnici e degli istituti professionali, i diplomi e le qualifiche professionali. A distanza di cinque anni dalla introduzione delle norme contenute nella legge 40 del 2007 (art. 13), volute al tempo dai ministri Fioroni e Bersani …

"Varate le Linee guida per l’istruzione tecnica e professionale", da Tuttoscuola

A distanza di cinque anni dalla introduzione delle norme contenute nella legge 40 del 2007 (art. 13), volute al tempo dai ministri Fioroni e Bersani ma rimaste sinora sulla carta, si costituiscono sul territorio i Poli tecnico professionali. Lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali hanno raggiunto, dopo pochi mesi dall’entrata in vigore dell’articolo 52 della legge n.35/2012 (ex decreto ‘semplificazioni’) un’importante intesa sulla realizzazione delle misure che collegano le filiere formative con le filiere produttive: con un decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, condiviso con il Ministero del lavoro e politiche sociali, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia, sono state definite e approvate le linee guida che tracciano la mappa dei collegamenti tra aree economiche e professionali, filiere produttive, cluster tecnologici, aree tecnologiche, ambiti e figure degli I.T.S., gli indirizzi degli istituti tecnici e degli istituti professionali, i diplomi e le qualifiche professionali. A distanza di cinque anni dalla introduzione delle norme contenute nella legge 40 del 2007 (art. 13), volute al tempo dai ministri Fioroni e Bersani …

"Se l'ora di religione rimane una trincea", di Mariapia Veladiano

Come si fa a non parlar di Dio a scuola? Far finta che non esista un credere che ha scosso la storia, disegnato le nazioni, spostato i confini, costruito cattedrali e pievi, riempito musei di opere d’arte. E poi ha dato speranza e suscitato l’azione di persone, popoli, per generazioni, ovunque, da sempre. Anche adesso. E poi, certo che è capitato, questo credere si è anche rovesciato in conflitti, ordalie atroci, fanatismi devastanti. E bisogna saperlo perché non capiti più, così si dice sempre, tutti d’accordo. Fin qui d’accordo. Poi comincia la guerra. Su come parlare di questa immensità che si declina in infiniti personalissimi modi di far propria una speranza così assoluta da non potersi quasi dire e che pure si deve dire. La via italiana al parlar di Dio a scuola è limpidamente inesemplare. L’attuale status dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) è formalmente ineccepibile.Ha da anni un suo corretto profilo culturale, dei programmi non confessionali che guardano al cristianesimo come fenomeno religioso fondante per la nostra storia e società, ha suoi obiettivi di …

"Se l'ora di religione rimane una trincea", di Mariapia Veladiano

Come si fa a non parlar di Dio a scuola? Far finta che non esista un credere che ha scosso la storia, disegnato le nazioni, spostato i confini, costruito cattedrali e pievi, riempito musei di opere d’arte. E poi ha dato speranza e suscitato l’azione di persone, popoli, per generazioni, ovunque, da sempre. Anche adesso. E poi, certo che è capitato, questo credere si è anche rovesciato in conflitti, ordalie atroci, fanatismi devastanti. E bisogna saperlo perché non capiti più, così si dice sempre, tutti d’accordo. Fin qui d’accordo. Poi comincia la guerra. Su come parlare di questa immensità che si declina in infiniti personalissimi modi di far propria una speranza così assoluta da non potersi quasi dire e che pure si deve dire. La via italiana al parlar di Dio a scuola è limpidamente inesemplare. L’attuale status dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) è formalmente ineccepibile.Ha da anni un suo corretto profilo culturale, dei programmi non confessionali che guardano al cristianesimo come fenomeno religioso fondante per la nostra storia e società, ha suoi obiettivi di …

"Ecco il piano del Miur per rendere le scuole più multiculturali", di Flavia Amabile

E’ sul sito del Miur dal 4 settembre scorso la bozza del documento del Miur che anticipa le frasi di questi giorni del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo sull’ora di religione nelle scuole. Ecco il link: http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot5559_12 Contiene un’apertura alla multiculturalità che si estende all’intero percorso scolastico e non èi limitata all’ora di religione. Le novità dovrebbero essere introdotte nelle scuole a partire già dal prossimo anno se il parere del Consiglio di Stato arriverà in tempo. E’ un documento predisposto nei mesi scorsi – mesi di gestione del ministro Profumo che con correttezza l’ha sottoposto a diversi soggetti, a partire dalla Cei. Si tratta di un documento corposo ma da cui emergono alcuni punti principali. – La scuola è il luogo dell’esercizio e della garanzia dei diritti costituzionali, ne sono citatI esplicitamente alcuni come: la libertà di religione, il dovere di contribuire concretamente alla qualità di vita della società – La scuola deve prevedere percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi degli allievi. Particolare attenzione va rivolta agli alunni con cittadinanza non italiana che …

"Ecco il piano del Miur per rendere le scuole più multiculturali", di Flavia Amabile

E’ sul sito del Miur dal 4 settembre scorso la bozza del documento del Miur che anticipa le frasi di questi giorni del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo sull’ora di religione nelle scuole. Ecco il link: http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot5559_12 Contiene un’apertura alla multiculturalità che si estende all’intero percorso scolastico e non èi limitata all’ora di religione. Le novità dovrebbero essere introdotte nelle scuole a partire già dal prossimo anno se il parere del Consiglio di Stato arriverà in tempo. E’ un documento predisposto nei mesi scorsi – mesi di gestione del ministro Profumo che con correttezza l’ha sottoposto a diversi soggetti, a partire dalla Cei. Si tratta di un documento corposo ma da cui emergono alcuni punti principali. – La scuola è il luogo dell’esercizio e della garanzia dei diritti costituzionali, ne sono citatI esplicitamente alcuni come: la libertà di religione, il dovere di contribuire concretamente alla qualità di vita della società – La scuola deve prevedere percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi degli allievi. Particolare attenzione va rivolta agli alunni con cittadinanza non italiana che …

"Atene, la protesta torna in piazza ma negli occhi dei lavoratori c’è un anno in più di sacrifici", di Adriano Sofri

La notizia che ha fatto il giro del mondo è che ad Atene ci sono stati violenti scontri fra dimostranti e agenti antisommossa e devastazioni. Le fotografie che hanno fatto il giro del mondo mostrano per lo più le fiammate delle bottiglie molotov lanciate contro la polizia. Nessuna fotografia è “bella” come quella in cui le fiamme, e sembrano ingoiare le persone. Siccome le fiamme che divampano dallo stoppaccio di una bottiglia si assomigliano come, per così dire, gocce d’acqua, scoprirete facilmente su Google che le fotografie dello sciopero generale greco dell’ottobre dell’anno scorso sono pressoché identiche alle fotografie di ieri. Anche le facce delle persone (e gli striscioni e le parole d’ordine) si assomigliano abbastanza, ma non altrettanto, e le loro fotografie, se sono meno “belle” del fuoco, sanno dire che cosa è passato loro addosso in un anno. Un salario ridotto allora di un terzo che ora è più che dimezzato, un posto di lavoro perduto, un’umiliazione e una volontà di riscatto che hanno avuto il tempo di maturare. Le facce però sono …