Anno: 2012

Bersani: «Noi siamo zombie? Sfidiamo i fascisti del web», di Simone Collini

Bersani apre la Festa nazionale di Reggio Emilia e sfida Grillo: «Ci dicono zombie? È un linguaggio fascista. Invece di offenderci sul web vengano qui a dirlo». Sul piano Monti per la crescita il leader Pd sostiene che vanno bene gli impegni ma «ora serve più concretezza». E sulla legge elettorale: cambiare il Porcellum è possibile. Verso il 2013 c’è bisogno di una «scossa civica» perché il Paese ha bisogno dei riformisti per battere la destra. «In un momento difficile come questo bisogna che tra le persone ci sia un po’ di fiducia. Ma la fiducia viene dalla concretezza». Pier Luigi Bersani arriva a Reggio Emilia all’indomani del Consiglio dei ministri dedicato alla crescita. Sorride, il leader del Pd, mentre sotto un sole che non concede tregua taglia il nastro tricolore e dà il via alla Festa nazionale del suo partito. Ma, scattati i flash delle macchine fotografiche, il ragionamento che svolge presenta più ombre che luci. Dice che la riunione di venerdì a Palazzo Chigi è stata «più di intenzioni che di decisioni». Alcune …

"Il deficit di democrazia fa danni come il debito", di Guido Rossi

Il debito pubblico, in questo momento storico, coinvolge in tutti i Paesi occidentali il problema della “democrazia”. Ai cittadini sconcertati e impauriti dalle continue e contraddittorie dichiarazioni e decisioni sul debito pubblico, sull’influenza che quello degli altri Paesi può avere sul nostro, sui comportamenti altalenanti dei mercati, si pone drammaticamente ora un problema ancor più grave e finora sottovalutato. Ovvero se debbano essere ridiscussi completamente la democrazia come sistema e i diritti dei cittadini, le loro disuguaglianze, le caratteristiche della società in cui sono destinati a vivere. Il debito pubblico è invece un problema che riguarda soprattutto i suoi creditori, i cui interessi molto spesso, e in questo frangente quasi mai, non coincidono con quelli dei cittadini. L’equilibrio tra debito e democrazia è peraltro assai difficilmente raggiungibile. Ed è per questa ragione che quando il mercato del debito diventa despota quell’equilibrio viene infranto, a tutto danno della stragrande maggioranza dei cittadini, ed a vantaggio di quell’uno o poco più per cento che “si mangia” quasi tutta la ricchezza nazionale. Il sistema democratico non è quasi …

"La corsa con regole ingiuste per diventare professori", di Eugenio Mazzarella

Sono uscite le mediane per l’accesso alle abilitazioni nazionali a professore universitario per i settori umanistici, non bibliometrici, come si dice, dopo che a Ferragosto erano uscite quelle per i settori «scientifici», bibliometrici per definizione secondo Miur e Anvur. Fosse vivo,T.S. Eliot oggi scriverebbe che non è aprile il più crudele dei mesi, ma per i professori universitari agosto, con i suoi colpi di sole. Se le mediane per i settori non umanistici, bibliometrici, già evidenziavano l’irragionevolezza del criterio delle mediane per accedere all’abilitazione, sia per entrare nelle liste degli aspiranti commissari, sia per presentarsi come candidati, con le mediane per gli umanisti siamo al paradosso. Ne emerge la seguente situazione di fondo. I valori mediani di produttività negli ultimi dieci anni risultano del tutto disparati tra settori concorsuali: per le monografie da 0 a 4, per articoli su riviste e capitoli di libri da 9 a 28, per i famigerati articoli su riviste di fascia A, di eccellenza per così dire (eccellenza la cui determinazione è del tutto opinabile e in alcuni casi veramente …

"Concorso riservato agli abilitati. La procedura sarà gestita con la legge del 1998: è rimasta inattuata la delega di riordino", di Claudio Tucci

Un concorso che avverrà con le regole pre-Fioroni e sarà sicuramente riservato agli abilitati (sia i circa 165mila iscritti nelle graduatorie a esaurimento, sia gli altri 20 mila docenti abilitati ma non inseriti nelle Gae, graduatorie a esaurimento). Anche se non è escluso che nelle prossime ore arrivino alcune “eccezioni”. Fortemente richieste dai partiti. Il Pdl, ha spiegato la responsabile scuola Elena Centemero, punta a ottenere la possibilità di far partecipare “con riserva” al concorso per 1L892 cattedre, annunciato ieri dal ministero dell’Istruzione (Miur), anche i 2omila laureati che saranno ammessi a frequentare i Tfa, i Tirocini annuali abilitanti all’insegnamento a medie e superiori, che ora hanno terminato, tra le polemiche, le prove pre-selettive. C’è poi la responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi, che ha invitato il Miur a chiarire subito le procedure del concorso ed evitare scelte che potrebbero creare solo nuovo precariato. Mentre si attende ancora solo il parere del Cun per conoscere la sorte dei docenti (non abilitati) con 36 mesi di servizio per i quali è allo studio un canale abilitativo …

"Levi, il maestro dei premi Nobel" di Pietro Greco

Il 13 agosto 1912, cento anni fa, a Torino nasceva Salvatore Luria. Per le sue ricerche sui virus vincerà il premio Nobel per la medicina nel 1969. Primo dei «tre torinesi» che in meno di 15 anni saranno laureati a Stoccolma. Luria precede, infatti, Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975 per le sue ricerche sui virus oncogeni, e Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta del fattori di crescita (Ngf) del sistema nervoso. Salvatore Luria condivide con Renato Dulbecco e con Rita Levi Montalcini tre elementi che molto spesso caratterizzano la scienza italiana. Il primo è la ricerca di punta – la ricerca da Nobel – realizzata all’estero: elemento che caratterizza tutti i Nobel italiani nel dopoguerra. I «tre torinesi» effettuano i loro studi da Nobel tutti negli Stati Uniti. Ma realizzano all’estero le ricerche per cui saranno premiati anche i fisici Emilio Segré (Nobel nel 1959), Carlo Rubbia (1984), Riccardo Giacconi (2002); l’economista Franco Modigliani (Nobel nel 1985) e il genetista Mario Capecchi (Nobel 2007). …

Giustizia, la Severino accelera "Anticorruzione inderogabile l´Europa ci chiede norme più dure", di Liana Milella

Le misure anti-corruzione? «Inderogabili e imprescindibili. Sono la chiave di volta per garantire la crescita del Paese. E poi ce le chiede l´Europa, e non possiamo certo fingere indifferenza e attendere ancora». L´ha detto tante volte Paola Severino. E l´ha ripetuto ancora durante il consiglio dei ministri di venerdì. E anche ieri, con chi le chiedeva la sua opinione sulla legge contro i corrotti in attesa ormai dalla primavera 2010, ripeteva la stessa frase. Convinta com´è che «la legge debba essere approvata il prima possibile», con corsia preferenziale su tutto il resto. Con la fiducia com´è già accaduto alla Camera, se è necessario per spezzare una melina che dura ormai da troppo tempo. È un´eredità pesante del governo Berlusconi questo ddl anti-corruzione. Originariamente firmato dall´ex Guardasigilli Angelino Alfano, oggi segretario di quello stesso Pdl che mette di continuo ostacoli al via libera definitivo. L´ultimo, al Senato, è consentire una sola seduta a settimana nelle commissioni. L´attuale ministro della Giustizia, invece, non ha dubbi. Norme anti-corruzione, misure per una detenzione giusta, strumenti per ridurre l´arretrato civile. …

"Qual è l’agenda Monti?", di Claudio Sardo

Non mancano buoni propositi nel documento «Obiettivo crescita», sfornato l’altra sera dal consiglio dei ministri, al termine di una lunga seduta apparsa ad alcuni più simile a un seminario di studi che non a un vera riunione deliberativa. Sicuramente il migliore dei propositi è porre in cima alle priorità del Paese il tema del sostegno a un nuovo sviluppo. Quella italiana è drammaticamente l’economia con le prestazioni peggiori dell’ultimo decennio in tutto l’Occidente. Le conseguenze sociali della crisi allargano sempre più l’area della povertà. E colpiscono i ceti medi, persino alcuni dei settori più dinamici dell’impresa, consumando così opportunità di futuro. Nessuna politica anticiclica è stata fin qui messa in campo nella lunga recessione seguita al tracollo finanziario del 2007. Occorre dunque agire. Cambiare la rotta. E occorre farlo subito. Nessuna emergenza sul fronte dello spread può ormai legittimare rinvii o politiche dei due tempi: l’emergenza dell’economia reale e quella sociale vanno affrontate con una determinazione che finora è mancata. Altrimenti crolleranno i presupposti per reagire domani a qualunque spread, e forse anche a difendere …