Anno: 2012

Parlamentari PD: “Gli impegni saranno rispettati. I fondi del finanziamento andranno alle popolazioni terremotate”

Dichiarazione congiunta dei deputati e dei senatori del PD dell’Emilia-Romagna in merito alla destinazione alle popolazioni emiliano-romagnole colpite dal sisma delle risorse provenienti dal risparmio del finanziamento ai partiti. “L’impegno che abbiamo assunto con i terremotati destinando loro le risorse risparmiate sul finanziamento dei partiti nel 2012 e nel 2013 con il taglio dei rimborsi elettorali (160 milioni in totale) sarà assolutamente rispettato dal Partito Democratico. E’ del tutto destituita di fondamento dunque la notizia secondo la quale si sarebbe manifestata una volontà diversa da quella sancita dal voto palese e convinto dei deputati al disegno di legge che contiene questo provvedimento. Dopo il voto alla Camera il disegno di legge è ora al Senato che lo approverà rispettando i tempi (10 luglio) e gli impegni assunti”. E’ quanto dichiarano i deputati e i senatori del Partito democratico dell’Emilia-Romagna al termine di una riunione di lavoro conclusiva sul decreto sulla normativa antisismica e che contiene il pacchetto di misure destinate appunto alle zone terremotate dai Comuni alle aziende, dai beni artistici e architettonici alle scuole. …

Sisma: Ghizzoni, Commissione cultura in missione nelle aree terremotate

Lunedì 2 luglio una delegazione della Commissione Cultura della camera, presieduta dall’On. Manuela Ghizzoni (PD), si recherà in missione nelle aree terremotate dell’Emilia e della Lombardia. “Stiamo lavorando intensamente per apportare modifiche migliorative al decreto presentato dal governo, ma – ha spiegato la Presidente della Commissione Cultura – affinché il la commissione possa dare un apporto legato alle reali esigenze delle regioni coinvolte, è necessario avere la capacità di vedere ed ascoltare chi di quei luoghi vive la drammatica realtà e le contraddizioni quotidiane. Insieme ai deputati Emerenzio Barbieri (PdL), Enzo Carra (UdC), Paola Goisis (LN), Fabio Granata (FLI), incontreremo i rappresentanti delle istituzioni delle province di Modena e Mantova; degli uffici scolastici provinciali, per avere una relazione dettagliata sullo stato degli edifici e sulla reale possibilità di ripresa dell’attività scolastica; delle direzioni dei Beni Culturali, per comprendere l’entità delle esigenze di potenziamento del personale e l’ammontare dei danni al patrimonio artistico e culturale dell’area. Le polemiche sulla destinazione ai terremotati dei finanziamenti ai partiti non possono avere ragion d’essere: la politica e le istituzioni …

"«Lasciate le tendopoli È l'ora della normalità» Finale, l'ordine del sindaco. Protestano gli sfollati", di Francesco Alberti

È bastato l’annuncio per surriscaldare gli animi. Figuriamoci cosa potrà succedere oggi quando i messi comunali si presenteranno nei campi degli sfollati, tenda per tenda, dando comunicazione dell’ordinanza, firmata dal sindaco Fernando Ferioli, che impone «ai non residenti a Finale Emilia, la cui abitazione è agibile, di far ritorno al più presto nelle loro case». Sono 4 mila gli sfollati in questo paese del Modenese, epicentro della prima scossa (quella del 20 maggio, 5.9 di magnitudo) che ha distrutto il centro storico, azzerato la trecentesca Torre dei Modenesi, il Castello e tutte le chiese, mettendo in ginocchio aziende e negozi. «È un passo delicato, me ne rendo conto, qualcuno si è già arrabbiato, per fortuna in maniera civile — afferma il sindaco Ferioli —, ma è indispensabile reagire se vogliamo incamminarci verso una graduale normalità». L’ordinanza è rivolta a coloro che hanno abbandonato le loro case, unendosi a parenti o amici ospitati nelle tendopoli di Finale. «Dagli accertamenti effettuati — prosegue Ferioli — è emerso che le abitazioni di molte di queste famiglie sono perfettamente …

"Lavoro, la riforma è legge. La Camera dà il via libera", di Massimo Franchi

Sei mesi di polemiche, trattative, colpi di mano, «paccate», frenate e accelerazioni. Sei mesi di Elsa Fornero. Perché se le riforme portano spesso il nome dei loro ministri, questa lo farà in particolare. Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro votato ieri definitivamente dalla Camera è legge. Era nato a gennaio con la trattativa a zig zag con le parti sociali, era diventato disegno di legge il 4 aprile dopo essere stato licenziato «salvo modifiche» dal Consiglio dei ministri. Dopo quasi altri tre mesi viene approvato con poche, ma significative modifiche. Cambia dunque il mercato del lavoro in Italia, cambiano gli ammortizzatori sociali, la flessibilità in entrata e in uscita. E proprio ad evitare una eccessiva personalizzazione, la ministra ieri è rimasta quasi silente. Nell’aula della Camera tutti gli occhi erano per lei. Ha assistito imperterrita alle dichiarazioni di voto, sempre scortata nella fila di scranni inferiori riservata al governo dal viceministro Michel Martone. MINISTRA IMPERTERRITA La ministra non ha dato segni di contrarietà neanche davanti alle parole al vetriolo di Antonio …

Se la violenza è di stato", di Alessio Postiglione

La qualità democratica di un sistema politico è data soprattutto dai limiti all’esercizio della “violenza legittima”, come la definiva Max Weber, attraverso cui lo stato esercita la sovranità. Il processo relativo al caso di Federico Aldrovandi, da poco conclusosi con una sentenza di condanna per quattro poliziotti, ci interroga sullo stato di salute democratica del nostro Paese. In Italia, prevale o no la violenza legittima? Fra presunte trattative statomafia e stragi di stato, è indubbio che non ce la passiamo molto bene. La sensazione è che la violenza illegittima di stato sia per noi una patologia recidiva dalla quale non riusciamo a guarire. Per curarci, avremmo bisogno di individuare la malattia con franchezza, di parlarne e capire cosa la generi. Operano, invece, pericolosi meccanismi di rimozione psicanalitica. Lo dimostrano gli insabbiamenti e le reticenze che hanno riguardato il caso Aldrovandi, per i quali c’è un processo in corso. Il silenzio, infatti, è l’epifenomeno della negazione che ci accompagna oggi come all’epoca della mattanza alla caserma di Bolzaneto o della morte di Stefano Cucchi. Facciamo finta …

"Chiedo asilo", di Maria Novella De Luca

Aumentano i bambini, diminuiscono le scuole. Cresce la voglia di istruzione, scompaiono gli insegnanti. Sembra un paradosso invece è così. Ovunque. In tutta Italia, al Nord come al Sud. Migliaia di piccoli allievi tra i 3 e i 5 anni rischiano dal prossimo autunno di non poter frequentare la scuola dell’infanzia. Chiedo asilo. Ma anche aule, giochi, colori, amici, favole. Le liste d’attesa scoppiano. Sono già oltre trentamila i bambini senza posto. Che resteranno a casa. Davanti alla Tv. O peggio, per strada. A Bologna come a Napoli si scopre che la materna non è più un diritto. Per un insieme di ragioni che rischiano di stritolare, dopo le primarie e le secondarie, anche la scuola dei più piccoli. Quegli asili spesso orgoglio e vanto dell’istruzione d’infanzia, frequentati negli ultimi anni da oltre il 90% dei bambini italiani, un record assoluto che ci mette ai primi posti in Europa. E invece anno dopo anno l’offerta si assottiglia, proprio adesso che la demografia è tornata a crescere, e i figli ricominciano a nascere, soprattutto nelle regioni …

Senato federale, Pdl vota sì «Per un piatto di lenticchie»

Sì all’emendamento della Lega che prevede l’introduzione del Senato Federale: 271 membri, di cui 21 rappresentanti delle regioni. Rotto il patto di maggioranza, Pdl vota a favore. Pd: Lega venduta per un piatto di lenticchie. Con i voti favorevoli di Pdl e Lega, l’Aula del Senato ha approvato l’emendamento alle riforme costituzionali della Lega, a prima firma Roberto Calderoli, che prevede un Senato federale composto da 250 senatori e 21 rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. I sì sono stati 153, i no 136, 5 gli astenuti. Salta quindi la composizione del Senato prevista dal testo uscito dalla commissione Affari Costituzionali che prevedeva un taglio da 315 a 254, quattro dei quali eletti all’estero. I rappresentanti delle regioni, prevede la norma leghista approvata, «non sono membri del Parlamento e non ricevono la relativa indennità e ad essi si applica tuttavia il primo comma dell’articolo 68 della Costituzione» che stabilisce che i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro …