"Cosa chiediamo alla Germania", di Ezio Mauro
Vista dall’Italia, l’opinione pubblica tedesca sembra credere che la crisi economico-finanziaria stia attaccando gli Stati sovrani dell’area mediterranea, risparmiando il cuore virtuoso dell’Europa più forte. Io credo invece che la prospettiva sia sbagliata e soprattutto che la verità sia più allarmante. L’attacco è all’Europa stessa attraverso la sua periferia più debole: è alla moneta come strumento e simbolo dell’unità del continente, e dunque è a tutto il processo politico, storico e culturale di costruzione europea che ha evitato conflitti per quasi settant’anni. Vista dalla Germania, immagino che l’Italia sembri un problema troppo complicato per provare a risolverlo, e troppo serio per essere ignorato. Conviene dunque lasciare che gli italiani vengano a capo dei loro guai, fissando soltanto i binari su cui deve correre il Paese se vuole salvarsi, e la stazione d’arrivo. Nient’altro. Sorprendentemente, come sa il cancelliere Merkel, gli italiani ci stanno provando. Mario Monti ha recuperato credibilità e fiducia al Paese, lo ha schiodato dal livello del pregiudizio dov’era precipitato, non ha chiesto sconti e ha imposto misure molto dure. I cittadini si …
