Anno: 2012

"Il complotto del petrolio per negare l´allarme clima", di Federico Rampini

Ha entrate annue che sfiorano il mezzo “triliardo” (quasi 500 miliardi di dollari), superiori alla maggior parte degli Stati-nazione del pianeta. Le agenzie di rating le danno un voto di solvibilità superiore al Tesoro degli Stati Uniti. Per gli ultimi 60 anni è stata quasi sempre la multinazionale con più profitti e con il massimo valore in Borsa (solo di recente sorpassata da Apple). È soprattutto «un´entità sovrana indipendente, che tratta gli Stati Uniti da potenza a potenza, ha la sua politica estera autonoma, e un´organizzazione interna simile a quella di un grande apparato militare». È la Exxon, la compagnia petrolifera più grande di tutti i tempi e l´avversaria implacabile delle riforme ambientaliste. Un colosso capace di esercitare un potere di veto non solo sui governi del Terzo mondo, non solo sul Congresso di Washington, ma perfino sulla scienza. La rivelazione contenuta in una grande inchiesta americana è proprio questa: il ruolo sistematico del gruppo petrolifero nel falsificare per anni la scienza sul cambiamento climatico, finanziare ogni sorta di teorie negazioniste, influenzando l´opinione pubblica e …

"Cosa la Francia insegna all'Italia" di Pierluigi Castagnetti

Ormai archiviato il dibattito televisivo fra i due candidati con un sostanziale pareggio, a François Hollande non resta che attendere il risultato delle elezioni domenica sera, che dovrebbe confermare il vantaggio che tutti i sondaggisti gli attribuiscono. Visto da vicino questo rush finale della campagna elettorale francese consente di registrare similitudini e diversità con il clima politico italiano. La più grande somiglianza riguarda le connotazioni delle due posizioni politiche che si contrappongono: da un lato l’arroganza di una destra che, smentendo i primi passi bipartisan del mandato presidenziale caratterizzati dalla nomina di gruppi di lavoro che vedevano il coinvolgimento di esperti vicini alla sinistra, si è ben presto caratterizzata per una strategia di divisione del Paese. Sarkozy è stato un presidente arrogante, provocatore e divisivo sino agli ultimi giorni del mandato, basti pensare alla manifestazione del 1˚ maggio organizzata al Trocadero in competizione con quella dei sindacati, in un primo tempo definita la «festa dei veri lavoratori» e ben presto corretta con una dicitura meno provocatoria «la vera festa dei lavoratori». Una prova di forza …

"Di cosa parliamo quando parliamo di autonomia scolastica" di Giovanni Bachelet

Caro Serra, numerosi suoi lettori e nostri elettori, dopo aver letto sul Venerdì la lettera dell’insegnante precario di Milano Francesco Rossi e la sua risposta, mi hanno coperto di insulti, indignati con il mio partito. Anch’io, al loro posto, lo avrei fatto. Erano infatti convinti che il Pd, contribuendo all’approvazione della legge 953 alla Camera, avesse ridimensionato la scuola pubblica e favorito la scuola privata o confessionale. Per fermare il diluvio di improperi vorrei, con il suo aiuto, segnalare al lettore milanese che non la legge 953 in discussione alla Camera, bensì leggi regionali della (oggi disastrata) giunta lombarda sostengono con il buono scuola le private o tendono a privatizzare le scuole statali proponendo forme di chiamata diretta dei docenti; e che il Pd è talmente in disaccordo da aver di recente, alla Camera, fatto un’interrogazione al ministro sulla costituzionalità di un simile reclutamento (il primo firmatario sono io). Vorrei pure segnalare che le frasi e il titolo stesso della legge 953 citati nella sua risposta non si trovano (più) nel testo attualmente in discussione; …

"Il fisco e il disonore", di Michele Serra

Guai a chi soffia sul fuoco. Ma qualcosa di sbagliato, e forse di guasto, tra i cittadini e il Fisco, deve pure esserci, se negli ultimi mesi Equitalia è diventata un nemico da colpire o addirittura una trincea dove immolarsi. Perché non c´è nesso politico né etico tra i gesti di terrorismo vigliacco (i pacchi bomba), il suicidio “esemplare” davanti all´esattoria di Bologna e la pazzesca irruzione di ieri a Romano di Lombardia, in punta di fucile. Sono atti diversi compiuti con intenzioni diverse da persone diversissime. Ma c´è un fin troppo evidente nesso simbolico, con l´agenzia di riscossione che campeggia sullo sfondo di troppe speculazioni elettorali, ma anche di troppe rovine personali. Mai dimenticare che molti dei recenti suicidi di “imprenditori” (generica parola che comprende anche moltitudini di lavoratori in proprio) hanno la disperata qualità del disonore che il debitore sente gravare su di sé. Non riuscire più a pagare gli operai, non riuscire più a pagare le tasse è forse un vanto per i furbi e per i leggeri, ma è un peso …

Tesoro: "Nessun dramma Imu 200 euro sulla prima abitazione e il 30% dei proprietari è esente", di Roberto Petrini

Ecco quanto si paga: con 2 figli costerà meno della vecchia Ici. Il sottosegretario Ceriani: “Era un´anomalia non pagare più l´Ici” Ma le aliquote possono ancora salire. Controffensiva del governo dopo le critiche: “L´Italia è tra i Paesi con la più bassa tassazione immobiliare”. Controffensiva del ministero del Tesoro sul caso Imu. A poco più di un mese dal fatidico 18 giugno quando si pagherà la prima rata e di fronte alla minaccia di «rivolta fiscale» della Lega «l´uomo del fisco» di Via Venti Settembre, il sottosegretario all´Economia Vieri Ceriani, replica con numeri e tabelle. «Il 30 per cento dei proprietari di prime case sarà esente dall´Imu mentre il restante 70 per cento pagherà in media 200 euro», ha dichiarato ieri in un breve incontro con la stampa. DIFFERENZE IMPERCETTIBILI Ma dalle tabelle diffuse in serata emerge anche un altro aspetto: nel confronto tra la vecchia Ici, eliminata da Berlusconi nel 2008, mossa definita un errore da Monti nei giorni scorsi, e la nuova Imu, le differenze sono impercettibili. Se si confrontano le due tasse, …

"L'inversione di ruoli in Europa", di Luigi La Spina

L’Europa della moneta unica cerca di cambiare volto. Per la prima volta dall’inizio del secolo, cioè dalla fondazione, potrebbe modificare il suo profilo arcigno, quello di chi chiede ai cittadini del continente solo tagli e sacrifici, quello che suscita proteste di massa come a Barcellona ieri, e mostrare, invece, la faccia benigna dell’unica istituzione in grado di assicurare l’araba fenice dei nostri tempi, la crescita. Così, se nei prossimi mesi si realizzassero davvero le premesse e le promesse che si annunciano in questi giorni, si potrebbe avviare una significativa inversione dei fondamentali compiti nelle funzioni tra l’Europa e gli stati nazionali: alla prima la responsabilità della spesa, ai secondi la guardia dei bilanci. Gli italiani non hanno certo dimenticato il biglietto da visita con cui l’euro si presentò, quello dei famosi «parametri di Maastricht» da rispettare, con il relativo prezzo. Una parola che, anche negli anni che seguirono all’introduzione della moneta unica, divenne sempre associata all’Europa: tassa. Quella che pagammo per entrare subito nell’euro e che ci fu imposta da tutte le manovre finanziarie varate …

"Se la democrazia sa autocorreggersi", di Nadia Urbinati

Se si vuole procedere alla cura della democrazia dei partiti occorre leggere i fondamenti della legittimità democratica non in astratto, ma nel contesto della crisi della rappresentanza. Ora, la rappresentanza elettorale è la fonte principale e insostituibile di legittimità, ma non è la sola. Altre istituzioni si sono col tempo mostrate essenziali e in qualche modo supplementari rispetto alle elezioni. Lo scopo di chi si preoccupa della cura dovrebbe essere quello di immaginare le istituzioni o gli interventi di riforma che meglio possano contribuire a riportare la fiducia nella democrazia. La quale, se guardiamo alla sua storia, è un interessante caso di permanente sperimentazione e creazione di strategie, regole e istituzioni volte a risolvere problemi che lo stesso processo democratico di decisione genera. Insomma la democrazia è un sistema in perenne movimento, capace, se così si può dire, di riaggiustare se stessa in corsa. Per questa sua connaturata elasticità è stata capace di resistere con successo alle sfide e di rinascere dopo tragiche cadute. La democrazia moderna ha fino ad ora avuto tre fasi di …