Anno: 2012

"Produzione industriale a febbraio rosso del 6,8%", di Tonia Mastrobuoni

A febbraio la produzione industriale è crollata del 6,8 per cento rispetto a un anno fa. È il sesto calo consecutivo su base tendenziale (anno su anno) ed è il dato più negativo da novembre del 2009. Ma anche rispetto al mese precedente uno dei principali termometri dell’economia italiana ha subito una flessione dello 0,7 per cento, fa sapere l’Istat. Tra dicembre e febbraio il calo è stato dunque dell’1 per cento mentre a gennaio e febbraio la produzione industriale ha totalizzato una contrazione del 5,7 per cento rispetto agli sessi mesi del 2011. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha commentato il dato sottolineando che «dobbiamo rimettere in moto la crescita e battere le previsioni. È necessario fare in modo che l’Italia esca dalla recessione prima di ciò che indicano enti di ricerca e istituzioni». Per il ministro va affrontato con particolare impegno «un disagio sociale di grandissima serietà. E non parliamo solo dei disoccupati ma anche degli inoccupati, dei cassintegrati e dei sotto-occupati». Confindustria ha reagito al dato Istat con le consuete previsioni …

"Non sarà solo colpa dei partiti", di Stefano Menichini

Di chi sarà stata la responsabilità, se andrà a finire come cominciano a ipotizzare i sondaggisti (Paolo Natale oggi su Europa), cioè con un movimento irriducibile a qualsiasi logica di governo che schizza oltre il 10 per cento, e in generale un’area di vario estremismo che sale oltre il 25 per cento? Conosco la risposta più gettonata. È la più facile. Sarà stata colpa dei partiti: incapaci di autoriformarsi, di emendarsi degli errori e degli orrori commessi coi soldi pubblici, di ritrovare sintonia con un paese esausto e arrabbiato. Non è una risposta soddisfacente. È solo una parte della verità. Anzi, non è neanche del tutto vera. La prima parziale riforma del finanziamento pubblico che i giornali hanno definito con tono liquidatorio «al ribasso» impedirebbe già da sola, da subito, il ripetersi dei casi Lusi e Belsito. In più, si inquadra in un progetto che richiede un tempo minimo per introdurre una novità assoluta nella storia repubblicana: lo status giuridico dei partiti; l’introduzione di regole di trasparenza, democrazia e controllo là dove regnano da decenni …

"Norme sui rimborsi, la Camera frena. A rischio il rinvio dei cento milioni", di Monica Guerzoni

Il piccolo vascello della riforma dei partiti si è già incagliato. Una manciata di ore dopo l’approvazione della bozza da parte dei leader dei partiti, l’emendamento con le norme sulla trasparenza dei bilanci è stato dichiarato inammissibile dal presidente della Camera Gianfranco Fini. A sera, sia pure dopo una giornata travagliata, la riforma ha ripreso il suo viaggio. Ma ora il rischio è che salti l’impegno dei leader a far slittare l’ultima tranche dei rimborsi elettorali. Il problema non è tanto il contenuto, quanto lo strumento che Pd, Pdl e Terzo polo hanno scelto per affrontare l’iter parlamentare. L’idea di accelerarne l’approvazione agganciando il provvedimento al decreto semplificazioni fiscali, in discussione alla commissione Finanze della Camera, è stata stoppata da Lega, Idv e Radicali. Ma poi anche Fini, che ha esaminato il caso nel pomeriggio, ha dovuto prendere atto della estraneità dell’emendamento alla materia del decreto e della mancanza dell’unanimità da parte dei gruppi. E così ha scritto al relatore Giorgio Conte e gli ha comunicato la bocciatura. Decisione non semplice, alla quale il presidente …

"Finanziamenti pubblici", di Vincenzo Cerulli Irelli

Le notizie che provengono in questi giorni da fatti di malfunzionamento della finanza dei partiti, sprechi, assenza di controlli, spesso distorsioni delle spese da quelle attinenti l’attività politica, hanno messo in allarme l’opinione pubblica e rendono necessario da parte delle forze politiche un rapido e incisivo intervento di riforma. Si deve aver chiaro che la legge attualmente vigente, adottata nel 1999 e modificata nel 2006, è diretta a disciplinare il rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie, non a finanziare i partiti politici nel loro funzionamento. La precedente legge di finanziamento dei partiti (n. 195/74) fu abrogata, come è noto, dal referendum del 1993. Il legislatore trovò attraverso il rimborso per le spese elettorali un modo per arrivare a un risultato simile a quello cui direttamente non si poteva più arrivare, cioè appunto il finanziamento dei partiti. A questo fine il meccanismo di rimborso delle spese elettorali è stato tenuto negli anni a livelli assai più alti di quelli che il suo oggetto, cioè le spese elettorali effettivamente sostenute, richiederebbe. L’ancoraggio del rimborso, nell’ultima …

Bindi: "L'alternativa ai partiti? Populismo e tecnocrazia", di Rosy Bindi

Rosy Bindi, secondo alcuni commentatori di autorevoli quotidiani bisognerebbe eliminare i rimborsi elettorali ai partiti, anzi bisognerebbe fare a meno anche dei partiti. «Non risponderò mai che ci vorrebbe una società senza giornali». Ammetterà che lo scandalo Lusi prima e quello della Lega ora hanno messo il dito nella piaga. Soldi pubblici finiti nelle tasche private dei politici. «Sono molto amareggiata dal fatto che a scatenare tutta questa offensiva contro i partiti e il finanziamento pubblico sia stata la vicenda della Lega. È come se per qualcuno fosse crollato l’ultimo baluardo della legalità e della moralità. Non sono soltanto amareggiata ma anche indignata: ritenere la Lega un serbatoio di moralità è il segno di come una società e alcuni commentatori non abbiano memoria di quello che è accaduto negli ultimi anni. La Lega ha finito per rappresentare tutte le contraddizioni di questo Paese». Per Bossi è stato fatale l’abbraccio con Berlusconi? «L’alleanza con Berlusconi ha avuto il suo peso, ma non è solo questo. Stiamo parlando di una forma partito ispirata a principi antidemocratici, dove …

"Gite scolastiche? Le scuole godono di piena autonomia", da lastampa.it

Nell’organizzazione di “viaggi di istruzione e visite guidate”, più comunemente conosciute come “gite scolastiche”, le scuole sono totalmente autonome. È quanto ribadisce il ministero dell’Istruzione con una nota emanata ieri in cui ricorda agli Uffici periferici e alle istituzioni scolastiche che dal 1° settembre 2000 le scuole godono del regime di autonomia a seguito dell’entrata in vigore del DPR n. 275 del 1999 (Regolamento in materia di autonomia scolastica). La nota, come precisa lo stesso Miur, nasce dai «molteplici quesiti che pervengono al Ministero da parte delle istituzioni scolastiche relativi alle modalità di organizzazione dei viaggi di istruzione e visite guidate». La nota ricorda quindi alle scuole che «l’effettuazione di viaggi di istruzione e visite guidate deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti in sede di programmazione dell’azione educativa e dal Consiglio di istituto o di circolo nell’ambito dell’organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola». Ma, precisa il Miur, a decorrere dal 1° settembre 2000 il regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ha configurato «la completa …

"L'incontro di Areadem", di Marina Sereni

Sembra passato un secolo da quando, a marzo del 2011, Areadem da Cortona lanciava l’idea di ungoverno di transizione e di responsabilità nazionale, guidato da una personalità autorevole, in grado di allontanare l’Italia dal baratro del fallimento, di avviare l’uscita dal berlusconismo, e di preparare una stagione politica nuova. La svolta c’è stata: anche grazie all’iniziativa del Pd, Berlusconi non è più a Palazzo Chigi, dal 16 novembre è in carica il governo Monti il quale, con il sostegno parlamentare di Pd, Pdl e Terzo Polo, sta realizzando un ambizioso e complesso programma di riforme. La concreta esperienza di questi cinque mesi ci ricorda che siamo di fronte ad una sfida di portata straordinaria: siamo in piena recessione, la disoccupazione ha raggiunto cifre record, le condizioni materiali di lavoratori, famiglie, imprese sono ancora durissime, l’instabilità finanziaria e i pericoli di attacchi speculativi contro l’Euro non sono scongiurati definitivamente e richiederebbero un’azione europea più coraggiosa. Le riforme approvate fin qui in Parlamento non hanno avuto, né potevano avere, l’effetto miracoloso di far ripartire la crescita e …