Anno: 2012

"Fede e il sipario che cala sul Tg in versione varietà", di Massimiliano Panarari

Ci potranno mai più essere un TG4 alla Emilio Fede e un TG1 stipato di editoriali alla Augusto Minzolini nell’Italia del governo tecnico? Con una naturalezza e una non- davvero impressionanti (e alquanto imprevedibili), il governo di Mario Monti ha avuto l’effetto di un terremoto in parecchi settori della vita pubblica italiana. Sta platealmente riscrivendo l’agenda economica e sociale, ma tutto fa pensare anche, in questo nostro Paese dall’aria (apparentemente) immutabile, che abbia dato inizio, quatto quatto, a una specie di nuovo spirito dei tempi, destinato, ovviamente, a non risparmiare quei termometri ipersensibili rispetto al clima politico che sono i telegiornali. Il mix di competenza e sobrietà dei professori sta così producendo delle rivoluzioni anche nel sancta sanctorum del piccolo schermo. Uno sciame sismico: crisi d’ascolti dei talk show, aggiustamenti e ritocchi negli spazi giornalistici del servizio pubblico (a proposito del quale la maggioranza degli italiani invoca, giustamente, il recupero di uno spirito da troppo negletto), Minzolini che ha fatto i bagagli, il varo di TGCom 24 (il canale all news di Mediaset). E, soprattutto, …

“Fede e il sipario che cala sul Tg in versione varietà”, di Massimiliano Panarari

Ci potranno mai più essere un TG4 alla Emilio Fede e un TG1 stipato di editoriali alla Augusto Minzolini nell’Italia del governo tecnico? Con una naturalezza e una non- davvero impressionanti (e alquanto imprevedibili), il governo di Mario Monti ha avuto l’effetto di un terremoto in parecchi settori della vita pubblica italiana. Sta platealmente riscrivendo l’agenda economica e sociale, ma tutto fa pensare anche, in questo nostro Paese dall’aria (apparentemente) immutabile, che abbia dato inizio, quatto quatto, a una specie di nuovo spirito dei tempi, destinato, ovviamente, a non risparmiare quei termometri ipersensibili rispetto al clima politico che sono i telegiornali. Il mix di competenza e sobrietà dei professori sta così producendo delle rivoluzioni anche nel sancta sanctorum del piccolo schermo. Uno sciame sismico: crisi d’ascolti dei talk show, aggiustamenti e ritocchi negli spazi giornalistici del servizio pubblico (a proposito del quale la maggioranza degli italiani invoca, giustamente, il recupero di uno spirito da troppo negletto), Minzolini che ha fatto i bagagli, il varo di TGCom 24 (il canale all news di Mediaset). E, soprattutto, …

“Fede e il sipario che cala sul Tg in versione varietà”, di Massimiliano Panarari

Ci potranno mai più essere un TG4 alla Emilio Fede e un TG1 stipato di editoriali alla Augusto Minzolini nell’Italia del governo tecnico? Con una naturalezza e una non- davvero impressionanti (e alquanto imprevedibili), il governo di Mario Monti ha avuto l’effetto di un terremoto in parecchi settori della vita pubblica italiana. Sta platealmente riscrivendo l’agenda economica e sociale, ma tutto fa pensare anche, in questo nostro Paese dall’aria (apparentemente) immutabile, che abbia dato inizio, quatto quatto, a una specie di nuovo spirito dei tempi, destinato, ovviamente, a non risparmiare quei termometri ipersensibili rispetto al clima politico che sono i telegiornali. Il mix di competenza e sobrietà dei professori sta così producendo delle rivoluzioni anche nel sancta sanctorum del piccolo schermo. Uno sciame sismico: crisi d’ascolti dei talk show, aggiustamenti e ritocchi negli spazi giornalistici del servizio pubblico (a proposito del quale la maggioranza degli italiani invoca, giustamente, il recupero di uno spirito da troppo negletto), Minzolini che ha fatto i bagagli, il varo di TGCom 24 (il canale all news di Mediaset). E, soprattutto, …

"Le buone scuole vanno in cattedra", di Maria Novella De Luca

Dalle elementari alle medie, l´istruzione pubblica prova a reinventarsi. Con progetti che puntano sull´innovazione. È la creatività al servizio dello studio. Il movimento è sotterraneo, carsico, indipendente, refrattario alla burocrazia e spesso anche alle luci troppo forti. È fatto di professori, maestri, ragazzi, presidi, genitori. Batte nel cuore profondo della scuola, quella che resiste, quella che prova a ritrovarsi, come se arrivati all´anno zero (zero fondi, zero prospettive, zero motivazione), da una rete diffusa di realtà piccole e grandi, primarie, secondarie, licei, istituti tecnici, stesse emergendo una reazione dinamica, vitale, magari imperfetta ma autentica. Scuola-villaggio, scuola-agorà, scuola-comunità, 2.0, senza zaino, web-school, “book in progress”: bisogna andare dalla Puglia alla Toscana, dalla Lombardia al Lazio, spesso in provincia, tra paesi e borghi che si consorziano in comunità di saperi, per capire e scoprire germogli e fermenti del nuovo. Come in questo Liceo Scientifico Tecnologico alla periferia Brindisi, brutta edilizia in una regione al terzo posto in Italia per dispersione scolastica, 23,4% i giovani che ogni anno disertano gli studi, un tasso di abbandoni altissimo in un´area …

“Le buone scuole vanno in cattedra”, di Maria Novella De Luca

Dalle elementari alle medie, l´istruzione pubblica prova a reinventarsi. Con progetti che puntano sull´innovazione. È la creatività al servizio dello studio. Il movimento è sotterraneo, carsico, indipendente, refrattario alla burocrazia e spesso anche alle luci troppo forti. È fatto di professori, maestri, ragazzi, presidi, genitori. Batte nel cuore profondo della scuola, quella che resiste, quella che prova a ritrovarsi, come se arrivati all´anno zero (zero fondi, zero prospettive, zero motivazione), da una rete diffusa di realtà piccole e grandi, primarie, secondarie, licei, istituti tecnici, stesse emergendo una reazione dinamica, vitale, magari imperfetta ma autentica. Scuola-villaggio, scuola-agorà, scuola-comunità, 2.0, senza zaino, web-school, “book in progress”: bisogna andare dalla Puglia alla Toscana, dalla Lombardia al Lazio, spesso in provincia, tra paesi e borghi che si consorziano in comunità di saperi, per capire e scoprire germogli e fermenti del nuovo. Come in questo Liceo Scientifico Tecnologico alla periferia Brindisi, brutta edilizia in una regione al terzo posto in Italia per dispersione scolastica, 23,4% i giovani che ogni anno disertano gli studi, un tasso di abbandoni altissimo in un´area …

“Le buone scuole vanno in cattedra”, di Maria Novella De Luca

Dalle elementari alle medie, l´istruzione pubblica prova a reinventarsi. Con progetti che puntano sull´innovazione. È la creatività al servizio dello studio. Il movimento è sotterraneo, carsico, indipendente, refrattario alla burocrazia e spesso anche alle luci troppo forti. È fatto di professori, maestri, ragazzi, presidi, genitori. Batte nel cuore profondo della scuola, quella che resiste, quella che prova a ritrovarsi, come se arrivati all´anno zero (zero fondi, zero prospettive, zero motivazione), da una rete diffusa di realtà piccole e grandi, primarie, secondarie, licei, istituti tecnici, stesse emergendo una reazione dinamica, vitale, magari imperfetta ma autentica. Scuola-villaggio, scuola-agorà, scuola-comunità, 2.0, senza zaino, web-school, “book in progress”: bisogna andare dalla Puglia alla Toscana, dalla Lombardia al Lazio, spesso in provincia, tra paesi e borghi che si consorziano in comunità di saperi, per capire e scoprire germogli e fermenti del nuovo. Come in questo Liceo Scientifico Tecnologico alla periferia Brindisi, brutta edilizia in una regione al terzo posto in Italia per dispersione scolastica, 23,4% i giovani che ogni anno disertano gli studi, un tasso di abbandoni altissimo in un´area …

“Lotta all’evasione e drammi umani”, Attilio Befera*

Caro Direttore, l’ultima cosa che avrei desiderato in questi giorni sarebbe stata quella di commentare la notizia dell’artigiano che si è dato fuoco a Bologna di fronte a un ufficio dell’Agenzia delle entrate. La ragione per cui avrei volentieri evitato qualsiasi commento mi pare evidente. Di fronte a una notizia così terribile, credo che l’unica reazione umanamente sensata sia, almeno nell’immediato, solo provare dolore e pena profonde, immaginando quale possa essere stato il peso schiacciante delle sofferenze che hanno indotto questa persona a spezzare la sua vita e a segnare per sempre quella delle persone a lui più care. Naturalmente, so che queste parole potranno sembrare a taluni (non pochi, temo) alquanto curiose, se non addirittura ipocrite. Nell’articolo apparso sulla Stampa viene tirata in ballo, come spesso capita, Equitalia, che però nella particolare vicenda non aveva avviato alcuna azione di recupero coattivo. Si è trattato nel caso specifico di accertamenti effettuati dall’Agenzia delle entrate per violazioni di una certa rilevanza, anche penale, di norme tributarie. Questi accertamenti sono stati giudicati corretti dalla Commissione tributaria, ma …