Anno: 2012

“La lunga notte di Gaza aspettando la tregua”, di Lorenzo Biondi

Devastazione senza precedenti nella Striscia e nel sud di Israele mentre al Cairo si trattava sulle condizioni del cessate il fuoco. La tregua è vicina, dicevano ieri sera i negoziatori egiziani, ma intanto Israele e Hamas scatenavano tutta la loro potenza di fuoco contro il nemico. I missili degli islamisti hanno ucciso un soldato israeliano nel nord nel Negev, e hanno raggiunto anche Gerusalemme. Israele da parte sua ha lanciato un massiccio attacco missilistico dalle navi che stazionavano al largo della Striscia: il conto delle vittime palestinesi è ormai sopra quota 130. Gli ultimi fuochi prima della tregua? Nel pomeriggio di ieri fonti egiziane e palestinesi hanno fatto sapere che l’accordo con Israele era stato raggiunto. La smentita israeliana è arrivata a stretto giro di agenzie. Il quotidiano Haaretz ha svelato che nella riunione decisiva del governo di Tel Aviv il voto favorevole del ministro della difesa Ehud Barak si è scontrato con quelli contrari del premier Benjamin Netanyahu e del ministro degli esteri Avigdor Lieberman. I due vorrebbero che nell’accordo venisse codificato il “diritto” …

“Il calvario delle diocesi: danni per 700 milioni”, di Stefano Luppi

Il ministro Ornaghi ha fatto il punto sul patrimonio artistico danneggiato «L’87% degli immobili è stato messo in sicurezza». Lesionati 146 edifici sacri. Degli oltre due miliardi di danni ai beni culturali avvenuti su 2800 edifici di pregio storico colpiti per ora abbiamo le stime precise e ufficiali sui danni alle chiese. Il sisma di primavera ha causato problemi gravi a 515 chiese dei territori delle province emiliane colpite con una certificazione dei danni pari a 329 milioni di euro. Le province più gravi sono la nostra e quella di Ferrara: il Modenese ha visto lesionate 146 edifici sacri per un danno economico di 162 milioni di euro, mentre il Ferrarese conta 88 milioni di euro di danni su 164 chiese. Il mondo dell’arte, dell’architettura, della cultura, fa il punto a sei mesi dal terremoto che a più riprese, tra il 20 maggio e il 3 giugno, ha portato morti e feriti in Emilia: dolore a cui si aggiungono i problemi al patrimonio identitario storico. Questi ultimi, come si sa, hanno riguardato centinaia di chiese, …

“Silvio, il ragioniere e i banditi tutti i misteri di un rapimento”, di Massimo Giannini

Lo strano sequestro del ragionier Giuseppe Spinelli sembra il titolo di un romanzo di Gadda. E invece è solo un altro capitolo della trama infinita e oscura del berlusconismo, dove niente è mai ciò che sembra. Dove tutto appare incerto tra la verità e la manipolazione. Dove lo Stato di diritto è sospeso e vige l’Azione parallela di un ex premier miliardario che paga carissimi i suoi vizi, ricattato e circondato da un manipolo di famigli fedeli e trafficanti di dossier, avvocati senza scrupoli e poliziotti privati, professionisti dell’estorsione e procacciatori di escort. La buia vicenda di «Spinaus» (uno dei suoi servitori più discreti e preziosi che da anni gestisce a libro paga 42 «Olgettine» con un fisso mensile di 2.500 euro ciascuna più extra da 8.900, 10 mila o anche 20 mila euro) riassume l’intera parabola della macchina del potere di Silvio Berlusconi. Una macchina costruita per viaggiare sempre border-line. Tra il lecito e l’illecito. Tra la funzione politica e l’interesse personale. IN QUESTO anomalo rapimento, gli “esteti” cantori del Cavaliere vedono solo luci, …

“Renzi e l’università: come prima peggio di prima”, Francesco Sylos Labini

La riforma Gelmini si è poggiata su una rappresentazione caricaturale dell’università italiana. La strada è stata spianata da una folta schiera di economisti: Roberto Perotti ci ha avvertito che “al di là della retorica, e con le solite dovute eccezioni che è sempre possibile citare, l’università italiana non ha un ruolo significativo nel panorama della ricerca mondiale”, Michele Boldrin ci ha informato del “mediamente basso livello didattico e scientifico dell’università italiana”, Luigi Zingales ci ha ricordato che “nella classifica internazionale creata dall’università di Shanghai, … nel 2008 la prima italiana (Milano) si trova soltanto al 138esimo posto” ed ancora (ma non infine)Alberto Bisin e Alessandro de Nicola hanno risottolineato che “L’università continua a produrre anche se con alcuni distinguo, poca ricerca (Roberto Perotti docet)”. L’incipit delle idee di Matteo Renzi sull’università ricalca queste visioni:“L’Italia, che in molti settori dell’industria e del commercio è ai vertici mondiali, non è ugualmente rappresentata ai vertici delle classifiche delle istituzioni universitarie e di ricerca.” Vero o falso? Nel periodo 1996-2010, l’Italia è ottava al mondo come numero di pubblicazioni …

“Le conseguenze della guerra”, di Barbara Spinelli

Quando i conservatori israeliani se la prendono con ragionamenti troppo pacifisti, o con chi in patria critica la politica dell’occupazione, subito tirano in ballo l’Europa: «Questo è un tipico ragionamento ashkenazita; non ha alcun rapporto con il Medio Oriente!», dice ad esempio Moshe Yaalon, già capo dell’esercito, oggi vice premier, rispondendo al giornalista Ari Shavit in un libro appena edito da Haaretz (Does this mean war?). L’ebreo ashkenazita ha radici in Germania e in Europa centrale, parla yiddish. Elo stereotipo non è diverso da quello usato ai tempi di Bush figlio: l’America è Marte e virile, il nostro continente è Venere e fugge la spada. L’ashkenazi tornò come altri ebrei in Terra Promessa, ma ha i riflessi della vecchia Europa. Lo storico Tom Segev racconta come erano trattati gli ebrei tedeschi, agli esordi. Li chiamavano yekke: erano ritenuti troppo remissivi, cervellotici, e poco pratici. L’Europa è icona negativa, e lo si può capire: ha idee sulla pace, ma in Medio Oriente è di regola una non-presenza, una non-potenza. Lo scettro decisivo sempre fu affidato all’America. …

Pier Luigi Bersani: “Basta tagli alla sanità. No a nuovi ticket”, di Cesare Fassari

Alla vigilia del primo turno delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato premier del centro sinistra alle prossime elezioni politiche, abbiamo intervistato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Abbiamo parlato di tagli alla sanità, di federalismo, di industria del farmaco e di farmacie, sui cui Bersani intervenne fortemente già nel 2006, quando da ministro dello Sviluppo Economico diede il via alle prime liberalizzazioni e alla nascita delle parafarmacie in Italia. Un processo che ha subìto un’ulteriore spinta anche da parte del Governo Monti. Ma per Bersani non è ancora abbastanza. Ma se per le farmacie e la distribuzione del farmaco Bersani pensa a nuovi interventi di liberalizzazione, quando si parla di Servizio sanitario nazionale la sua posizione resta salda nella difesa dell’assetto nato con la legge 833 del 1978. “Teniamoci stretta la sanità pubblica”, afferma dicendo “stop” ai tagli drastici di questi anni perché “siamo arrivati a una soglia oltre la quale non è possibile andare”. Ma dicendosi convinto che ci sia ancora molto lavoro da fare sul versante della riorganizzazione, della …

La Svizzera accelera sul patto «Rubik», di Alessandro Galimberti

La Svizzera accelera sul tavolo della trattativa “Rubik” con l’Italia. Il Dipartimento federale delle finanze auspica per vie ufficiali la possibile chiusura del tavolo tecnico tra le delegazioni governative entro il 21 dicembre prossimo. A fare l’annuncio alla stampa italiana è stato ieri mattina l’ambasciatore Oscar Knapp, capo della direzione della segreteria per le questioni Finanziarie internazionali. Il trattato, tornato nell’agenda nel maggio scorso dopo il via libera giuridico della Commissione Ue – e dopo un’impasse italiana annosa che gli svizzeri imputano all’ex ministro Giulio Tremonti – tocca cinque temi, dalla regolarizzazione dei depositi in Svizzera all’imposizione alla fonte dei redditi futuri, alla revisione della Convenzione per la doppia imposizione fino allo stralcio dalla lista nera della Confederazione, un problema questo che sta toccando sul vivo centinaia di imprese medio/piccole, soprattutto delle aree di confine. Gli accordi, quand’anche trovassero una sintesi prima di Natale – soluzione ritenuta difficile dal ministero dell’Economia per le questioni ancora da risolvere, a cominciare dalle aliquote applicabili – dovranno comunque poi essere firmati in sede politica e quindi ratificati dai …