Anno: 2012

"Dirigente Scolastico: cinque tratti per un profilo da ripensare", di Antonio Valentino

Tra nuove emergenze e complessità più elevate. Le disposizione della L. 111 del luglio scorso, che generalizza il modello degli istituti comprensivi, fissa, com’è noto, nuovi parametri per il dimensionamento degli stessi, portando lo standard a 1000 allievi. D’altra parte, le esperienze delle reggenze degli ultimi anni (che hanno interessato gran parte delle nostre scuole, con aggregazioni di istituti diversi e per un numero complessivo di studenti parecchio superiore ai 500-900 previsti dalle disposizioni per l’autonomia), prefigurano situazioni generalizzate di un modello scolastico con numeri molto oltre la soglia massima indicata. Queste sono, al riguardo, le disposizioni e le linee di tendenza con le quali dobbiamo fare i conti. Tra l’altro, gli interrogativi, come si sa, non riguardano tanto il numero degli allievi, quanto il livello di complessità collegato, nella scuola di base, alle verticalizzazioni e al numero dei plessi coinvolti, e, negli istituti del secondo ciclo, alla presenza di indirizzi afferenti a settori diversi e al numero di scuole aggregate. In ogni caso, i problemi si moltiplicheranno e richiederanno di fare i conti con …

“Dirigente Scolastico: cinque tratti per un profilo da ripensare”, di Antonio Valentino

Tra nuove emergenze e complessità più elevate. Le disposizione della L. 111 del luglio scorso, che generalizza il modello degli istituti comprensivi, fissa, com’è noto, nuovi parametri per il dimensionamento degli stessi, portando lo standard a 1000 allievi. D’altra parte, le esperienze delle reggenze degli ultimi anni (che hanno interessato gran parte delle nostre scuole, con aggregazioni di istituti diversi e per un numero complessivo di studenti parecchio superiore ai 500-900 previsti dalle disposizioni per l’autonomia), prefigurano situazioni generalizzate di un modello scolastico con numeri molto oltre la soglia massima indicata. Queste sono, al riguardo, le disposizioni e le linee di tendenza con le quali dobbiamo fare i conti. Tra l’altro, gli interrogativi, come si sa, non riguardano tanto il numero degli allievi, quanto il livello di complessità collegato, nella scuola di base, alle verticalizzazioni e al numero dei plessi coinvolti, e, negli istituti del secondo ciclo, alla presenza di indirizzi afferenti a settori diversi e al numero di scuole aggregate. In ogni caso, i problemi si moltiplicheranno e richiederanno di fare i conti con …

“Dirigente Scolastico: cinque tratti per un profilo da ripensare”, di Antonio Valentino

Tra nuove emergenze e complessità più elevate. Le disposizione della L. 111 del luglio scorso, che generalizza il modello degli istituti comprensivi, fissa, com’è noto, nuovi parametri per il dimensionamento degli stessi, portando lo standard a 1000 allievi. D’altra parte, le esperienze delle reggenze degli ultimi anni (che hanno interessato gran parte delle nostre scuole, con aggregazioni di istituti diversi e per un numero complessivo di studenti parecchio superiore ai 500-900 previsti dalle disposizioni per l’autonomia), prefigurano situazioni generalizzate di un modello scolastico con numeri molto oltre la soglia massima indicata. Queste sono, al riguardo, le disposizioni e le linee di tendenza con le quali dobbiamo fare i conti. Tra l’altro, gli interrogativi, come si sa, non riguardano tanto il numero degli allievi, quanto il livello di complessità collegato, nella scuola di base, alle verticalizzazioni e al numero dei plessi coinvolti, e, negli istituti del secondo ciclo, alla presenza di indirizzi afferenti a settori diversi e al numero di scuole aggregate. In ogni caso, i problemi si moltiplicheranno e richiederanno di fare i conti con …

"Quei toni non aiutano", di Pietro Spataro

Con le battute di ieri Elsa Fornero dimostra di aver perduto la sobrietà che Monti voleva fosse la cifra del suo governo. Con le offese però non si fanno accordi, semmai si alimentano tensioni. Quelle frasi infelici sono il segno di una difficoltà politica e tradiscono un nervosismo che un ministro dovrebbe saper controllare. La politica è capacità di mediazione e ostinata ricerca delle soluzioni. La sensazione diffusa invece è che siamo finiti in una empasse. Eppure l’accordo con sindacati e imprese è indispensabile. Ed è anche possibile. Senza di esso non solo non ci sarà decisione che tenga,ma il «patto sociale,» che resta l’unica chiave per la ricostruzione, può subire un colpo pesante. Alcuni elementi, per fortuna, dimostrano che la porta non è chiusa. Ma occorrono chiare scelte di merito e di stile che consentano di spalancarla. Se infatti è positivo prevedere una tassazione maggiore per i contratti a termine, tuttavia il piano Fornero presenta fragilità che rischiano di aumentare il disagio sociale. Bisogna sapere che ci sono lavoratori che, senza più la «mobilità …

“Quei toni non aiutano”, di Pietro Spataro

Con le battute di ieri Elsa Fornero dimostra di aver perduto la sobrietà che Monti voleva fosse la cifra del suo governo. Con le offese però non si fanno accordi, semmai si alimentano tensioni. Quelle frasi infelici sono il segno di una difficoltà politica e tradiscono un nervosismo che un ministro dovrebbe saper controllare. La politica è capacità di mediazione e ostinata ricerca delle soluzioni. La sensazione diffusa invece è che siamo finiti in una empasse. Eppure l’accordo con sindacati e imprese è indispensabile. Ed è anche possibile. Senza di esso non solo non ci sarà decisione che tenga,ma il «patto sociale,» che resta l’unica chiave per la ricostruzione, può subire un colpo pesante. Alcuni elementi, per fortuna, dimostrano che la porta non è chiusa. Ma occorrono chiare scelte di merito e di stile che consentano di spalancarla. Se infatti è positivo prevedere una tassazione maggiore per i contratti a termine, tuttavia il piano Fornero presenta fragilità che rischiano di aumentare il disagio sociale. Bisogna sapere che ci sono lavoratori che, senza più la «mobilità …

"La passione per i numeri e quella per le leggende metropolitane", da Tuttoscuola

Prima che la questione dei 41 mila docenti che non insegnano potesse diventare una mina vagante per il Miur oppure una leggenda metropolitana dura da contrastare, il ministero è corso ai ripari con un comunicato stampa, accompagnato da tabelle di approfondimento, per chiarire in dettaglio (come aveva suggerito questa mattina anche Tuttoscuola) la composizione di quel numero straordinario e, per certi aspetti, piuttosto sorprendente. Va detto che quel numero era apparso sul Corriere della Sera in una intervista della dott.ssa Stellacci, neo Capo dipartimento per l’istruzione al Miur. Questo il testo del comunicato stampa in linea, con tempestività quanto mai opportuna, sul sito del Miur (www.istruzione.it). “Quanti sono in Italia gli insegnanti pagati dallo Stato per non fare lezione? Esistono decine di migliaia di “imboscati” nella nostra Amministrazione? Il Miur desidera rassicurare tutti i cittadini: si tratta di una leggenda metropolitana. Forse nata dalla difficoltà di dover distinguere con tirannica sintesi tra “cattedre” (posto in organico) e “persone”: nella stragrande maggioranza dei casi le due cose coincidono. Talvolta però una singola cattedra può avere più …

“La passione per i numeri e quella per le leggende metropolitane”, da Tuttoscuola

Prima che la questione dei 41 mila docenti che non insegnano potesse diventare una mina vagante per il Miur oppure una leggenda metropolitana dura da contrastare, il ministero è corso ai ripari con un comunicato stampa, accompagnato da tabelle di approfondimento, per chiarire in dettaglio (come aveva suggerito questa mattina anche Tuttoscuola) la composizione di quel numero straordinario e, per certi aspetti, piuttosto sorprendente. Va detto che quel numero era apparso sul Corriere della Sera in una intervista della dott.ssa Stellacci, neo Capo dipartimento per l’istruzione al Miur. Questo il testo del comunicato stampa in linea, con tempestività quanto mai opportuna, sul sito del Miur (www.istruzione.it). “Quanti sono in Italia gli insegnanti pagati dallo Stato per non fare lezione? Esistono decine di migliaia di “imboscati” nella nostra Amministrazione? Il Miur desidera rassicurare tutti i cittadini: si tratta di una leggenda metropolitana. Forse nata dalla difficoltà di dover distinguere con tirannica sintesi tra “cattedre” (posto in organico) e “persone”: nella stragrande maggioranza dei casi le due cose coincidono. Talvolta però una singola cattedra può avere più …