“Pronta la mossa del Quirinale un messaggio alle Camere”
Da sanara al più presto — in tempi ristrettissimi visto il precipitare verso elezioni anticipate il 10 marzo — per il Quirinale resta soprattutto un vulnus, quello segnalato dalla Corte costituzionale, che impone di stabilire una soglia minima di voti per agguantare il premio di maggioranza stabilito dal Porcellum. È proprio questo il grimaldello che ha in mano Napolitano per costringere i partiti all’intesa. Tanto che il messaggio potrebbe contenere un riferimento alla implicita delegittimazione a cui andrebbe incontro un Parlamento eletto «senza aver dato seguito alle disposizioni della Consulta». Se infatti non ci fosse un accordo generale tra i partiti sulla legge elettorale, e passasse soltanto il principio della soglia, il risultato sarebbe ritrovarsi con un proporzionale di fatto. «Ci terremmo solo i difetti del Porcellum — osserva il suo ideatore, l’ex ministro Calderoli — a partire da una soglia di sbarramento al Senato dell’otto per cento: non entrerebbero né Sel, né l’Udc, né l’Idv». Ma soprattutto il Pd sarebbe a quel punto privo di qualsiasi premio, grande o piccolo che sia, con Bersani …
