Anno: 2012

"Gli insulti e il silenzio del carabiniere", di Adriano Sofri

Meglio lasciar stare Pasolini, era un´altra cosa, un altro tempo. Si chiamano valle tutte e due, Valle Giulia e la Val di Susa: ma la differenza è chiara, no? E poi non l´hanno mai letta la famosa poesia del “Pci ai giovani”, se no non citerebbero sempre quei quattro versi, e sbagliando anche la citazione. Era parecchio lunga, quella poesia, e se la leggessero per intero si stupirebbero di quello che dice. E comunque i manifestanti della Val di Susa non hanno per lo più “facce da figli di papà”, e i poliziotti non sono più soltanto, per fortuna, “figli di poveri”, venuti dalle periferie, “i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa…”. Poliziotti e militanti si assomigliano molto di più adesso, e non so quali siano andati più assomigliando agli altri, né quale conferma ne caverebbe Pasolini. Il giovane militante (dall´accento meridionale, che non è un addebito, si deve poter manifestare in qualsiasi lingua in qualsiasi punto del mondo, gli addebiti riguardano solo i comportamenti) che fronteggia sfotte e insulta …

“Gli insulti e il silenzio del carabiniere”, di Adriano Sofri

Meglio lasciar stare Pasolini, era un´altra cosa, un altro tempo. Si chiamano valle tutte e due, Valle Giulia e la Val di Susa: ma la differenza è chiara, no? E poi non l´hanno mai letta la famosa poesia del “Pci ai giovani”, se no non citerebbero sempre quei quattro versi, e sbagliando anche la citazione. Era parecchio lunga, quella poesia, e se la leggessero per intero si stupirebbero di quello che dice. E comunque i manifestanti della Val di Susa non hanno per lo più “facce da figli di papà”, e i poliziotti non sono più soltanto, per fortuna, “figli di poveri”, venuti dalle periferie, “i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa…”. Poliziotti e militanti si assomigliano molto di più adesso, e non so quali siano andati più assomigliando agli altri, né quale conferma ne caverebbe Pasolini. Il giovane militante (dall´accento meridionale, che non è un addebito, si deve poter manifestare in qualsiasi lingua in qualsiasi punto del mondo, gli addebiti riguardano solo i comportamenti) che fronteggia sfotte e insulta …

"Diritto violato per i docenti in odor di pensione". Nasce il comitato "Quota 96", di Giuseppe Grasso

Migliaia di lavoratori della conoscenza – auspice la blindatissima riforma delle pensioni targata Fornero – si sono trovati di nuovo uniti, in questi ultimi mesi, e hanno riscoperto la passione di impegnarsi oltre alla volontà di passare alla controffensiva. Hanno lasciato i banchi di scuola, nel tempo libero, e sono tornati a reclamare i propri diritti dando vita a un movimento di opinione nato sul web e propagatosi con una incredibile celerità. Era ora che il mondo dell’educazione, anche se non più di primo pelo, tornasse ad esigere dei diritti calpestati, che si ricompattasse intorno al proprio ruolo umiliato da una inveterata ‘filosofia’ tecnocratica sempre più asservita agli interessi e alle lobby dell’economia. Per quanto tempo i docenti italiani, ignorati da politiche culturali dannose, sono stati la cenerentola della società italiana? Quante cose ingiuste sono state scritte sul loro conto? E perché mai, infine, si dovrebbe far cassa con le loro pensioni invece che con gli aerei da guerra? Ad accendere la miccia della riscossa ci ha pensato il comitato “Quota 96”, la cui nascita …

“Diritto violato per i docenti in odor di pensione”. Nasce il comitato “Quota 96”, di Giuseppe Grasso

Migliaia di lavoratori della conoscenza – auspice la blindatissima riforma delle pensioni targata Fornero – si sono trovati di nuovo uniti, in questi ultimi mesi, e hanno riscoperto la passione di impegnarsi oltre alla volontà di passare alla controffensiva. Hanno lasciato i banchi di scuola, nel tempo libero, e sono tornati a reclamare i propri diritti dando vita a un movimento di opinione nato sul web e propagatosi con una incredibile celerità. Era ora che il mondo dell’educazione, anche se non più di primo pelo, tornasse ad esigere dei diritti calpestati, che si ricompattasse intorno al proprio ruolo umiliato da una inveterata ‘filosofia’ tecnocratica sempre più asservita agli interessi e alle lobby dell’economia. Per quanto tempo i docenti italiani, ignorati da politiche culturali dannose, sono stati la cenerentola della società italiana? Quante cose ingiuste sono state scritte sul loro conto? E perché mai, infine, si dovrebbe far cassa con le loro pensioni invece che con gli aerei da guerra? Ad accendere la miccia della riscossa ci ha pensato il comitato “Quota 96”, la cui nascita …

"Marchionne pone nuove condizioni per restare in Europa", di Luigina Venturelli

«Non ci sono stati ancora contatti, ma è possibile che ci siano». Per il momento il responsabile dello Sviluppo economico, Corrado Passera, non si sbilancia e non prende impegni: l’incontro tanto invocato con l’amministratore delegato Fiat non è stato organizzato, e il braccio di ferro tra Sergio Marchionne e il mondo del lavoro italiano continua ad oggi senza arbitri né mediatori. «Non faccio commenti» si è limitato a dire il ministro rispetto all’ipotesi – adombrata solo pochi giorni fa – che il Lingotto, dopo il sito siciliano di Termini Imerese, possa chiudere altre due fabbriche delle cinque in attività in caso d’insufficienti esportazioni verso gli Stati Uniti. UNA LUNGA SERIE D’AVVERTIMENTI Era l’autunno del 2009 quando il manager per la prima volta parlò senza mezzi termini della sovraccapacità produttiva del settore automobilistico in Europa. Ed era sempre la platea dei costruttori Acea di Bruxelles, come ieri, quella scelta per lanciare il primo di una lunga serie di avvertimenti in patria sull’eventualità di un abbandono Fiat dell’Italia perchè poco produttiva, poco competitiva, poco remunerativa. Così, nel …

“Marchionne pone nuove condizioni per restare in Europa”, di Luigina Venturelli

«Non ci sono stati ancora contatti, ma è possibile che ci siano». Per il momento il responsabile dello Sviluppo economico, Corrado Passera, non si sbilancia e non prende impegni: l’incontro tanto invocato con l’amministratore delegato Fiat non è stato organizzato, e il braccio di ferro tra Sergio Marchionne e il mondo del lavoro italiano continua ad oggi senza arbitri né mediatori. «Non faccio commenti» si è limitato a dire il ministro rispetto all’ipotesi – adombrata solo pochi giorni fa – che il Lingotto, dopo il sito siciliano di Termini Imerese, possa chiudere altre due fabbriche delle cinque in attività in caso d’insufficienti esportazioni verso gli Stati Uniti. UNA LUNGA SERIE D’AVVERTIMENTI Era l’autunno del 2009 quando il manager per la prima volta parlò senza mezzi termini della sovraccapacità produttiva del settore automobilistico in Europa. Ed era sempre la platea dei costruttori Acea di Bruxelles, come ieri, quella scelta per lanciare il primo di una lunga serie di avvertimenti in patria sull’eventualità di un abbandono Fiat dell’Italia perchè poco produttiva, poco competitiva, poco remunerativa. Così, nel …

"Tetto ai super-stipendi, il Pdl tenta il rinvio", di Carmelo Lo Papa

I relatori Bruno e Moffa guidano la resistenza Il Pd: non voteremo testi ambigui. L´«agguato» scatta in commissione. Come sempre. Stop all´applicazione immediata del tetto alle retribuzioni dei super manager e degli alti burocrati di Stato. Indennità che in molti casi superano i 300 e in altri i 400 mila euro e che il governo Monti vorrebbe bloccare a quota 294 mila. Succede però che un pezzo del Pdl e dei Responsabili si intestino la battaglia per modificare quel decreto. Scatenando la bagarre nelle commissioni Affari costituzionali e Lavoro, riunite insieme per esaminare il testo. Porta la firma dei due presidenti e relatori Donato Bruno (Pdl) e Silvano Moffa (Popolo e territorio) il parere con il quale – chiedendo chiarimenti ulteriori e ponendo dubbi di natura giuridica – nella sostanza si tenta di bloccare l´operazione. Intanto, si sottolinea come il tetto non sia applicabile «in via immediata» ai contratti dei manager in vigore, che non possono essere modificati «in pejus». Quindi si propone l´esclusione dalla tagliola delle Autorità indipendenti coi loro consiglieri (da 396 mila …