Anno: 2012

“Il tempo pieno da salvare”, di Pippo Frisone

Lunedi 12 novembre si è svolto a Milano un Seminario sulla scuola primaria e sul tempo pieno, organizzato dalla Cisl-scuola, dalla Flcgil di Milano e dal giornale Scuolaoggi. Scopo dichiarato dell’iniziativa, dopo anni di frammentazione del dibattito attorno alla primaria, era quello di riuscire a fare un primo bilancio, un ticket al tempo pieno. Sullo sfondo le ripetute manomissioni, tentate e attuate sulla scuola primaria, prima dalla Moratti poi dalla Gelmini che nel triennio 2009/12 con la sua riforma epocale ha lasciato sul campo ben 27.111 posti. Un primo dato significativo, colto negli interventi e nel corso del dibattito, è stato quello dell’aumento costante delle classi a tempo pieno nell’ultimo sessennio 07/08 – 12/13, aumento a macchia di leopardo, più al nord che al sud più nelle grandi città metropolitane e meno in periferia. Dal dato nazionale del 24,15% del 2007/08 con 33.224 classi a tp si è passati al 30,06% del 2012/13 con 39.735 classi a tp. La regione con la percentuale di tp più alta nel 2012/13 è la Basilicata col 47,66% che …

“Tra Savita e la morte”, di Massimo Gramellini

Savita è una giovane dentista indiana che abita in Irlanda con il marito Praveen, ingegnere. Aspetta un bambino da quattro mesi quando si presenta in ospedale. Ha dolori atroci alla schiena e la possibilità concreta di perdere, insieme col figlio, la vita. Al termine di una notte di scelte non facili, chiede ai medici di interrompere la gravidanza. Le rispondono che l’Irlanda è un Paese cattolico dove, finché si sente battere il cuore del feto, non è possibile interrompere niente. Savita non è irlandese e non è cattolica, ma deve stare alle regole. Soffrire. Aspettare. Il 23 ottobre il cuore del feto si ferma e i medici lo asportano, ma è troppo tardi. Il 28, a una settimana esatta dal ricovero, Savita muore di setticemia nell’ospedale universitario di Galway: in piena Irlanda, in piena Europa, in pieno ventunesimo secolo. Mi ostino a sperare che questa storia sia falsa o almeno incompleta. Che fra il comportamento dei medici cattolici e il decesso della dentista indiana non ci sia il nesso che traspare dalla denuncia dell’Irish Times, …

“Due violenze sbagliate”, di Massimo Giannini

Ribellarsi è giusto. Non c’è bisogno di rispolverare Jean Paul Sartre, per sapere che le migliaia e migliaia di donne e uomini, giovani e meno giovani che hanno riempito le piazze d’Europa hanno ragione. Nell’Occidente disorientato, dove una finanza senza regole ha divorato l’industria manifatturiera e un mercato senza Stato ha prodotto la disuguaglianza di massa, uno «sciopero europeo» è sacrosanto, quando invoca pacificamente più lavoro, più diritti, più giustizia sociale. Dopo mesi di scontri e di manifestazioni in Grecia, in Portogallo, in Spagna, era ovvio che l’onda della protesta tornasse a sommergere anche l’Italia. A meno che non si pensi (o non si voglia) che l’immaginesimbolo dei ragazzi italiani di oggi sia solo quella dei 50mila spensierati teenager accorsi sabato scorso al flash-mob di Piazza del Popolo, per ballare sulle note di un rapper coreano. Quello che non è affatto giusto è che la rabbia di una generazione, derubata del futuro da una stagione di sacrifici che non promettono il riscatto ma producono solo altri sacrifici, sfoci in una violenza altrettanto cieca e fine …

Milano – Stati Generali dei Professionisti del patrimonio culturale

Auditorium del Palazzo Lombardia Ore 9.00 RIUNIONE COMITATI TERRITORIALI MAB Ore 10.30 ASSEMBLEE PARALLELE DELLE ASSOCIAZIONI Ore 14.30 SESSIONE CONCLUSIVA: TAVOLA ROTONDA AGENDA PER UN FUTURO SOSTENIBILE: LE PROPOSTE DEI PROFESSIONISTI ALLE ISTITUZIONI Presentazione dei lavori delle sessioni parallele a cura dei coordinatori Ore 15.30 DIBATTITO Paolo Peluffo (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) Manuela Ghizzoni (Presidente della Commissione Cultura della Camera) Mario Caligiuri (Delegato per la cultura della Conferenza delle Regioni) Marisa Valagussa (in rappresentanza di Valentina Aprea, Assessore alla Cultura della Regione Lombardia) Stefano Parise (Presidente AIB) Marco Carassi (Presidente ANAI) Alberto Garlandini (Presidente ICOM Italia)

“Autogoverno delle scuole statali” ecco perché il testo della Camera non è quello dell’Aprea!, di Osvaldo Roman

Nel clima di forte contrapposizione e di esasperazione determinato dalle prolungate iniziative dei governi contro la scuola pubblica, non escluse quelle di recente realizzate dal governo dei tecnici, non solo con l’ incredibile proposta sull’orario dei docenti contenuta nell’iniziale stesura del disegno della legge di stabilità (finanziaria) per il 2013 all’esame del Parlamento, si sono create le condizioni che hanno facilitato un’ azione di disinformazione circa quanto è stato definito, in questi mesi presso la settima Commissione della Camera, in materia di organi collegiali della scuola. Alcuni settori dell’associazionismo scolastico, sostenuti da gruppi politici in cerca di facili consensi elettorali, hanno sviluppato una forsennata campagna di mistificazioni circa il reale contenuto di tale proposta di legge. Una campagna, innanzitutto caratterizzata dalla finalità politica di associare e assimilare la proposta di riforma gli organi collegiali della scuola attualmente all’esame del Senato a quella presentata nel 2008 dall’on Aprea e alle altre iniziative che in varia misura hanno interessato assai negativamente la scuola negli ultimi tempi. Si è così potuto parlare di: • smantellamento degli organi collegiali; …

“Noi con la lotta dei lavoratori europei”, di Emilio Gabaglio*

Rispondendo all’appello della confederazione europea dei sindacati (CES), i lavoratori di tutti i Paesi dell’Unione saranno oggi, 14 novembre, protagonisti di una forte giornata di mobilitazione e di lotta. La diversità delle iniziative programmate, dagli scioperi alle assemblee nei luoghi di lavoro, ai presidi ed alle manifestazioni nelle capitali e in molte altre città europee, nulla toglie al significato unitario e corale di questa giornata che vuole dare voce alle rivendicazioni comuni del sindacalismo europeo. La convinzione è che l’uscita dalla perdurante e devastante crisi in cui siamo immersi non dipende solo da risposte nazionali, ma richiede che queste siano parte integrante di un disegno europeo condiviso, orientato alla ripresa della crescita dell’economia nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e di una maggiore e migliore occupazione. Tutto l’opposto di quanto sta avvenendo a causa delle politiche di austerità adottate dall’Unione europea che, come la Ces denuncia, inascoltata, da tempo, non solo sono socialmente ingiuste in quanto peggiorano le condizioni dei lavoratori e ne comprimono i diritti, ma si rivelano ogni giorno di più inefficaci dato che, …