Anno: 2012

“Le macerie di tangentopoli”, di Guido Crainz

A vent´anni di distanza dal loro inizio, Tangentopoli e la crisi della “prima Repubblica” evocano oggi l´inevitabile crollo di un edificio corroso e al tempo stesso una ricostruzione radicalmente mancata. Non suggeriscono celebrazioni ma riflessioni amare sulla difficoltà, se non l´incapacità, del Paese a cambiare rotta. Impongono con urgenza ancora maggiore quel profondo esame di coscienza che allora non facemmo, preferendo rimuovere le radici del disastro. Lasciammo così largamente inalterati, dietro una “rivoluzione” di superficie, i guasti che erano stati alla base di quel crollo e costruimmo inevitabilmente sulla sabbia, se non sulle sabbie mobili. Per questa via le macerie della “seconda Repubblica” si sono inevitabilmente aggiunte a quelle della “prima”: di entrambe dobbiamo oggi sgomberare il campo, e solo considerandole nel loro insieme possiamo individuare gli elementi necessari per una inversione di tendenza ancora possibile. Ove si mettano a confronto gli anni Ottanta e il ventennio che ne è seguito viene quasi in mente il “tutto cambi perché nulla cambi” del Gattopardo e ancor di più una riflessione di Massimo d´Azeglio che viene spesso …

"Una ricetta per spingere la crescita", di Franco Bruni

Le stime rese note ieri dall’Istat confermano che l’Italia è in recessione. Deve uscirne presto, anche per non compromettere l’aggiustamento della finanza pubblica. Per ridurre il peso del deficit pubblico sul Pil bisogna contrarre il deficit ma anche sostenere il Pil. In altre parole: le politiche per la crescita servono anche a migliorare la stabilità finanziaria. Fra l’altro, se il reddito nazionale accelera, sale il gettito delle imposte riducendo il deficit pubblico. D’altra parte le politiche di bilancio restrittive frenano la crescita. Questo è quasi sempre vero nel breve periodo; guardando più lontano, dipende dalla qualità delle politiche restrittive che vengono fatte. Un riordino credibile e duraturo della finanza pubblica, che migliori anche l’utilità della spesa e la struttura delle imposte, può aumentare la produzione e l’occupazione. Perciò non c’è contraddizione fra risanare la finanza pubblica e favorire la crescita. Basta fare le due cose nei modi e nei tempi giusti. Non troppo precipitosamente e con provvedimenti che migliorino l’organizzazione d’insieme dell’economia, pubblica e privata. Invece in gran parte dell’Europa viviamo con l’incubo che il …

“Una ricetta per spingere la crescita”, di Franco Bruni

Le stime rese note ieri dall’Istat confermano che l’Italia è in recessione. Deve uscirne presto, anche per non compromettere l’aggiustamento della finanza pubblica. Per ridurre il peso del deficit pubblico sul Pil bisogna contrarre il deficit ma anche sostenere il Pil. In altre parole: le politiche per la crescita servono anche a migliorare la stabilità finanziaria. Fra l’altro, se il reddito nazionale accelera, sale il gettito delle imposte riducendo il deficit pubblico. D’altra parte le politiche di bilancio restrittive frenano la crescita. Questo è quasi sempre vero nel breve periodo; guardando più lontano, dipende dalla qualità delle politiche restrittive che vengono fatte. Un riordino credibile e duraturo della finanza pubblica, che migliori anche l’utilità della spesa e la struttura delle imposte, può aumentare la produzione e l’occupazione. Perciò non c’è contraddizione fra risanare la finanza pubblica e favorire la crescita. Basta fare le due cose nei modi e nei tempi giusti. Non troppo precipitosamente e con provvedimenti che migliorino l’organizzazione d’insieme dell’economia, pubblica e privata. Invece in gran parte dell’Europa viviamo con l’incubo che il …

QUOTA 96

Qui prosegue la discussione avviata il 19 gennaio sul post https://preview.critara.com/manughihtml/?p=28998 a seguito della presentazione di un emendamento al decreto Milleproroghe per differire al 31 agosto 2012, nel comparto scuola, il termine di applicazione della riforma Fornero. Attualmente la discussione verte sulla eventualità di avviare una class action e sulle strade legislative per adattare la riforma Fornero alla specificità previdenziale della scuola, che da sempre dispone di un’unica finestra di uscita.

Il PD al ministro Profumo sul reclutamento (anche lombardo).

BACHELET, GHIZZONI, MARAN, LENZI, QUARTIANI, GIACHETTI, COSCIA, DE BIASI, DE PASQUALE, DE TORRE, LEVI, LOLLI, MAZZARELLA, MELANDRI, NICOLAIS, PES, ROSSA, ANTONINO RUSSO e SIRAGUSA. – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. – Per sapere – premesso che: il Ministro interrogato ha in più occasioni espresso l’intenzione di avviare una tornata di concorsi di reclutamento per il personale docente della scuola; l’Italia è il Paese dell’Unione europea con la percentuale più alta di insegnanti ultracinquantenni nelle scuole superiori (57,8 per cento) e quella più bassa di insegnanti sotto i 30 anni (0,5 per cento); peraltro, la normativa previdenziale recentemente approvata determinerà la permanenza in servizio di docenti ultrasessantenni, aggravando, da un lato, i dati percentuali sopra riportati e, dall’altro, riducendo i posti vacanti e disponibili da coprire con il reclutamento di nuovo personale; circa il 7 per cento del numero di graduatorie ad esaurimento non hanno più al loro interno docenti abilitati da immettere in ruolo: soprattutto al Nord, vi sono numerose province che presentano graduatorie esaurite di matematica, matematica e fisica, ingegneria informatica e …

Università, Pd: da Governo soluzioni solo parziali per assunzioni vincitori e idonei

Oggi, in commissione Cultura alla Camera, il deputato democratico Eugenio Mazzarella ha interrogato il Governo sulla ‘necessità di provvedere a risolvere la questione dei vincitori di concorso a ricercatore e degli idonei in procedure di valutazione di I e II fascia impossibilitati ad essere inquadrati in servizio o ad essere chiamati presso gli atenei che nelle more tra l’indizione dei concorsi e delle procedure si siano trovati a sfiorare il limite del 90% del Ffo per le spese del personale. Non soddisfa però la risposta del Governo che ha previsto soluzioni solo parziali in prospettiva ad una situazione che lede legittime aspettative maturare dagli aventi titolo, come l’esponente del Pd ha ribadito in sede di replica al governo, sollecitando una complessiva e solutiva riconsiderazione del problema”. Roma, 15 febbraio 2012, Ufficio stampa gruppo Pd Camera ****** Resoconto della VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione) VII Commissione SOMMARIO Mercoledì 15 febbraio 2012 INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA: Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata su questioni riguardanti il finanziamento delle università … 5-06156 Ghizzoni ed altri: Sull’assunzione …

Italia in recessione, Pil -07% a fine 2011

I dati Istat: calo congiunturale per il secondo trimestre consecutivo. Banca d’Italia: debito pubblico a 1.897,9 miliardi. Il prodotto interno lordo dell’Italia nel quarto trimestre 2011 è calato dello 0,7% sul trimestre precedente e dello 0,5% su base annua. Lo rileva l’Istat nella stima preliminare. Il Pil è in calo per il secondo trimestre consecutivo: si può dunque parlare di «recessione tecnica». IL DEBITO NEL 2011 – Intanto la Banca d’Italia ha comunicato che a dicembre 2011 il debito pubblico italiano si è attestato a 1.897,9 miliardi, in aumento di 55,1 miliardi sui 1.842,9 miliardi di fine 2010 e in calo dai 1.904 miliardi del mese di novembre. SETTORI E CONFRONTI – Il risultato congiunturale complessivo è la sintesi di dinamiche settoriali del valore aggiunto positive per l’agricoltura, negative per l’industria, sostanzialmente stazionarie per i servizi. Nello stesso periodo, tuttavia, l’Istat ricorda come il Pil sia aumentato in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti contro un calo dello 0,2% nel Regno Unito e dello 0,6% in Giappone. In termini tendenziali, il Pil è aumentato …