Anno: 2012

"Scuole senza soldi stop al riscaldamento", di Mariachiara Giacosa e Stefano Parola

Una chiusura anticipata delle scuole questo inverno perché mancano «i soldi per pagare il riscaldamento nelle aule». Così Antonio Saitta, presidente dell’Unione Province d’Italia (Upi) per protestare contro la spending review e la legge di stabilità, soprattutto per i «500 milioni di tagli ai bilanci per il 2012 e 1,2 miliardi per il 2013». Le Province gestiscono 5179 edifici di scuola secondaria, composti da 117.348 classi che accolgono quasi 2 milioni e 600mila alunni. Riscaldamenti spenti e vacanze lunghe: nel suo primo giorno da presidente dell’Upi (l’Unione delle Province italiane) il torinese Antonio Saitta (Pd) si scaglia contro la spending review del governo Monti, annuncia un ricorso al Tar contro i tagli e la chiusura delle scuole in anticipo rispetto alle normali vacanze di Natale. «La nostra protesta non è contro la scuola, ma per difenderla» spiega. E difenderla significa anche renderla sicura. Lo sa bene Saitta che ha vissuto da vicino, quattro anni fa, la tragedia del liceo Darwin di Rivoli, a pochi chilometri da Torino, dove un ragazzo ha perso la vita per …

"Ilva, così si chiude", di Mariantonietta Colimberti

I custodi tagliano i rifornimenti. Oggi Clini incontra l’azienda Se Clini oggi non tirerà fuori un coniglio dal cappello (ma quale?) quando incontrerà i vertici dell’Ilva, la lunga e controversa storia del più grande siderurgico d’Europa potrebbe avviarsi davvero verso un esito drammatico. Ieri i custodi giudiziali hanno vietato all’azienda di scaricare quantitativi di minerali superiori a 15 mila tonnellate. La disposizione è arrivata dopo un sopralluogo nello stabilimento. «L’Ilva consuma 50 mila tonnellate di materie prime al giorno – è stata la risposta immediata venuta da fonti interne – limitare lo scarico a 15 mila tonnellate e porre il vincolo della giacenza di 15 giorni vuol dire una cosa sola: chiudere tutti gli impianti nel giro di pochi giorni». Non solo, aggiungono le fonti aziendali, intervenire in questo modo significa anche chiudere male gli impianti perché non ci sono più le materie prime per alimentarli, non si rispettano le procedure di sicurezza per la fermata e li si danneggia. A questo punto – è la minacciosa conclusione filtrata dall’azienda – «non è più questione …

“Ilva, così si chiude”, di Mariantonietta Colimberti

I custodi tagliano i rifornimenti. Oggi Clini incontra l’azienda Se Clini oggi non tirerà fuori un coniglio dal cappello (ma quale?) quando incontrerà i vertici dell’Ilva, la lunga e controversa storia del più grande siderurgico d’Europa potrebbe avviarsi davvero verso un esito drammatico. Ieri i custodi giudiziali hanno vietato all’azienda di scaricare quantitativi di minerali superiori a 15 mila tonnellate. La disposizione è arrivata dopo un sopralluogo nello stabilimento. «L’Ilva consuma 50 mila tonnellate di materie prime al giorno – è stata la risposta immediata venuta da fonti interne – limitare lo scarico a 15 mila tonnellate e porre il vincolo della giacenza di 15 giorni vuol dire una cosa sola: chiudere tutti gli impianti nel giro di pochi giorni». Non solo, aggiungono le fonti aziendali, intervenire in questo modo significa anche chiudere male gli impianti perché non ci sono più le materie prime per alimentarli, non si rispettano le procedure di sicurezza per la fermata e li si danneggia. A questo punto – è la minacciosa conclusione filtrata dall’azienda – «non è più questione …

“Dallo champagne alle case a un euro tutti i privilegi della casta dei generali”, di Fabio Tonacci

Le mandorle salate dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi non si toccano. I benefit dei generali nemmeno. Le pensioni devono rimanere dorate, anche se calcolate in base a logiche risalenti ai tempi della Guerra Fredda. La spending review delle forze armate faccia pure il suo sporco lavoro, ma da un’altra parte. Si riduca la truppa, se serve, o si taglino i marescialli, però i privilegi delle alte sfere militari devono rimanere. In tempi di austerity c’è ancora qualcuno che lucida le maniglie d’oro degli sfarzosi appartamenti di rappresentanza. Chi sono oggi i privilegiati della Difesa italiana? Quali sono i benefit arcaici ancora concessi? IL BUFFET DELL’AMMIRAGLIO Bisogna leggerla tutta la mail che il Capitano di Vascello Liborio Francesco Palombella spedisce ai suoi sottoposti, il 3 maggio 2012, alla vigilia della visita dell’ammiraglio Giusppe De Giorgi sulla “Caio Duilio” ormeggiata a La Spezia. «All’arrivo del Cinc (Comandante in capo della squadra italiana, ndr) prevedere in quadrato l’aperitivo con vino bianco ghiacciato, mandorle salate, grana, olive verdi, pizzette, rustici, tartine. Prepararsi a servire caffè d’orzo o tè verde». In …

"Dallo champagne alle case a un euro tutti i privilegi della casta dei generali", di Fabio Tonacci

Le mandorle salate dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi non si toccano. I benefit dei generali nemmeno. Le pensioni devono rimanere dorate, anche se calcolate in base a logiche risalenti ai tempi della Guerra Fredda. La spending review delle forze armate faccia pure il suo sporco lavoro, ma da un’altra parte. Si riduca la truppa, se serve, o si taglino i marescialli, però i privilegi delle alte sfere militari devono rimanere. In tempi di austerity c’è ancora qualcuno che lucida le maniglie d’oro degli sfarzosi appartamenti di rappresentanza. Chi sono oggi i privilegiati della Difesa italiana? Quali sono i benefit arcaici ancora concessi? IL BUFFET DELL’AMMIRAGLIO Bisogna leggerla tutta la mail che il Capitano di Vascello Liborio Francesco Palombella spedisce ai suoi sottoposti, il 3 maggio 2012, alla vigilia della visita dell’ammiraglio Giusppe De Giorgi sulla “Caio Duilio” ormeggiata a La Spezia. «All’arrivo del Cinc (Comandante in capo della squadra italiana, ndr) prevedere in quadrato l’aperitivo con vino bianco ghiacciato, mandorle salate, grana, olive verdi, pizzette, rustici, tartine. Prepararsi a servire caffè d’orzo o tè verde». In …

La nuova legge elettorale

“Non è possibile immaginare che dalla palude venga fuori una qualsiasi governabilità”. Questo è stato il commento di Pier Luigi Bersani sulla riforma elettorale dopo il blitz di Pdl, Udc e Lega che ha alzato a 42,5% la soglia per il premio di coalizione alla prossima tornata elettorale. “Non ce l’ho con nessuno, invito tutti a riflettere, a fare come abbiamo fatto noi: prima di tutto l’Italia. Noi – ha continuato il Segretario del PD – un anno fa abbiamo fatto una scelta che significa prima di tutto l’ Italia, la facessero anche loro questa scelta. La legge elettorale non può lasciare il paese nella confusione: la soglia del 42,5% e’ troppo elevata e occorre studiare una tecnica che consenta alle forze di maggioranza di governare”. “Noi lavoriamo per un accordo pero’ voglio dire due cose molto precise: la prima e’ che nessuno pensi che si possa andare avanti a strappi, magari fatti contro di noi, per poi aggiustare qualcosa dopo. Si deve ragionare sull’insieme di questa riforma. Non si va avanti a strappi. Seconda …

“Lettera di una precaria ai suoi figli”, di Claudia Pepe

Tante volte mi chiedo se è giusto che mi vediate sempre così: assurdamente giovane e caparbia. Tante volte troppo arrabbiata per essere una madre di due splendidi ragazzi. Essere precaria non è da tutti, ci vuole forza, ci vuole carattere, ci vuole il cuore gonfio di passione e di memoria. Oggi, ragazzi, non ci siete. Tutti e due siete ad incontrare la vostra vita, siete presi con un futuro da costruire e un bagaglio in più: una mamma che non smette di lottare. Tante volte mi chiedo se è giusto che mi vediate sempre così: assurdamente giovane e caparbia. Tante volte troppo arrabbiata per essere una madre di due splendidi ragazzi. Non sono qui per chiedervi scusa ma per spiegarvi perché avete una mamma così diversa, una mamma che qualche volta pensa più alla scuola che a stirare bene le camicie o a rattoppare un buco nei vostri jeans o a infornare torte di mele. Essere precaria non è da tutti, ci vuole forza, ci vuole carattere, ci vuole il cuore gonfio di passione e …