Anno: 2012

“Anticorruzione, a Roma il banco di prova”, di David Sassoli

La destra al Governo di Roma e del Lazio è riuscita a rinvigorire i più vecchi e offensivi stereotipi sulla Capitale, carica di trafficoni guidati da un sovrano disprezzo per ogni regola. Ostriche e parentopoli hanno fatto tornare d’attualità l’antica tristissima immagine di «Capitale corrotta, nazione infetta». La questione morale, tuttavia, si presenta in un contesto nuovo. Scandali e malaffare si inseguono in ogni angolo del Paese. E non solo. Non tutto ciò che non è reato è lecito, e il comportamento della classe politica e degli amministratori pubblici deve essere soggetto a maggiore trasparenza e verifica. A Roma dobbiamo ricostruire sulle macerie. È una buona notizia, e arriva nel momento giusto, l’approvazione della legge contro la corruzione. Non è perfetta, ma mai come in questo caso vale il vecchio adagio che «il meglio è nemico del bene». Roma, che tra pochi mesi avrà un nuovo governo cittadino, ha l’occasione e il dovere di essere la prima città ad applicare con il massimo di rigore le nuove regole integrandole con nuovi e vincolanti codici di …

Pomigliano, rivolta contro Marchionne Sindacati e politica: “No ai licenziamenti”, da repubblica.it

Non si fermano le polemiche sul caso Fiat. Da sindacati e politici piovono critiche sulla decisione dell’azienda di mettere in mobilità 19 operai per fare spazio alle riassunzioni ordinate dal tribunale. Sulla vicenda interviene il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. “Penso che si sia gonfiata – dice Bonanni a Tgcom24 – seppur su basi concrete la notizia sui 19 licenziamenti per nascondere la notizia importante degli investimenti. E’ un gioco al massacro portato avanti da tempo. Tuttavia la Fiat ha sbagliato a fare autogol continuando il testa a testa con la Fiom dopo un’affermazione così importante come quella di proseguire con gli investimenti, ingaggiando una competizione forte con Audi e Bmw costruendo auto di lusso”. E poi sul caso di Pomigliano ribadisce: “Faremo ricorsi legali perché per noi non c’è fondamento e si tratta di lavoratori che hanno sottoscritto un accordo. Il presidente della Repubblica farebbe bene a interessarsi del problema della Fiat, ma il problema vero è che il sindacato deve trovare armonia. Se Marchionne avrà avuto facile gioco nel dividere il sindacato, la …

Pomigliano, rivolta contro Marchionne Sindacati e politica: "No ai licenziamenti", da repubblica.it

Non si fermano le polemiche sul caso Fiat. Da sindacati e politici piovono critiche sulla decisione dell’azienda di mettere in mobilità 19 operai per fare spazio alle riassunzioni ordinate dal tribunale. Sulla vicenda interviene il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. “Penso che si sia gonfiata – dice Bonanni a Tgcom24 – seppur su basi concrete la notizia sui 19 licenziamenti per nascondere la notizia importante degli investimenti. E’ un gioco al massacro portato avanti da tempo. Tuttavia la Fiat ha sbagliato a fare autogol continuando il testa a testa con la Fiom dopo un’affermazione così importante come quella di proseguire con gli investimenti, ingaggiando una competizione forte con Audi e Bmw costruendo auto di lusso”. E poi sul caso di Pomigliano ribadisce: “Faremo ricorsi legali perché per noi non c’è fondamento e si tratta di lavoratori che hanno sottoscritto un accordo. Il presidente della Repubblica farebbe bene a interessarsi del problema della Fiat, ma il problema vero è che il sindacato deve trovare armonia. Se Marchionne avrà avuto facile gioco nel dividere il sindacato, la …

“Le tre B che uccisero Tonino”, di Mario Lavia

La caduta di Berlusconi. Il bacio della morte di Beppe (Grillo). La rottura di Bersani. Sono tre B a condannare Antonio Di Pietro, lo stritolano, ne decretano la fine politica. Tutte B decisive, ognuna di loro era indispensabile: se Berlusconi non si fosse suicidato, o se Grillo lo avesse arruolato, o se Bersani lo avesse salvato, probabilmente oggi Tonino sarebbe in forze. Ma contro la tempesta perfetta delle tre B nulla può fare. Si squaglia, Idv. Donadi guarda al Pd, Pancho Pardi strepita, Leoluca Orlando se ne sta sulla riva del fiume: rompete le righe. E così, sta per cadere uno dei simboli – per certi versi “il” simbolo – della Seconda repubblica. Seconda repubblica nata sulle ceneri della Prima che proprio Tonino contribuì in modo determinante a sbriciolare nell’aula del processo Enimont, avviluppato nella toga nera davanti al Craxi arrogante e inefficace, a Forlani con la bava alla bocca, a Carletto Sama smemorato, e a Giorgio La Malfa, Martelli, Altissimo (c’era pure Cariglia), poi Cagliari, Gardini, Citaristi, e il compagno G torchiato senza esito …

"Le tre B che uccisero Tonino", di Mario Lavia

La caduta di Berlusconi. Il bacio della morte di Beppe (Grillo). La rottura di Bersani. Sono tre B a condannare Antonio Di Pietro, lo stritolano, ne decretano la fine politica. Tutte B decisive, ognuna di loro era indispensabile: se Berlusconi non si fosse suicidato, o se Grillo lo avesse arruolato, o se Bersani lo avesse salvato, probabilmente oggi Tonino sarebbe in forze. Ma contro la tempesta perfetta delle tre B nulla può fare. Si squaglia, Idv. Donadi guarda al Pd, Pancho Pardi strepita, Leoluca Orlando se ne sta sulla riva del fiume: rompete le righe. E così, sta per cadere uno dei simboli – per certi versi “il” simbolo – della Seconda repubblica. Seconda repubblica nata sulle ceneri della Prima che proprio Tonino contribuì in modo determinante a sbriciolare nell’aula del processo Enimont, avviluppato nella toga nera davanti al Craxi arrogante e inefficace, a Forlani con la bava alla bocca, a Carletto Sama smemorato, e a Giorgio La Malfa, Martelli, Altissimo (c’era pure Cariglia), poi Cagliari, Gardini, Citaristi, e il compagno G torchiato senza esito …

“I predatori dei libri antichi rubano mille volumi al mese”, di Conchita Sannino

Pesano come carta, valgono come oro. Vengono da lontano, anche dall’Anno Mille. Ma sono diventati il business del futuro, anche se parlano lingue sepolte, il latino, il greco, il fiorentino dei dotti, anche il cinese. Pezzi richiestissimi dalle élite mondiali: perché viaggiano, da un capo all’altro del pianeta, come “titoli” senza scadenza, bottini a sei zeri che non lasciano tracce. Ssono i volumi antichi, gli oggetti del desiderio al centro di un traffico in costante ascesa, nel cuore dell’Europa. Pagine miniate, atlanti, codici, anche breviari di santi. Si rubano facilmente, se ne perdono in fretta le impronte. E i trafficanti corrono — nella quasi totalità dei casi — zero rischi. Perché quei libri non hanno bisogno di finire in un’intercapedine, non «puzzano», non destano sospetti, non portano le stimmate di capitali nascosti alle Cayman. Negli aeroporti, non fanno impazzire i cani antidroga, non rischiano la scure dell’antiriciclaggio come altre più volgari partite di giro. O refurtive. Siamo già ad un picco: 6mila sottrazioni di volumi solo nei soli primi sei mesi del 2012. È l’annus …

"I predatori dei libri antichi rubano mille volumi al mese", di Conchita Sannino

Pesano come carta, valgono come oro. Vengono da lontano, anche dall’Anno Mille. Ma sono diventati il business del futuro, anche se parlano lingue sepolte, il latino, il greco, il fiorentino dei dotti, anche il cinese. Pezzi richiestissimi dalle élite mondiali: perché viaggiano, da un capo all’altro del pianeta, come “titoli” senza scadenza, bottini a sei zeri che non lasciano tracce. Ssono i volumi antichi, gli oggetti del desiderio al centro di un traffico in costante ascesa, nel cuore dell’Europa. Pagine miniate, atlanti, codici, anche breviari di santi. Si rubano facilmente, se ne perdono in fretta le impronte. E i trafficanti corrono — nella quasi totalità dei casi — zero rischi. Perché quei libri non hanno bisogno di finire in un’intercapedine, non «puzzano», non destano sospetti, non portano le stimmate di capitali nascosti alle Cayman. Negli aeroporti, non fanno impazzire i cani antidroga, non rischiano la scure dell’antiriciclaggio come altre più volgari partite di giro. O refurtive. Siamo già ad un picco: 6mila sottrazioni di volumi solo nei soli primi sei mesi del 2012. È l’annus …