Anno: 2013

"La storia non si calpesta", di Adriano Prosperi

Ci sarebbe stato da meravigliarsi se la torrenziale creatività del leader del M5S non avesse colto la ricorrenza per portare avanti la sua strategia di delegittimazione di ogni altra forza politica. Non possiamo dimenticare che grazie alla sua scelta della contrapposizione totale a tutte le altre forze politiche presenti in Parlamento è fallita sul nascere la prospettiva di un governo di cambiamento. Ora, è pur vero che ci sono molte ragioni per non essere contenti del modo di andare delle cose nel nostro paese. Le battaglie del rinnovo del Parlamento e quelle per la elezione del presidente della Repubblica alle quali affidavamo tante speranze hanno avuto esiti imprevisti e inimmaginabili. Quella che sembrava l’occasione per mettere finalmente tra parentesi la stagione dell’amministrazione controllata del paese e per un nuovo avvio della normale dialettica politica, fondata sulla regola democratica del voto popolare, si è risolta in uno scontro lacerante: è stata una partita avvelenata dove veti incrociati, giochi sotterranei e inettitudini varie hanno avuto l’esito di far vincere chi partiva perdente e aveva tutto da guadagnare …

"Torna lo streaming dell’incomunicabilità e Letta esorta i 5Stelle: “Scongelatevi”, di Filippo Ceccarelli

Al terzo o quarto streaming in meno di un mese, risalendo il primo incontro Bersani-Letta con i cinquestelle al 27 di marzo, il giornalista politico comincia a sentirsi un po’ telecronista balbettante e desolato, critico televisivo senza mezzi né preparazione, anima in pena dispersa nel cyberspazio istituzionale. E seppure le fatiche dell’informazione non fanno notizia, la diretta web di ieri, l’incontro fra il presidente incaricato e una sempre più folta delegazione grillina, s’è comunque aperta all’insegna dell’incomunicabilità per poi chiudersi in un pacato botta e risposta a base di freezer e scongelamenti. O meglio, per la verità l’ultima rimarchevole battuta, che quasi certamente Letta si era messo in canna prima ancora di sedersi con i parlamentari del M5S dietro l’ormai famigliare tavolone della Sala del Cavaliere, è quella sulla canzone «Dio è morto», peraltro composta da Guccini un anno prima (1966) che l’incaricato venisse al mondo. Sulla presenza o meno della divinità in questo genere di vicende si può discutere, più o meno laicamente, ma in ogni caso l’esperienza politica – e un po’ anche …

“Beppe sbaglia, i valori della Resistenza sono vivi”, di Andrea Montanari

Antonio Pizzinato presidente onorario dell’Anpi Lombardia, Grillo dice che il 25 aprile è morto. È vero? «Credo che la manifestazione di ieri anche a Milano stia ad indicare che il 25 aprile sia più vivo che mai nel far vivere i valori della Resistenza. Ieri mattina ero a Dongo sul lago di Como. Un luogo simbolo della nostra storia. Ho sottolineato alle nuove generazioni che devono far vivere questi valori e ho ricevuto consensi da tutti. Non è questo il problema, oggi». Qual è? «Il punto è che nell’ultimo ventennio in parte non si sono fatti vivere i valori nati dalla Liberazione che sono implementati nella nostra Costituzione. Non possiamo dimenticare che il valore della Resistenza è stata alla base del decreto luogotenenziale che nel giugno del 1944 stabiliva che spettava solo al popolo sovrano decidere i passi successivi ». Cioè? «Uno dei punti che negli ultimi anni è stato messo in discussione è proprio quello che oggi non sono più gli italiani a scegliere, ma il Parlamento. Ecco perché serve una riforma elettorale subito. …

"Accordo unitario sul salario di produttività", di Massimo Franchi

Il secondo accordo unitario nel giro di una settimana. Dopo il patto sulla rappresentanza, Cgil, Cisl e Uil superano le divisioni di novembre e sottoscrivono con Confindustria un’intesa per dare attuazione al decreto sulla detassazione del salario di produttività. In sostanza la detassazione del salario di produttività (l’aliquota al 10 per cento sui dipendenti con reddito annuo sotto i 40 mila euro, con tetto di 2.500 euro annui) si estende a moltissime piccole aziende, quelle senza Rsu o Rsa, ma riguarderà solo accordi sull’orario di lavoro (la sua distribuzione, la gestione dei turni) e non il demansionamento e il controllo a distanza, argomenti che avevano portato la Cgil a non firmare a novembre. Tanto che da Corso Italia si sottolinea come «questa intesa superi l’accordo separato ». INNOVAZIONE L’accordo «è in linea con le previsioni dei contratti nazionali e dell’accordo del 28 giugno 2011 – spiega in una nota la Cgil – L’intesa costituisce un passo in avanti importante nell’ambito delle relazioni industriali e, a nostro giudizio andrà estesa a tutte le altre associazioni d’impresa …

I “suggerimenti” dei “saggi” sulla scuola. Perché parlarne, di Antonio Valentino

A guardarsi intorno, non ci si aspettava che nel documento dei cosiddetti “10 saggi” si parlasse anche di scuola. Perché – sappiamo – nell’agenda della politica nostrana, la questione scuola non occupa certamente un posto rilevante. Comunque, il documento, fino a ieri, non era di quelli per cui valeva la pena di “spendersi” più di tanto, almeno nella considerazione di chi scrive. Ci poteva essere, da parte di chi si interessa di scuola, una sorta di curiosità su come la vedono personalità più attente ed esperte di questioni istituzionali ed economiche. Niente di più. Con la rielezione di Napolitano a Presidente della Repubblica e con un governo le cui caratteristiche appaiono disegnate nel discorso di insediamento (e con i limiti temporali abbastanza facilmente presumibili – e augurabili -), il documento dei saggi può invece essere letto come possibile base programmatica – come si dice – anche per il governo della scuola per i prossimi due anni (o giù di lì, se le cose marceranno per il verso giusto o che al giusto si avvicinino di …