Anno: 2013

"Ogni surplus vada all'emergenza lavoro", di Laura Mattucci

Nei prossimi mesi destinare qualunque sopravvenienza finanziaria all’emergenza lavoro e al sostegno delle persone e delle famiglie in grave difficoltà economica». Anche per i saggi la crisi e il lavoro sono un priorità, e la relazione sulle materie economiche presentata ieri al presidente Giorgio Napolitano ruota intorno a questi nodi. Tra le prime proposte, quella di «rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga per il secondo semestre dell’anno 2013 (circa un miliardo), e affrontare la grave questione dei cosiddetti esodati». C’è anche quella di rivedere il patto di stabilità interno, e di completare il pagamento dell’intero ammontare dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese e far sì che l’obbligatorio termine di 30 giorni per i pagamenti, in vigore da inizio anno, sia rispettato. Priorità è anche «rilanciare il ruolo dell’Italia negli scambi internazionali», punto che parla diffusamente anche di Expo 2015. Lavoro da creare, da tutelare, da favorire, soprattutto quello giovanile e femminile, «potenziando, tra l’altro, il telelavoro, e gli strumenti per migliorare la concilizione dei tempi di lavoro e di cura familiare e realizzare …

"La grande illusione della web-democrazia", di Giovanni Valentini

Una pena del contrappasso mediatico o un segnale di avvertimento sulle illusioni della cosiddetta democrazia elettronica? L´annullamento delle “quirinarie” online del Movimento 5 Stelle, può essere interpretato in entrambi i sensi,anche, contemporaneamente, nell´uno e nell´altro. Ma si tratta comunque di un flop, tanto più clamoroso perché colpisce un movimento che proprio sulla Rete ha fondato la sua natura costitutiva, la sua identità culturale e politica. Quale che sia ora il responso del “popolo di Internet” a cinque stelle sulle candidature al Quirinale, risulterà fatalmente viziato da una riserva di legittimità e attendibilità che ne compromette il valore. Dai brogli elettorali di antica memoria, nell´era della Democrazia 2.0 si passa così agli imbrogli informatici. Qualsiasi cosa sia successa (Grillo parla di un´intrusione di hacker, la società di controllo di semplici “anomalie”), il vertice del M5S, ha dovuto annullare questa prima tornata della consultazione online. E non è poco per un soggetto politico che finora non ha dimostrato una particolare responsabilità nel suo esordio parlamentare. Ma ora dovrebbe essere lo stesso Movimento a trarne le conseguenze, per …

"L’ostinato pregiudizio", di Claudio Sardo

Il paese è impaurito, sfiduciato: le imprese chiedono aiuto, troppe famiglie precipitano nella povertà, i giovani sono derubati del futuro. Le elezioni hanno prodotto un quadro di ingovernabilità, eppure c’è assoluto bisogno di un governo che provi finalmente a cambiare rotta. Il Paese è stremato anche perché la politica si è dimostrata in questi anni sempre più impotente e la seconda Repubblica ha prodotto un vero e proprio collasso del sistema. Le elezioni hanno prodotto un quadro di ingovernabilità, eppure c’è assoluto bisogno di una riforma della politica, di una stagione costituente, di fare insomma ciò che per vent’anni non si è fatto. Il governo e le riforme. Due binari distinti, ugualmente necessari. Oppure qualcuno pensa che si possa incidere nell’economia reale, e magari agganciare la ripresa, trascurando questo diffuso sentimento di rifiuto verso la mediazione politica e la stessa rappresentanza? O che si possa domare la tigre di Grillo con un governo di tecnici, di ortodossia europea, di continuo dosaggio tra tagli e incentivi, spending review e laboriose trattative a Bruxelles? Nonostante l’insuccesso elettorale, …

"Il peso delle riforme incompiute", di Vincenzo Visco

Alcuni studi hanno valutato che l’effetto della decisione del governo spagnolo di liquidare lo scorso anno circa 30 miliardi di crediti delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni (circa 3 punti di Pil) è stato quello di rendere molto meno grave la recessione economica rispetto a quanto si sarebbe verificato in assenza dell’intervento. In Italia – come è noto – i debiti nei confronti dei fornitori raggiungono i 5-6 punti di Pil il che significa che il drenaggio di risorse operato nei confronti del sistema produttivo è stato enorme e con effetti devastanti, soprattutto in un periodo di forte restrizione creditizia come quello attuale, contribuendo in modo rilevante alla crisi attuale. Quindi l’approvazione del decreto legge che sblocca e rende possibili pagamenti di debiti pregressi per 40 miliardi è un fatto positivo, da tempo dovuto, e da altrettanto tempo rinviato, e la cui formulazione finale riflette anche un contrasto interno molto forte tra Tesoro e Sviluppo economico, risoltosi alla fine (forse per la prima volta) a favore di quest’ultimo. L’intervento tuttavia è limitato a meno …

Per gli elettori di centrosinistra urgenti misure sociali e per il lavoro

Sono stati oltre 18.800 i questionari online riempiti dagli iscritti del Pd e dagli elettori delle primarie, ai quali il Pd aveva inviato gli otto punti di programma per il governo di cambiamento proposti dal segretario, Pier Luigi Bersani, ed approvati dalla Direzione nazionale del partito. Tra le proposte sottoposte agli elettori del centrosinistra e agli iscritti sotto forma di risposta multipla, quella risultata più necessaria e condivisa, scelta dall’81,5% degli oltre diciottomila partecipanti, è quella sulle “Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro”. Tra queste, figurano nell’ordine il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese, la possibilità che i comuni possano fare piccoli investimenti per creare lavoro e mettere in sicurezza scuola e ospedali, lo sviluppo della banda larga, la riduzione del costo del lavoro stabile per renderlo più conveniente del lavoro precario, la lotta all’evasione fiscale anche attraverso la riduzione dell’uso del contante, una vera revisione degli sprechi nella spesa pubblica. In questo capitolo molto indicate sono state anche le proposte del Pd sulla revisione dell’Imu, con lo sconto fino …

"Le responsabilità delle classi dirigenti" di Vittorio Emiliani

Gli industriali italiani esprimono ogni giorno il loro comprensibile allarme. Non pochi continuano a dirsi stupiti per la impossibilità di fare subito un nuovo governo di unità nazionale. Alcuni attribuiscono questa impossibilità ad una «casta» che pensa solo a se stessa. Due dichiarazioni mi sono sembrate particolarmente deludenti e pericolose: il presidente degli industriali emiliani, Marchesini, ha detto in sostanza «mentre l’industria muore, loro (quelli della Casta, n.d.r.) sono impegnati a concordare il prezzo del caffè alla buvette di Montecitorio»; Diego Della Valle ha affermato: i politici sono lì, «ad occuparsi delle loro sedie». Onestamente da due personaggi del loro livello era legittimo aspettarsi di più e di meglio. Magari un’analisi anche più dura, ma un’analisi vera. Queste sono battute da twitter grillino. Che, pronunciate da loro, «fanno opinione». Non è possibile che anche l’élite della classe dirigente del Paese riduca tutto – come fanno ormai alcuni grandi giornali – alla cosiddetta casta senza operare distinzioni fondamentali fra i partiti. Senza attribuire le colpe a chi ce le ha, ma continuando a sparare nel mucchio. …

"Né tecnocrati né folle virtuali", di Fabrizio Barca

«Non cerco adesione, ma confronto». Questa mia dichiarazione, rilasciata a Milano un paio di giorni fa, ha destato stupore in chi schiaccia la politica in una gara fra protagonisti e al tempo stesso dimentica che è solo dal con- fronto, dal conflitto acceso ma ragionevole fra idee, che viene il cambiamento. Il mio scritto «Un partito nuovo per il buon governo» è figlio dell’azione ministeriale per la «coesione territoriale», un’esperienza che mi ha portato a concludere che senza una nuova «forma partito» non si governa l’Italia. Ho dunque provato a immaginare i tratti e le funzioni di questa nuova forma, concentrando l’attenzione su un partito di sinistra, essendo questo ciò che risponde ai miei convincimenti. Per capire ciò di cui sto parlando, faccio riferimento alla storia più recente. Il solco profondo apertosi fra cittadini e «politici», la debolezza dei partiti nell’interpretare bisogni, e soprattutto nel promuovere nei territori il confronto sulle soluzioni, la loro incapacità di incalzare lo Stato, anzi la «fratellanza siamese» con esso, l’ho avvertita pesantemente in questi mesi di governo. L’ho riconosciuta …