Anno: 2013

«Commissione d’inchiesta su tutte le stragi irrisolte», di Pietro Grasso

Care senatrici, cari senatori, mi scuserete, ma voglio rivolgere questo mio primo discorso soprattutto a quei cittadini che stanno seguendo i lavori di quest’Aula con speranza e apprensione per il futuro del nostro Paese. Il Paese mai come oggi ha bisogno di risposte rapide ed efficaci all’altezza della crisi economica e sociale, ma anche politica, che sta vivendo. (…). Quando ieri sono entrato per la prima volta da senatore in quest’Aula mi ha colpito l’affresco sul soffitto, che vi invito a guardare. Riporta quattro parole che sono state sempre di grande ispirazione per la mia vita e che spero lo saranno ogni giorno per ciascuno di noi nei lavori che andremo ad affrontare: Giustizia, Diritto, Fortezza e Concordia. Quella concordia, e quella pace sociale, di cui il Paese ha ora disperatamente bisogno. Domani è l’anniversario dell’Unità d’Italia, quel 17 marzo di 152 anni fa in cui è cominciata la nostra storia come comunità nazionale dopo un lungo e difficile cammino di unificazione. Nei 152 anni della nostra storia, soprattutto nei momenti più difficili, abbiamo saputo …

"Ora si può voltare pagina", di Claudio Sardo

Laura Boldrini e Pietro Grasso. l’Italia che vuole il cambiamento, che ama la Costituzione, che combatte mafie e illegalità, che considera insopportabili le sofferenze dei più poveri, ha due presidenti delle Camere di cui andare orgogliosa. Se il voto ha prodotto uno scenario di incertezza, se la giornata d’esordio del nuovo Parlamento è stata confusa e inconcludente, ieri è stato un bel giorno di riscatto. Un giorno di speranza, che i discorsi dei neo-eletti hanno amplificato e abbellito. Proprio il 16 marzo, anniversario del rapimento di Aldo Moro e della strage degli uomini della sua scorta: allora, quell’attentato interruppe un processo democratico e deviò la storia nazionale verso esiti regressivi. Sarebbe bello se ora si aprisse davvero una pagina nuova, se, nella difficoltà, le istituzioni si mostrassero capaci di rispondere positivamente alla domanda di innovazione, alla richiesta di nuova politica, che le elezioni hanno espresso in modo dirompente. Il Parlamento è profondamente rinnovato. Come mai era accaduto in passato. Sono le Camere più giovani d’Europa e finalmente la presenza femminile è vicina a un terzo …

"Il lungo viaggio di Laura ridà nobiltà alla politica", di Adriano Sofri

Succede a volte di dirsi: non avrei voluto vivere fino a vedere… Non avrei voluto vedere l’Italia trasformata nel “paese dei respingimenti in mare”, e di troppe altre bandiere triste. Ieri ero incredulo e grato di poter vedere una donna giovane, emozionata e risoluta, che diceva dal seggio più alto di Montecitorio le cose più belle che si possano augurare al proprio paese, al mondo e a se stessi. Era un repertorio scrupoloso e imperterrito, e consentiva di reinterrogarsi sulla differenza fra la correttezza politica e la nobiltà politica. La differenza, se si eccettuino le sciocchezze dello zelo fanatico, che sono solo sciocchezze, non riguarda tanto le cose dette, ma il loro rapporto con chi le dice. Il pulpito. Laura Boldrini, deputata quasi per caso e appena dopo presidente della Camera dei deputati quasi per caso, stava argomentando principi e propositi cui si è ispirata e che ha perseguito nel lavoro e nella vita. In bocca ad altri, le belle parole sarebbero suonate stridenti come un gesso nuovo su una vecchia lavagna. L’assemblea, con le …

Il ricordo contro le mafie "non uccidiamoli ancora", di Osvaldo Sabato

Quando sul palco si alternano le voci di chi legge uno per uno i nomi delle vittime della mafia, il silenzio è irreale nella grande piazza vicina allo stadio di Campo di Marte. Viene interrotto solo dagli applausi della gente. Sullo sfondo la marea dei centocinquantamila, che ieri a Firenze hanno sfilato in corteo nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di chi ha perso la vita sotto i colpi della mafia, camorra e ‘ndrangheta, organizzata da Libera e Avviso Pubblico. Tanti gli striscioni, le bandiere (ci sono anche quelle dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil) e i palloncini colorati. In testa al lungo serpentone i familiari delle 900 vittime. I Gonfaloni dei comuni e della Province fanno da contorno, come la lunga bandiera della pace che idealmente abbraccia chi ha dovuto sopportare il dolore per un parente o un figlio ucciso dalla criminalità di stampo mafioso. Sul palco ad uno ad uno sono ricordati i nomi dei magistrati, giornalisti, uomini delle forze dell’ordine e bambini morti per mafia. Dietro di loro una …

"Sono 490mila i lavoratori a zero ore, +22% sul 2012. Risorse per la Cassa in deroga fino a maggio", di Laura Matteucci

Sono 490mila i lavoratori in cassa integrazione a zero ore, e per loro il taglio del reddito quest’anno è di circa 650 milioni di euro, il che equivale a circa 1.300 euro per ogni singolo lavoratore. E stiamo parlando solo della cassa a zero ore, quando cioè il dipendente non lavora affatto. Poi, c’è il ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (4 settimane): in questo caso sono coinvolti 977.150 lavoratori. Tra i settori in cui se ne fa maggiore ricorso, al primo posto si conferma ancora una volta la meccanica, seguono il commercio e l’edilizia. Sono i numeri elaborati sulle rilevazioni Inps dall’Osservatorio Cig della Cgil nel rapporto di febbraio. Che riportano l’attenzione sull’emergenza lavoro, sulla perdita di potere d’acquisto e sull’esclusione sociale. Come ha ricordato la segretaria della Cgil Susanna Camusso ancora l’altro giorno: «Mi auguro un governo di cambiamento che si occupi di lavoro come del fondamento della politica economica. Le mere politiche di austerity non risolvono i problemi». I dati derivano dal ricorso alla cassa integrazione …

“Scelti due testimoni, la mia rinuncia non è eroismo”, di Umberto Rosso

«Un segnale forte, di discontinuità, di cambiamento. Questo vuol dire l’elezione di Laura Boldrini e Pietro Grasso alle presidenze delle Camere, due importanti personalità che arrivano dalla società civile e con due bellissime storie alle spalle. La gente è stanca di parole, vuole testimoni». E lei onorevole Franceschini, ha dovuto compiere il passo indietro dal vertice di Montecitorio. «Il Pd aveva immaginato un altro percorso, per allargare la maggioranza. Ci siano ritrovati di fronte solo dei no. A quel punto, quando siamo stati nelle condizioni di fare la mossa nuova, un minuto dopo l’abbiamo fatta. E per me, l’interesse personale viene sempre dopo quello generale. Chi mi conosce lo sa. C’è la mia storia politica che parla». Com’è andata? «Siamo partiti, appunto, dalla necessità di scelte ampie per individuare i presidenti delle Camere. Non una cosa targata sola Pd. Passaggio obbligato, se vogliamo far nascere il governo. Abbiamo provato con il M5S: un muro. Abbiamo tentato anche con Monti: un altro muro. Con il Pdl non lo abbiamo trovato, quel muro, per il semplice motivo …

"Quesi segnali in arrivo dai 5stelle", di Eugenio Scalfari

Da molti anni non mettevo più piede a Montecitorio, è passato tanto tempo da quando nel 1968 entrai in quel palazzo da deputato e prima e dopo più volte da giornalista. Ancora ricordo l’incontro che feci in Transatlantico con Giorgio Amendola. Mi accolse con affetto, ci conoscevamo bene fin dai tempi dei convegni organizzati dal “Mondo”. Mi diede il benvenuto, «c’è bisogno di facce nuove », mi disse ma poi aggiunse: «Resterai deluso perché qui noi costruiamo castelli di sabbia, neppure bagnata». Non era una prospettiva incoraggiante costruire castelli con la sabbia secca, eppure in quelle stanze, in quei corridoi, in quell’aula c’erano i rappresentanti del popolo sovrano e questo mi dava orgoglio e speranza. Ieri ci sono tornato. Volevo respirare l’aria che tira nel momento in cui le facce nuove e giovani sono il settanta per cento dei deputati e le donne poco meno della metà. M’è sembrato che la curiosità fosse il sentimento dominante che animava tutti, insieme ad un certo imbarazzo sul contegno da assumere verso gli altri, i giornalisti anzitutto, ma …