Anno: 2013

"L'Europa prova la ricetta americana "Basta austerity", è l'ora dello sviluppo", di Federico Rampini

Il dopo austerity sta cominciando. Dai vertici dell’Unione europea arrivano segnali, ancora discreti ma inequivocabili, di un cambiamento di rotta. Nessuno vuole prendere atto in modo brutale che le terapie fin qui applicate nell’eurozona erano proprio sbagliate.UNA tesi che invece ha autorevoli sostenitori su questa sponda dell’Atlantico: da Barack Obama al Nobel Paul Krugman. Senza ripudiarla troppo esplicitamente, l’austerity viene liquidata con uno stillicidio di dichiarazioni. Messe insieme, anticipano la fine di un’èra. Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, ora finge che i feroci salassi al Welfare non abbiano mai avuto un imprimatur da Bruxelles: «E’ un mito che l’Unione europea imponga politiche dure, non è vero». Più drastico e anche autocritico, il presidente uscente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Claude Juncker: «L’Europa sta sottovalutando la tragedia della disoccupazione, supera l’11% e non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo realizzare politiche più attive per il mercato del lavoro». Alla Bce Mario Draghi ammette che ancora «non si vedono segnali di miglioramento dell’economia reale» (l’unica che conta per i cittadini: investimenti, lavoro, reddito). Draghi rifiuta di pronunciarsi …

"Tutti i paesi Ue dovrebbero fissare un salario minimo", di Marco Zatterin

Alla fine del mandato, dopo otto anni di regno sull’Eurogruppo, JeanClaude Juncker decide di dire la verità, la «sua» almeno. «Ho dubbi sul modello di risanamento che abbiamo applicato in alcuni paesi», confessa il lussemburghese. Pensa alla Grecia, in particolare, e non solo. L’austerità gli è parsa eccessiva, soprattutto rispetto agli scarsi progressi conseguiti nel sociale. «Stiamo sottovalutando l’enorme tragedia della disoccupazione che ci schiaccia – avverte -, occorrono politiche più attive». Ad esempio, «ogni paese dovrebbe introdurre un salario minimo per legge, così da impedire che la crisi pesi sul reddito delle fasce più deboli: altrimenti, perderemmo credibilità e il sostegno della classe operaia, ma non me la attribuite, non è mia, è di Marx». Discorso d’addio, franco, non privo di battute salaci sui «filosofi del Nord», i signori del rigore condotti da Frau Merkel. «Il peggio è passato ha stimato Juncker davanti alla Commissione Economia dell’Europarlamento -, eppure ciò non toglie che ci attendano tempi difficili». Una linea precisa, la sua, la stessa (solo ben più tagliente) dei discorsi con cui il presidente …

"La nuova strada per le donne in politica", di Mariella Gramaglia

Partito democratico e Sinistra ecologia e libertà, le prime due formazioni politiche che hanno presentato le liste elettorali, hanno fatto una scelta piuttosto netta a favore della democrazia paritaria, di una strategia, cioè, che renda il Parlamento specchio fedele di un Paese popolato da due sessi. Sedici donne su 38 capilista e 40 per cento di presenze femminili nelle liste per il Pd. Qualche decimale in più per Sel: 50 per cento di capilista e 46 per cento nelle liste. Naturalmente, dato che il sistema a «chiusura lampo» (un uomo che si alterna a una donna, giù giù fino alla fine dell’elenco) non è stato rispettato in maniera notarile, non è detto che la quota delle elette corrisponderà esattamente a quella delle chiamate, soprattutto per la formazione più piccola e più soggetta agli umori imprevisti dell’elettorato. Ma tant’è: siamo di fronte a un’ottima volontà, mentre in queste ore le altre formazioni stanno per chiudere le loro partite. C’è da augurarsi che lo spirito di emulazione abbia la meglio ovunque e la scelta di un nuovo …

"Tanto rumore per quasi nulla", di Curzio Maltese

Gli amici tienteli stretti, ma i nemici ancora più stretti, consigliava il Padrino. Berlusconi e Santoro erano destinati a incontrarsi di nuovo. Sono due uomini di televisione, quindi il loro conflitto era fondato sulle leggi dello spettacolo e non su presunti valori. Sono entrambi narcisi sfrenati, di conseguenza sfrenatamente vittimisti. In fondo si stimano, hanno lavorato insieme, durante uno dei tanti drammatici, ma in genere vantaggiosi periodi di esilio dalla Rai di «Michele chi?». Potrebbero tornare a farlo, se fosse conveniente, per esempio dopo una vittoria del Pd alle elezioni. Per Santoro l’epopea del Cavaliere è stata una manna di share dal cielo, compreso ieri sera. Berlusconi ha lucrato un’intera avventura politica sui vizi di una sinistra parolaia e gonfia di sé, ma alla fine disponibile al compromesso, che Michele Santoro ha sempre incarnato, fin dalla gioventù nell’unione dei marxistileninisti, alla militanza nel Pci, alla carriera di tribuno televisivo. In questi casi la domanda è chi sta fregando l’altro, una volta stabilito che tutti e due sono geniali nel fregare i seguaci. La risposta è …

"La ricostruzione terminerà nel 2019", di Natascia Ronchetti

La ricostruzione post-terremoto in Emilia sarà più veloce rispetto all’esperienza di altri territori, in Italia e all’estero, colpiti da un sisma, ma non potrà comunque considerarsi definitivamente conclusa fino al 2019. Questa l’ipotesi formulata da uno studio Ervet Prometeia commissionato da Regione e Unioncamere Emilia-Romagna, in base alla quale ci vorranno circa sette anni per archiviare la drammatica esperienza di un terremoto che ha provocato oltre 11,5 miliardi di danni, dei quali quasi tre alle sole imprese dell’industria, del commercio e dei servizi, altri 2,3 all’agricoltura e al sistema agroindustriale. La squadra di Errani ha però un obiettivo chiaro: trasformare questi anni di cantiere in un’occasione unica di innovazione del tessuto produttivo e trasformare il cratere in una grande fucina di innovazione. Si muove in questa direzione il bando annunciato ieri dalla Regione da 40 milioni di euro all’interno del quale sono previsti nella “zona rossa” fino a 200mila euro di contributo a fondo perduto per ogni pratica (il 45% dell’investimento complessivo) per innovazione e adeguamento tecnologico, nuove ricollocazioni produttive, efficienza ambientale. E sullo stesso …

Bersani a Monti: «Non aiutare Pdl e Lega», di Maria Zegarelli

C’è una «lepre da smacchiare», visto che la pratica «giaguaro» è ormai stata archiviata. Pier Luigi Bersani attinge alle sue note metafore per dire dagli studi di SkyTg24 che il Pd corre avanti e gli altri sono costretti a stargli dietro, ma quando si tratta di parlare a Mario Monti va dritto al punto: «Deve dirci contro chi combatte. Deve dirci da che parte sta. Va bene tutto quello che sta facendo ma se poi, alla fine, queste mosse servono per togliere le castagne dal fuoco a Berlusconi e alla Lega, allora qualcuno dovrà risponderne». Evidente il riferimento alla candidatura a cui sta pensando il Professore di Gabriele Albertini al Senato e alla Regione in quella Lombardia così importante per assicurarsi la maggioranza a Palazzo Madama. Il leader del centrosinistra ribadisce quanto poche ore prima il suo vice al Nazareno, Enrico Letta ha detto sul futuro: dopo le elezioni il Pd guarderà ai centromontisti perché «quello che penso lo dico da tre anni: alleanza dei progressisti e poi dialogo con tutte le forze riformiste, europeiste, …

"Boccata d’ossigeno per oltre 1.000 istituti: arrivano 54 milioni di euro", da La Tecnica della Scuola

Serviranno per coprire le spese per supplenze e personale. Scelte le scuole che vantavano maggiori crediti: per quelle più in difficoltà i rimborsi saranno anche di 200mila euro. Ma altri 8.000 istituti rimarranno a bocca asciutta. Boccata d’ossigeno per poco più di mille istituti scolastici. Attraverso un comunicato, il Miur ha fatto sapere che 1.076 scuole, su un totale di oltre 9mila, riceveranno complessivamente, 54,4 milioni di euro. Lo stanziamento, che potrà oscillare da un minino di 800 euro ad un massimo di 200mila euro, andrà a coprire le spese per le supplenze e per il personale (progetti e attività approvate attraverso il Pof e gli organi collegiali). Ma quali saranno gli istituti prescelti? Nel comunicato c’è scritto, genericamente, che le risorse alle “scuole con le maggiori difficoltà finanziarie. Attraverso un’attenta verifica dei debiti di tutte le scuole italiane, il Miur ha individuato gli istituti che, dopo aver anticipato con risorse proprie i pagamenti delle supplenze e di altre spese per il personale, si trovano a dover gestire le maggiori difficoltà di bilancio. Le scuole …