Anno: 2013

"Welfare e diritti. L'Italia che vorrei", di Carla Cantone

Dopo il berlusconismo e il montismo arrivano le elezioni per il Parlamento e la parola passa agli elettori, che dovranno scègliere fra le forze politiche che si candidano a governare il nostro Paese. Nei quattro anni passati ci è capitato di tutto ed ora assistiamo a tanta ipocrisia e tanta faccia tosta in chi ha governato in questo periodo il nostro Paese. Il governo Berlusconi ha fortemente sottovalutato la crisi economica, negandone la sua reale esistenza, ed ha nel contempo messo in atto un drammatico smantellamento del welfare, principalmente attraverso la riduzione della spesa sociale, l’introduzione di ticket sulle prestazioni di carattere sanitario e la riduzione dei redditi da pensione. D’altronde per riassumere l’impostazione del governo Berlusconi, basta richiamare alla memoria il Libro Bianco dell’ex Ministro Sacconi, chiaramente volto in modo monodirezionale al concetto di dovere del cittadino nei confronti della società, la quale non deve più essere accudita e seguita da un welfare paternalistico, ma deve invece guardare con serenità alla privatizzazione. Il governo Monti ha invece attuato una politica di rigore a tutti …

"Patrimoniale: quella tassa che divide la politica italiana", di Massimo Riva

«Il miracolo che l’imposta patrimoniale è chiamata a compiere in Italia è davvero grande: niente meno che mutare a fondo la psicologia del contribuente». Queste parole scritte dal campione liberale Luigi Einaudi nel 1946 restano tuttora una prima e indispensabile chiave di lettura per cercare di spiegarsi il furore politico e la strumentalità demagogica che agitano oggi la campagna elettorale attorno al tema di un prelievo sulla ricchezza accumulata. Da economista acuto lo studioso, che sarebbe diventato governatore di Bankitalia e poi capo dello Stato, soggiungeva che con questa riforma fiscale si doveva porre fine della lunga era di incrementi continui delle imposte ordinarie sul reddito. C’era, insomma, nel disegno einaudiano una duplice razionalità. La più evidente di stampo economico: prelevando più dai patrimoni che dai redditi, lo Stato avrebbe creato le condizioni migliori per un aumento della domanda ovvero di quei consumi che restano la fonte principale di stimolo alla crescita di investimenti e occupazione. Non meno importante, però, era anche la matrice etica della sua proposta che sottintendeva la necessità di riaggiustare nel …

"L'economia lumaca", di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini

C’è un’attesa spasmodica per la crescita dell’economia ma ancora non è chiaro in quali modi essere suscitata. La politica non riesce a dare l’impulso capace di determinare l’inversione del ciclo per far ripartire una nuova fase di sviluppo. Occorre mettere in moto un meccanismo virtuoso in grado di autoalimentarsi. Per questo sono essenziali aspettative ottimistiche che possano rompere il clima di sfiducia che paralizza l’economia. Ma, per affermarsi, tali aspettative hanno bisogno di azioni concrete ed efficaci. Finora le maggiori banche centrali hanno praticato una politica di espansione monetaria. Ma la maggiore offerta di moneta non è stata accompagnata da un aumento equivalente della velocità di circolazione. Dalla fine del 2008 la velocità di circolazione, cioè la frequenza media con cui un’unità di moneta è spesa in beni e servizi, è letteralmente crollata su valori più bassi di quelli che si ebbero dopo la Grande Crisi del 1929. Di conseguenza, la maggiore quantità di moneta immessa nell’economia non ha prodotto finora un significativo recupero dei consumi delle famiglie e degli investimenti delle imprese. La moneta …

"Detrazioni deboli? Colpa della destra", di Marco Causi

La riforma del catasto e la definizione della nuova Isee nella prossima legislatura potranno soddisfare le richieste dell’Unione europea. Sono due gli elementi di equità sull’Imu: il sistema di detrazioni, ancorato al numero di figli piuttosto che a indicatori di reddito, e l’inappropriatezza delle stime catastali, per le quali un appartamento nel centro storico di una città italiana vale in molti casi meno degli appartamenti di nuova edificazione nelle periferie metropolitane. Su tutti e due questi elementi, segnalati da emendamenti non accolti del PD al decreto “Salva Italia”, interveniva positivamente la delega fiscale Ceriani, approvata dalla Camera ma poi sciaguratamente affossata al Senato dal Pdl: è stato il primo provvedimento a subire le conseguenze della decisione di Berlusconi di staccare la spina al governo Monti. Nella delega fiscale si avviava finalmente la riforma del catasto – attesa da oltre vent’anni – e si riconducevano le detrazioni all’indicatore di condizione socio economica delle famiglie (Isee). Il quale Isee, intanto, veniva rinnovato da Cecilia Guerra – arricchito nelle componenti patrimoniali e messo in sicurezza con un completo …

"Nell’inferno di Rosarno gli uomini sono tornati schiavi", di Giuseppe Salvaggiulo

Letti di terra nel dormitorio dove abitano mille lavoratori. Le tende sono fatte con pezzi di plastica, spago, cartoni e lastre di eternit. Gli africani dormono su letti di terra pressata pronti a trasformarsi in fango alla prima pioggia. Cucinano riso e ali di pollo in bidoni di risulta. I bagni sono due fosse a cielo aperto. Sbaglia chi dice che a Rosarno, tre anni dopo la rivolta dei migranti, le devastazioni, la controrivolta degli italiani, la caccia all’uomo e infine la deportazione dei neri, tutto è come prima. È peggio. Gli africani sono di nuovo mille, come allora: arrivati in autunno, ripartiranno in primavera dopo aver raccolto agrumi a 25 euro al giorno, anche se adesso i padroni prediligono il cottimo che aumenta la produttività: un euro a cassetta per i mandarini e 0,50 per le arance, in ogni cassetta 18-20 chili di raccolto. Nel pieno della stagione lavorano trequattro giorni a settimana, a chiamata, versando tre euro al caporale che li carica all’alba sul pullmino. Nei giorni di magra girano in bici nella …

Carceri, la figuraccia dell’Italia. Napolitano: “Condanna mortificante”, di Paola Fabi

La conferma, forse, fa più male della parola che bolla e boccia il sistema carcerario italiano: «inumano». Perché l’Italia, secondo la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, viola i diritti dei detenuti riservando per loro un trattamento «degradante» e «inumano» appunto, tenendoli in celle di meno di 3 metri quadrati a testa in un sovraffollamento «strutturale e sistemico». Una situazione già nota (come dice il ministro Severino che si dichiara comunque «avvilita» per non essere riuscita a portare avanti il ddl del governo sulle misure alternative al carcere) e che i numerosi suicidi dei detenuti (due già dall’inizio del 2013) confermano. Ed è di poche settimane fa il clamoroso sciopero della fame e della sete del leader dei Radicali, Marco Pannella. Una «mortificante conferma», secondo il capo dello stato Napolitano, «della perdurante incapacità del nostro stato a garantire i diritti elementari dei reclusi in attesa di giudizio e in esecuzione di pena», e nello stesso tempo di una sollecitazione pressante da parte della Corte a imboccare una strada efficace per il superamento di tale …

Soddisfazione per le liste Pd al vaglio della Direzione nazionale

Importanti novità sono emerse dalla Direzione nazionale del Pd convocata per varare le liste dei candidati alle politiche di febbraio. Confermate le posizioni sicure dei quattro candidati Richetti, Guerra, Pini e Vaccari. Modena avrà altri due parlamentari modenesi scelti dal nazionale per il loro impegno su temi specifici: sono il carpigiano Edo Patriarca e la consigliera provinciale Cécile Kashetu Kyenge. Buona anche la posizione in cui è stata collocata la parlamentare uscente Manuela Ghizzoni (27esima, subito dopo il segretario provinciale del Pd Davide Baruffi), una posizione che le consentirà, se il risultato del Pd sarà buono, di confermare il suo impegno per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma. Una squadra davvero folta, oltre le aspettative: anche il politologo modenese Carlo Galli è stato confermato in lista, mentre la vignolese Laura Garavini ha avuto l’ok dai coordinamenti Pd dei paesi che costituiscono il seggio Europa per una sua ricandidatura. “Quindi un Pd modenese che potrebbe risvegliarsi dopo le elezioni con la più folta pattuglia parlamentare di sempre”: è il commento del coordinatore provinciale della segreteria …