"La prudenza di Obama, come Kennedy con Cuba", di Sam Tanenhaus
Di colpo lo spettro della Guerra Fredda è tornato. Certi conservatori spingono Obama ad affrontare Putin nella grandiosa tradizione di altri presidenti coi leader sovietici da Stalin a Gorbaciov. Obama quasi l’ha fatto quando ha avvisato «(Mosca) pagherà l’intervento militare in Ucraina». Alcuni insistono che Obama può evitare la guerra civile, dichiarando il sostegno agli ucraini in piazza. Una posizione simile richiama l’“Ich bin ein Berliner” di Kennedy a Berlino Ovest nel 1963, o la visita di Reagan nel 1987 col suo “Tirate giù il muro” indirizzato ai sovietici. Persino Obama sembrava pescare dalla memoria collettiva di vecchie lotte fra superpotenze quando ha dichiarato che l’approccio americano all’Ucraina «non dev’essere visto come una scacchiera da Guerra Fredda dove siamo in concorrenza con la Russia». L’immagine della scacchiera è una metafora familiare della Guerra Fredda. Però, trae in inganno. Molte scelte ricordate oggi per la lungimiranza, genialità tattica, furono denunciate all’epoca come debolezza. Gesti eclatanti, pubblici valsero meno di altri piccoli, nascosti. Nata con l’età nucleare, la Guerra Fredda fu definita meno dalla conflittualità che dalla …
