Anno: 2014

"Il declino dei ceti medi", di Ilvo Diamanti

È finita un’era, in Italia. Ha segnato la società e l’economia e, quindi, anche la politica. È l’era dei ceti medi, che ha marcato la crescita del Paese, dopo gli anni Ottanta. Quando lo sviluppo economico ha cambiato geografia e localizzazione produttiva. Dalle grandi fabbriche delle metropoli del Nord si è spostato nelle piccole aziende del Nordest — e dell’Italia centrale. Giuseppe De Rita, con il suo linguaggio immaginifico, negli anni Novanta, aveva definito questa tendenza: “cetomedizzazione”. Un processo antropologico, oltre (e più) che socioeconomico. Si spiega attraverso «l’innalzamento di coloro i quali erano alla base della piramide e lo scivolamento di una parte della vecchia elite». In altri termini, a partire dagli anni Ottanta, si è assistito al declino della borghesia urbana e industriale, peraltro, in Italia, tradizionalmente debole. E al parallelo affermarsi di una piccola borghesia, diffusa nel mondo delle piccole imprese e del lavoro autonomo. Distante e ostile rispetto allo Stato e alla politica. Educata ai valori della competizione individuale e, meglio ancora, dell’individualismo possessivo, per citare Macpherson. Questa realtà socio-economica si …

"La corruzione costa 60 miliardi di euro", di Nicola Luci

Non ci voleva l’Europa per capire che la corruzione in Italia è un fenomeno preoccupante. Ma, nel primo rapporto sulla lotta alla corruzione che la Commissione Ue renderà noto oggi, si dice anche che il problema non riguarda solo Italia. Il fenomeno è diffuso in tutto il Continente. E non è a basso prezzo. Ci costa moltissimo. Secondo il rapporto oltre 120 miliardi di euro. Va anche detto che la stessa Commissione riconosce al nostro Paese gli sforzi legislativi, definiti notevoli, per combattere il fenomeno. Che pur tuttavia dalle nostre parti resta «preoccupante». Per questo Bruxelles suggerisce di potenziare il regime di integrità delle cariche pubbliche elettive, di consolidare la legge sul finanziamento ai partiti e risolvere con «massima urgenza» le carenze della prescrizione e le lacune in materia di conflitto di interesse. Norme che in Italia fanno ricordare il periodo in cui Silvio Berlusconi era alle prese con i suoi guai giudiziari. Ma, come detto, pur con i nostri limiti, non siamo messi peggio degli altri. Dalla relazione emerge infatti che il fenomeno merita …

"Renzi: batteremo la nuova destra", di Claudio Tito

IL centrosinistra può vincere anche senza i centristi di Casini. La legge elettorale si può modificare solo con l’accordo di tutti. Il rimpasto lo deve decidere Letta e la legislatura può andare avanti se si fanno le riforme. Grillo si sta sgonfiando come un palloncino ma gli atti di questi giorni sono squallidi e squadristi. Il segretario del Pd Matteo Renzi rilancia. È SICURO che la strada imboccata può portare a disegnare un nuovo assetto istituzionale e politico. Confermando il bipolarismo e restituendo al fronte progressista la chance di guidare il paese «senza larghe intese». «Se vogliamo il bipolarismo — avverte —, non mi stupisce che Casini stia di là. Anzi io assegno all’Ita-licum la forza di aver salvato questo principio. E ha messo a tacere i cantori della Prima Repubblica». Ma non teme che Berlusconi si rafforzi? Mette insieme tutti i centristi, riunisce un bel po’ di listine e batte di nuovo il centrosinistra. «Ma la nostra vittoria non dipende dal sistema di voto. Sarebbe il fallimento della politica se affidassimo il nostro successo …

"I grillini vogliono caos non riforme", di Gianni Riotta

Dal 2012, con la vittoria di Beppe Grillo in Sicilia, fino alla scorsa primavera, l’opinione pubblica di sinistra ha coccolato i Cinque Stelle. Dopo il successo grillino alle elezioni di febbraio un manifesto di intellettuali spingeva perché il Partito democratico formasse un governo con Grillo e Gianroberto Casaleggio, con giornali, riviste, case editrici fiancheggiatori del movimento mobilitati perché l’ex attore andasse al potere. Analogo fermento si raccolse attorno alla candidatura di Stefano Rodotà al Quirinale: ignari che il costituzionalista aveva, in un’intervista, paragonato con severità Cinque Stelle alla destra oltranzista ungherese di Orban, i grillini ne scandivano il nome in strada. Né l’infatuazione era solo italiana: l’autorevole «New Yorker», in un rapito ritratto di Grillo, concludeva con l’ex attore che, al cadere della sera, chitarra in mano, canta ai pescatori sardi una ballata, «con la rauca voce di Ray Charles». In politica però un anno può essere più struggente di un vecchio blues e la cotta della sinistra per Grillo sembra svaporarsi. Ora che si bruciano i libri del decano Corrado Augias, e il parlamentare …

"Allarme scrittura, i giovani non sanno più usare la penna", di Angela Padrone

Ci sono ricercatori convinti che la perdita di dimestichezza con la penna abbia effetti negativi sul nostro cervello «Mamma, ma perché devo proprio imparare a scrivere bene le lettere? Basta che pigi i tasti e vengono da sole….» Paolo, quarta elementare, ha già ben chiaro il problema: vale la pena impegnare i bambini, e poi i ragazzi, con la scrittura a mano, visto che poi useranno sempre di più la tastiera? Ha ancora senso sforzarsi con penna e matita? Negli ultimi anni l’allarme di molti pedagoghi si è diffuso soprattutto nel mondo occidentale: quattro anni fa una ricerca americana constatava che i ragazzi di 16-17 anni non sapevano più scrivere in corsivo, l’85% usava già solo lo stampatello. In Gran Bretagna la ricerca di Docmail rilevava due anni fa che un adulto usava carta e penna per scrivere al massimo una volta ogni 41 giorni e che un terzo delle persone non aveva scritto nulla a penna nei precedenti sei mesi. Si dirà: pazienza, è il mondo che cambia. Invece non è così: la scrittura …

"Super Bowl Italia", di Massimo Gramellini

Per qualcuno questo Buongiorno suonerà aziendalista, nazionalista e addirittura campanilista. Ma che la notte scorsa centotredici milioni di americani inchiodati con birra e patatine davanti ai televisori per il Super Bowl abbiano visto per la prima volta, in mezzo ai soliti marchi dell’economia globale, una bella cosa progettata e costruita in Italia, in uno stabilimento della mia Torino dove ancora due anni fa si produceva soltanto polvere, rappresenta un discreto contributo all’autostima. Lo spot della signora Maserati (di cui parliamo qui) avrà colpito gli americani per il messaggio: i nemici sono più grandi e più forti, ma «noi» pensiamo a lavorare sodo, fidandoci dei nostri istinti, e al momento giusto usciamo dall’ombra e attacchiamo. Agli italiani, che venti secoli di cinismo hanno reso in parte impermeabili a queste scariche di adrenalina, se non il messaggio dovrebbe interessare almeno il massaggio: al nostro orgoglio, fiaccato dalle delusioni, e alla nostra intelligenza, svilita dalle ingiustizie. Per quanto il pregiudizio non sempre corrisponda ancora al vero, nel mondo l’Italia continua a essere percepita come lo scrigno della Grande …

"Intelligenti si diventa così. Le capacità critiche per orientarsi nel mare magnum dell'informazione sono meno diffuse di quanto si creda", di James Flynn

Invecchiando, sento una forte spinta a cercare di offrire alle persone un’istruzione migliore di quella che sono stato in grado di fornire ai miei studenti lavorando all’interno di diverse università. Senza dubbio questo stimolo è il sostituto, per un ateo, del desiderio che prova chi ha una fede religiosa di salvare le anime. Non posso promettere una vita dopo la morte, ma posso cercare di salvare le persone dall’ignoranza che paralizza la mente. Anche se un meteorite domani ci eliminasse tutti, quante più persone andassero incontro alla morte avendo realizzato il potenziale che è in loro, tanto più l’esperimento umano su questo pianeta potrebbe dirsi riuscito. Conosco molte persone che hanno fatto sforzi per diventare esseri umani razionali. Leggono molto e sanno qualcosa della varietà e della storia del mondo. Sono diventati filosofi, nel senso che pesano sulla bilancia della ragione le convinzioni circa la religione, gli impegni morali, gli atteggiamenti verso lode e biasimo (libero arbitrio), e la propria idea di una buona società. Tuttavia, si sentono relativamente impotenti ad affrontare la principale minaccia …