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"Violenza sulle donne la proposta e l'appello", di La 27esima ora

«Non sta succedendo a me». Luisa, 38 anni, toscana, dice di essere andata avanti per mesi con quel pensiero fisso. Mesi durante i quali il fidanzato, da cui attendeva un figlio, alternava momenti di tenerezza a scatti di ira, carezze e botte. Chi lavora con le donne maltrattate spiega che dalla fase «non sta succedendo a me» passano quasi tutte. Quasi tutte le donne vittime di quelle violenze che nascono — e si ripetono — nella coppia.Sono 59 le donne uccise in Italia dal partner o dall’ex partner nel 2012: nei primi quattro mesi del 2007, cinque anni fa, erano state «solo» 29. Questi numeri raccontano un’emergenza nazionale. Anche perché gli omicidi, spesso, sono solo l’ultimo atto di anni di abusi, vessazioni, maltrattamenti. Storie quotidiane, ci insegna la cronaca. Storie che possono capitare a chiunque. «La violenza dei numeri, le responsabilità di tutti» è la lettera aperta che verrà consegnata oggi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dalle «Donne in rete contro la violenza», un’associazione che raggruppa 60 centri dei 130 esistenti nel Paese. Un …

Napolitano "Fare subito la riforma elettorale", di Umberto Rosso

«È ineludibile». Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, definisce la riforma della legge elettorale. Ma tra i partiti è stallo. Il Pd: disposti a mediare sul doppio turno. Il Pdl è diviso. Poche, maledette e subito. Le riforme ferme sul tavolo dei partiti vanno approvate senza perdere ancora tempo prezioso, prima che cali il sipario sulla legislatura. Lo vuole Giorgio Napolitano. A cominciare dalla legge elettorale, «nodo essenziale da sciogliere, e mi pare da tutti considerato assolutamente ineludibile», e dalla modifica del finanziamento pubblico. E sul fronte istituzionale il presidente della Repubblica chiede che vada in porto «il pacchetto limitato ma significativo già presentato in Senato», rispetto al quale «non c´è che da auspicare un sollecito svolgimento dell´iter parlamentare». Il capo dello Stato, in un altro lunedì nero per la borsa, va a Milano alla Consob ad ascoltare la relazione annuale e a raccogliere da vicino gli umori del gotha economico-finanziario che lo accoglie al gran completo in piazza Affari. Il presidente della Consob Vegas attacca «la dittatura dello spread», che vanifica «nei fatti» …

"Il dossier: un ragazzo ogni 4 sotto la soglia di povertà. I figli dei disoccupati i più a rischio" di Mariagrazia Gerina

Non è un paese per bambini quello in cui persino nascere da genitori giovani diventa un fattore di rischio. È l’Italia, che lascia scivolare un ragazzino ogni quattro (22,6%) al di sotto della soglia di povertà. E che lascia che l’asticella si abbassi ancora drammaticamente tra i nati della generazione «precaria». I figli dei trentenni, perennemente in cerca di vera occupazione, sono i più esposti alla crisi. La povertà ne colpisce uno ogni due. L’Italia non dà chance ai giovani. E quelli di loro che decidono di mettere su famiglia non riescono a dare sicurezze economiche ai loro figli. Risultato: il 47,8% dei minori nati da genitori under 35 sono inesorabilmente poveri. Va peggio solo a chi nasce in Calabria, dove la povertà infantile galoppa sulla soglia del 60%, o in Sicilia (59,6%). E a i figli degli immigrati che, a qualunque latitudine nazionale, devono fronteggiare un rischio di povertà pari al 58,6%. Mentre praticamente spacciati sono i figli dei disoccupati: il 79% non si salva dalla povertà. Che colpisce i minori italiani più degli …

"Niente ritardi. La sfida democratica si vince con l'unità", di Guglielmo Epifani

Come era stato per Ezio Tarantelli prima e con Marco Biagi dopo, il terrorismo tornava a colpire persone inermi, validi studiosi che nella loro attività pubblica svolgevano un ruolo di raccordo e di elaborazione attorno a delicati provvedimenti giuridici ed economici. Ogni anniversario di queste ed altre vittime del terrorismo non è mai stato soltanto un doveroso atto di memoria e di rispetto verso chi ha pagato con la vita il proprio spirito di servizio per il Paese e le sue istituzioni Ha sempre rappresentato, insieme, anche l’espressione della volontà di continuare a vigilare per prevenire ogni possibile forma dell’uso della violenza e del terrorismo, nella coscienza dell’assurdità e inaccettabilità dei suoi metodi e delle sue finalità. Il ferimento del dirigente dell’Ansaldo a Genova ad opera della federazione anarchica internazionale, riporta tutto il Paese dentro quella cappa fatta di interrogativi, attese, preoccupazioni che si sperava messa definitivamente dietro le spalle. Ci si chiede giustamente di fare luce sulla natura e l’identità del nuovo terrorismo, dei suoi collegamenti internazionali, soprattutto con gli ambienti eversivi operanti in …

"Ecco come creare lavoro", di Luciano Gallino

Le preoccupazioni espresse dal ministro Passera circa le conseguenze nefaste della disoccupazione di massa dovrebbero far riflettere molti nel governo, in Parlamento e nei partiti. Di là dai numeri, la disoccupazione comporta povertà, perdita della casa, criminalità, denutrizione, abbandoni scolastici, antagonismo etnico, famiglie spezzate e altri problemi sociali. Ne parlava in questi termini già vent´anni fa un economista che si è battuto a lungo per dimostrare che la disoccupazione è un male assai peggiore del deficit (era William Vickrey, premio Nobel 1996). Sentirle riecheggiare ora nelle dichiarazioni di un ministro di primo piano fa pensare se non sia giunto il momento di attribuire alla creazione diretta di occupazione un peso, nella politica economica e sociale, non minore di quello attribuito finora al deficit e al debito pubblico. Ho richiamato mesi fa su queste stesse colonne quali caratteristiche dovrebbe avere la creazione diretta di occupazione. Lo Stato assume direttamente, tramite un´apposita agenzia, il maggior numero di disoccupati e di precari, che però vengono gestiti dal punto di vista operativo da enti locali. Gli assunti dovrebbero venire …

"La minaccia e i bluff della Grecia" di Stefano Lepri

La cura di sola austerità nell’area euro è sconfitta, ad opera degli elettori di diversi Paesi e regioni. Su come integrarla, si apre ora una stagione di faticosi negoziati, forse di maldestri compromessi. Ma per la Grecia è urgente essere pronti a tutto. E occorre distinguere le realtà dalle minacce e dai ricatti che si incrociano in queste ore. Punto primo. La Grecia non è in grado di sopravvivere da sola; non più di quanto potrebbe ad esempio – per avere un’idea delle dimensioni – una Calabria separata dall’Italia. Senza aiuti dall’Europa e dal Fondo monetario, presto non avrebbe soldi né per pagare gli stipendi degli statali né per comprare all’estero ciò che serve ad andare avanti, tra cui alimenti e petrolio. Punto secondo. Dopo la ristrutturazione a carico dei privati, oggi circa la metà del debito greco è in mano all’Europa o al Fondo monetario. Quindi se la Grecia non paga, ci vanno di mezzo soprattutto i contribuenti dei Paesi euro, cioè noi tutti (in una stima sommaria, circa un migliaio di euro a …

"Il doppio turno è la soluzione", di Massimo Giannini

Falsità, malafede, opportunismo. C´è il peggio del peggio, nella psicopatologia italiana delle riforme quotidiane. La classe politica le evoca, le auspica, le moltiplica. Servono tutte: quella istituzionale, quella costituzionale, quella elettorale. Ma non se ne fa nessuna. Giorgio Napolitano, per l´ennesima volta, è costretto a lanciare il suo appello: fatele, sono ineludibili. I partiti plaudono, condividono. Ma, ancora una volta, eludono. Eppure, con un po´ di buon senso e buon gusto, non sarebbe difficile fare l´unica cosa che serve al Paese: «macellare» finalmente il Porcellum, e varare una legge elettorale maggioritaria a doppio turno. Per quello che vale (ma qualcosa deve pure valere), il voto amministrativo del 6 maggio ha prodotto una mappa geo-politica più disorganica e frammentata che mai. Se nel 2013 si votasse con il sistema attuale e il risultato delle elezioni nazionali fosse lo stesso, l´Italia rischierebbe un governo probabile, ma una governabilità impossibile. L´ultimo frutto avvelenato del berlusconismo, che continua a far danni anche dopo la sua eutanasia. Solo in questo Paese è stato possibile tollerare che alla vigilia delle elezioni …