Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Chi sono i sovversivi", di Alfredo Reichlin

Il mio vecchio cuore di sinistra ha esultato per la vittoria dei socialisti in Francia. La coccarda dei giacobini sventola sul pennone dell’Eliseo. Poi questo fatto, unito a molti altri sommovimenti che sono in atto nei Paesi europei, ha suscitato in me altri pensieri. Parlerò più avanti delle amministrative italiane ma dico subito che il dato più duraturo su cui riflettere è il fatto che il campo storico della lotta tra progresso e reazione è cambiato. È diventato europeo, ed è sempre più parte di una rete mondiale. Politica interna e politica estera sono ormai la stessa cosa. «Noi» siamo in loro e «loro» stanno in noi. E se guardiamo le cose oltre la piccola cronaca è questo che ha sfidato il vecchio sistema politico italiano. E HA TRAVOLTO I SUOI VECCHI AVANSPETTACOLI DA PERIFERIA: BOSSI E IL TROTA, BERLUSCONI IN FESTA ALLA DACIA DI PUTIN. I vincoli e le contraddizioni che soffocano le potenzialità dell’Europa restano tenaci e profondi, non dimentichiamolo. Però finalmente si sta aprendo un varco. Possiamo cominciare a intravedere una via …

"Perché dobbiamo fermare l´odio che uccide le donne", di Clio Napolitano

Caro direttore, i fatti di cronaca di queste settimane hanno riportato al centro dell´attenzione il tema della violenza sulle donne, tema che può essere analizzato da tanti punti di vista: sociologico, psicologico, pedagogico e statistico. In ciascuno di questi campi si possono fare analisi diverse anche tra specialisti di ciascuna di queste discipline. Ma ritengo importante che di tali problemi si possa discutere anche tra non specialisti. Ad esempio quando si legge che nel nostro Paese gli atti di violenza sulle donne sono drammaticamente aumentati, io mi chiedo se in termini statistici ciò non sia dovuto al fatto che le norme introdotte nel nostro ordinamento abbiano incoraggiato la denuncia da parte delle vittime di tali reati, tenuto conto che la maggior parte di essi vengono commessi nell´ambito familiare, il più difficile da penetrare. Tenuto conto che già esistono nel nostro ordinamento leggi abbastanza severe in materia e che gli atti di violenza sulle donne assumono tante modalità diverse e vengono attuati i tanti diversi contesti, mi chiedo se sia necessario pensare a nuove fattispecie di …

"Chi ha paura delle elezioni", di Barbara Spinelli

Tutti ricordiamo le parole che Roosevelt pronunciò il 4 marzo 1933, appena eletto. La crisi che s´accingeva a fronteggiare era simile alla nostra, e disse: «La sola cosa che dobbiamo temere è la paura stessa: l´indicibile, irragionevole, ingiustificato terrore che paralizza gli sforzi necessari per convertire una ritirata in avanzata». Dopo le elezioni in Francia, Italia, Grecia, potremmo applicare la frase ai timori suscitati in molte capitali dai verdetti delle urne. «La sola cosa che l´Europa deve temere, oggi, è la paura che i tribunali elettorali suscitano nei governanti, nei partiti classici, in chiunque difenda lo status quo pensando che ogni sentiero che si biforca e tenta il nuovo sia una temibile devianza». È con grande sospetto infatti che si guarda al nuovo Presidente socialista, e non solo quando in gioco è l´economia. Anche la sua politica estera è temuta: la volontà di uscire fin da quest´anno dall´Afghanistan, il rifiuto opposto nel 2009 quando Sarkozy decise di rientrare nel comando militare integrato della Nato. Ma il mutamento che maggiormente indispone e terrorizza è il rinegoziato …

"Il federalismo che può salvare l´Europa", di Giuliano Amato, Jacques Attali, Emma Bonino e Romano Prodi

Una grave crisi politica e sociale travolgerà i paesi dell´Euro se essi non decideranno di rafforzare la loro integrazione. La crisi della zona Euro non è iniziata con la crisi greca ma è esplosa molto prima, quando è stata creata un´unione monetaria senza unione economica e fiscale. e nel contesto di un settore finanziario drogato da debiti e speculazione. Certo, i debiti pubblici sono esplosi in questi ultimi trent´anni ma sono gli squilibri fra i paesi della zona Euro che hanno determinato la situazione attuale. Da una parte, un insieme costituito dai paesi del Nord Europa con la Germania in testa ha costruito la sua economia sulla competitività e le esportazioni. D´altra parte, i paesi della periferia hanno utilizzato deboli tassi di interesse per alimentare la loro domanda interna e costruito la loro economia su settori di beni non esportabili o meno sottoposti alla concorrenza esterna, come il settore immobiliare. L´esplosione della crisi greca ha messo in luce questi difetti strutturali, creando una crisi di fiducia nella sostenibilità dei debiti pubblici: i creditori hanno scoperto …

"Vincere sulle macerie", di Stefano Menichini

Il popolo del centrodestra non esiste più. L’unico successo dell’intera avventura berlusconiana – l’aver dato a metà del paese un’identità prima inesistente – svanisce nel nulla, mentre l’artefice è distante, distratto, disinteressato. Una gigantesca voragine si apre nel mercato elettorale e solo una forza politica riesce a recuperare una parte dell’enorme diaspora. Ma non è una vera forza politica: è un movimento che si è messo in favore di vento e che risponde alle logiche della personalizzazione e del radicalismo che in effetti erano presenti nel calderone di Berlusconi e in quello di Bossi, la cui crisi procede parallela. Così sono Grillo e l’astensionismo i dati che, sul piano meramente elettorale, saltano agli occhi dal turno amministrativo. Entrambi – gli studi sui flussi lo confermeranno – a scapito soprattutto del Pdl e della Lega. L’incapacità di intercettare la delusione post-berlusconiana (e la vaghezza delle direzioni che questa delusione prende) è il vero neo dell’evidente e atteso successo del Pd. Stavolta non ci sarà bisogno di aspettare i ballottaggi per capire l’impatto politico nazionale del voto …

"Ecco come Tremonti ci è costato un punto di Pil", di Bianca Di Giovanni

Scarsa trasparenza dei costi «effettivamente e globalmente sostenuti e dei risultati realmente conseguiti». Così si esprime la Corte dei Conti in un’audizione sulle cartolarizzazioni di immobili varate dal governo Berlusconi all’inizio degli anni 2000. Sui risultati realmente conseguiti si è fatta piena luce subito dopo il ritorno al governo del duo Berlusconi-Tremonti nel 2008. A qualche mese dal ritorno in via Venti Settembre del ministro «creativo» la Ragioneria ha contabilizzato una perdita di un miliardo e 700 milioni che metteva la parola fine all’avventura sciagurata delle Scip, le società veicolo di quelle che furono annunciate come le più grandi operazioni di cartolarizzazioni mai viste in Europa. Un «buco» miliardario, rimasto per lo più nascosto nelle carte impolverate dei contabili, mentre le cronache cominciavano a parlare di rigore e sacrifici. Alla fine della fiera di sofisticate operazioni finanziarie, ha pagato Pantalone. Forse oggi, in tempi di spending review, varrebbe la pena inserire nella lista degli sprechi anche quei «buchi» nascosti lasciati in eredità dal centrodestra. Con gli stessi toni altisonanti che annunciavano la vendita «virtuale» degli …

Prodi: "L'Ue diventi più forte. Altrimenti salta tutto", di Fabio Martini

Per temperamento Romano Prodi non ha mai coltivato allarmismi, ma stavolta proprio lui, il cultore dell’«adagio adagio», dice che «siamo ad un bivio della storia europea», non c’è più tempo da perdere, perché gli spiriti antieuropei emersi in Grecia accelerano una svolta in «tempi brevi», senza la quale l’Europa rischia «l’implosione». La diagnosi è cruda e chiara: «Poiché gli Stati nazionali hanno perso sovranità e non hanno la forza di opporsi da soli all’aggressività dei mercati», devono «riacquistare la sovranità persa, conferendola ad una Unione più forte» e finalmente dotata delle armi per spegnere l’incendio. Sempre in giro per il mondo – reduce da un convegno internazionale ad Addis Abeba sul futuro dell’Africa e pronto a ripartire per la Cina e gli Usa – l’ex presidente della Commissione europea si tiene sempre aggiornato sulle cose dell’Europa, conosce da vicino i leader, le loro virtù, i loro limiti. Nell’autunno del 2005 Hollande la invitò al congresso socialista di Le Mans, lei spiegò ai francesi le virtù delle Primarie appena vinte in Italia, loro ascoltarono e poi …