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L'argine-Pd contro l'esasperazione", di Federico Geremicca

Un cumulo di macerie politiche. E in mezzo ai rottami di partiti che non ci sono più (il Pdl), di movimenti messi in ginocchio dai loro stessi errori (la Lega) e di esperimenti rivelatisi nelle urne espedienti mediatici o poco più (il Terzo polo) solo il Pd sembra reggere l’urto dell’esasperazione popolare. Il Pd si conferma – e adesso di gran lunga – il primo partito del Paese. Non che il voto non abbia riservato amarezze anche ai democratici di Pier Luigi Bersani, com’era prevedibile: ma a fronte della polmonite che ha colpito gli altri, quel che turba il Pd può esser per ora considerato un semplice seppur fastidioso raffreddore. E nulla più. Le vicende di Palermo e Genova, certo, non sono esaltanti. Nel capoluogo siciliano il candidato Pd vincitore delle primarie va sì al ballottaggio, ma è più che doppiato dall’inossidabile Leoluca Orlando: comunque la si pensi, un leader vero, passato indenne attraverso cambi Repubblica (sindaco nella Prima e salvo terremoti anche nella Seconda) e cambi di partito; e a Genova, ferita ancora sanguinante, …

Bersani: «Noi rafforzati e destra sconfitta», di Simone Collini

Bersani: «Compreso dagli elettori il nostro sostegno all’esecutivo Noi siamo leali ma ora ci ascolti di più». Soddisfatti per il risultato ottenuto, infastiditi per le reazioni degli alleati, preoccupati per altri dati registrati in queste elezioni. Al quartier generale del partito i dirigenti Democratici seguono lo scrutinio del voto amministra- tivo con un misto di stati d’animo. Il Pd si conferma prima forza politica nella maggior parte delle sfide elettorali, e se nei 26 comuni capoluogo si partiva da una situazione di 18 a 8 per il centrodestra, adesso si va ai ballottaggi con una situazione ribaltata. Tutt’altro che rassicurante è però il calo dell’affluenza, l’aumento del voto di protesta, il livello di frammentazione registrato e, benché la cosa possa sembrare al limite del paradossale, anche il tracollo del Pdl. «È un voto a metà strada tra la disperazione greca e la speranza francese», sintetizza non a caso Massimo D’Alema sottolineando che il centrosinistra emerge quasi ovunque «come unico polo politico di governo». Tutto bene? Sì, a patto di sapere che il Pd «si troverà …

"Un'altra politica", di Massimo Giannini

Maggio francese, autunno italiano. Se l´esito delle presidenziali d´Oltralpe testimonia la speranza di un cambiamento nella governabilità, il risultato delle amministrative tricolori certifica l´evidenza di un´offerta politica sempre più frammentata e di una proposta di governo sempre meno scontata. Nove milioni di cittadini alle urne non equivalgono a una consultazione nazionale, ma sono un buon test per misurare il polso di un Paese che arriva a questa tornata elettorale in debito di forze e di risorse. I “numeri” degli oltre mille comuni in cui si è votato riflettono con coerenza lo stato d´animo degli italiani. Sale alta l´onda dell´anti-politica, che spesso è domanda di un´altra politica. C´è una sfiducia profonda verso i partiti tradizionali, di cui il sintomo è il successo delle formazioni “anti-sistema”. C´è una disaffezione inquietante verso la stessa democrazia rappresentativa, di cui c´è traccia nell´aumento dell´astensionismo, per la prima volta più alto al Nord che al Sud. Ma sarebbe sbagliato sostenere che, a parte Beppe Grillo, non ha vinto nessuno e hanno perso tutti. C´è invece un primo dato politico che emerge, …

"Riforma Brunetta: è ora di cambiare", di Pippo Frisone

Il 4 maggio governo e sindacati hanno firmato un’ipotesi d’accordo sul lavoro pubblico che verrà definitivamente sottoscritta nel corso di questa settimana. In stretta connessione con la riforma Fornero del mercato del lavoro, si gettano le basi per una sostanziale revisione della cosiddetta riforma Brunetta, alias dlgs.150/09. A dire il vero, il primo colpo sotto la cintura all’ex Min.della Funzione Pubblica glielo aveva sferrato il suo collega di governo Tremonti, neanche un anno dopo l’approvazione della riforma epocale del Pubblico Impiego. Premialità, fasce di merito, performance e guerra ai “travet” fannulloni, finirono subito in soffitta col blocco del contratto nazionale, assieme agli scatti d’anzianità e al rinnovo delle Rsu. Rimaneva sul campo la faccia feroce di quella riforma con l’inasprimento delle sanzioni disciplinari e il tentativo di mettere all’angolo le organizzazioni sindacali, indebolendo la contrattazione integrativa e le relazioni sindacali. Il tentativo di far prevalere in questi tre anni una sorta di autoritarismo contrattuale, spostando i poteri a favore del datore di lavoro pubblico, si è infranto prima che nelle aule dei tribunali, negli stessi …

"Il ritorno dei fantasmi armati", di Benedetta Tobagi

Sembra un incubo, l’eterno ritorno dell’uguale. L’Ansaldo di Genova negli anni Settanta fu teatro di una serie di azioni e ferimenti, o meglio, “gambizzazioni”(neologismo coniato per i ferimenti alle gambe in cui si specializzarono i brigatisti, una modalità di attentato che massimizzava il dolore e l’umiliazione della vittima, costringendola a strisciare): Vincenzo Casabona, capo del personale dell’Ansaldo Meccanica, oggetto di un sequestro-lampo nel 1975, Carlo Castellano, capo della pianificazione, ferito dalle Br nel 1977, e Giuseppe Bonzani, direttore dello stabilimento G. T. Ansaldo, ferito, ancora dalle Br, nel 1979. Ieri, il rito macabro si è rinnovato. L’amministratore delegato della sezione nucleare dell’Ansaldo è stato ferito. Ignoti gli attentatori, mancano le rivendicazioni, ma la “tecnica” è quella brigatista, dichiarano gli inquirenti, e il ministero dell’Interno esclude la pista personale. Mancava solo il ritorno del terrorismo sulla scena di quest’Italia colpita dalla crisi e divorata dall’antipolitica: evocata da molti, ieri la violenza armata, parassita della democrazia, è tornata sulla scena, con il suo rituale, con la sua simbologia, in un luogo denso di storia. Adinolfi dirige la …

"Due assassini su uno scooter. Tornano gli incubi del passato", di Michele Brambilla

Quelli del 26 marzo 1971 che in via Bernardo Castello ammazzarono il portavalori delle case popolari Alessandro Floris. Uno studente fotografò l’agguato da una finestra e quell’immagine diventò il simbolo della follia che stava per esplodere. I due assassini appartenevano al primo gruppo di lotta armata nato in Italia: si chiamava XXII Ottobre. Da quel giorno si scatenò l’inferno. Il sostituto procuratore Mario Sossi, che sosteneva l’accusa al processo contro la banda XXII Ottobre, verrà rapito a Genova dalle Brigate rosse il 18 aprile del 1974 e rilasciato solo il 23 maggio successivo. Il procuratore generale Francesco Coco, che non aveva ceduto al ricatto dei brigatisti (scarcerare i terroristi detenuti in cambio della liberazione di Sossi) sarà ucciso, insieme con gli uomini della sua scorta, l’8 giugno del 1976. Qualcuno dice che Genova fu la culla delle Brigate rosse. Di certo il bilancio della colonna genovese, nata nel gennaio 1975, è terrificante: nove omicidi, sedici ferimenti, vari attentati e aggressioni. Genova ancora una volta sarà una culla? Il ferimento di Roberto Adinolfi un nuovo drammatico …

"Concorso a tre punte per il ruolo", di Emanuela Micucci

Un modulo a tre punte, con maxiconcorso e abilitazione riservata ai docenti precari con 360 ore di servizio. Questa la formazione messa in campo da mister Profumo per arruolare nuovi docenti e combattere il precariato. In attesa della riforma del sistema di reclutamento, il ministro dell’istruzione Francesco Profumo ha annunciato nei giorni scorsi due tornate di concorsi. La prima sarà bandita «entro l’anno», ha detto, per un numero di posti tra 5.000 e 8.000, in base a quanti ne autorizzerà il ministero dell’economia. Vi potranno partecipare i docenti abilitati e i vincitori saliranno in cattedra nell’anno scolastico 2013-14. Così da far fronte alle esigenze delle classi di concorso con le graduatorie effettivamente esaurite. «Ma già nella prossima primavera faremo un altro bando», annuncia , «al quale potranno accedere anche i nuovi abilitati», cioè i 20.067 che avranno frequentato con successo i corsi di tirocinio formativo attivo (Tfa). I vincitori di questa seconda più consistente tornata di concorsi entreranno in servizio nel 2015-16. «La mia idea dopo è quella di dare una cadenza biennale ai concorsi, …